Anche se è ormai chiaro a tutti che, dopo un anno di merdoni politici, un nuovo scenario infero si sta aprendo davanti ai nostri occhi, volevamo prenderci un momento per capire meglio come si sente il mondo intero davanti ai risultati elettorali. Abbiamo quindi chiesto alle nostre redazioni intorno al mondo di condividere con noi i loro pensieri su Donald Trump incoronato nuovo imperatore del mondo, e di allegare un’immagine che rappresentasse al meglio questo momento.
GERMANIA
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Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Germania. Foto di Grey Hutton.
Davvero, America? Ma che cazzo di incubo. Prima la Brexit, ora questo. C’è qualcuno che prende sul serio il mondo? È difficile avere un’idea precisa di cosa significhi la vittoria di Trump per la Germania e l’Europa—e la cosa che ci spaventa è che probabilmente nemmeno Trump ce l’ha.
Lascerà tutta l’Europa Orientale a Putin in cambio del permesso per costruire un campo da golf nella tundra? Bombarderà ogni paese con una popolazione maschile mediamente dotata di mani più grandi delle sue? Dovremmo metterci tutti a eleggere pazzi populisti, rinunciare alla cooperazione internazionale e lasciarli a litigare tra loro finché non sarà rimasto nessuno? Se vi sembra irrazonale, fermatevi per un attimo e ricordatevi che Donald Trump è appena diventato l’uomo più potente del mondo.
—Matern Boeselager, VICE Germania
SERBIA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Serbia. Foto via
I residenti negli Stati Uniti di origine serba avrebbero votato per Trump, quindi per noi potrebbe tranquillamente sembrare l’inizio di una nuova, felicissima era. È un grande giorno per la nostra estrema destra, che ha invitato a gran voce la diaspora serba negli Stati Uniti a votare per il candidato repubblicano. L’hanno fatto perché vedono in Hillary Clinton la mente dietro i bombardamenti NATO sulla Serbia annunciati dal di lei marito nel 1999.
Altri ancora sono contenti perché sperano che la First Lady Melania Trump verrà a farci visita—alla fine, il suo paese d’origine è un nostro vecchio fratello jugoslavo. Ma c’è anche una parte della sinistra che sostiene Trump—gli intellettuali alla Slavoj Žižek, convinti che la Clinton sia la principale garanzia di uno status quo inaccettabile. Trump, dicono, potrebbe dare una bella smossa.
—Aleksandra Nicsik – News editor, VICE Serbia
DANIMARCA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Danimarca.
Doveva succedere. Prima abbiamo perso il nostro primato di paese più felice d’Europa. Poi il Regno Unito ha spiazzato tutti con la Brexit. E ora in America hanno eletto un presidente che sembra uscito da un cartone animato. Il mondo è improvvisamente diventato un po’ più cupo, misogino e privo di senso, e ora potrebbe succedere davvero di tutto. Le risate amare di oggi saranno l’amara realtà di domani. Di conseguenza, siamo costretti a pensare che le nostre probabilità di finire in uno schianto nucleare sono molto più alte di quelle di vincere un’altra competizione calcistica europea.
Non ci resta che sperare che Trump sia sconvolto quanto noi dal risultato, tanto da decidere di ritirarsi per sempre nella sua Trump Tower. Anche lui deve ammettere che il lavoro più importante del mondo dovrebbe stare lontano da qualcuno che twitta cose del genere.
—Lars Jellestad, Editor VICE Danimarca
MESSICO

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Messico.
Foto di Irving Cabello.
Come sempre succede con i processi dolorosi, la prima reazione sarà l’incredulità. Poi la negazione, la rabbia, la depressione travestita da paura, e infine l’accettazione: contro tutti i pronostici, Donald John Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti.
La Casa Bianca lo obbligherà ad abbandonare i toni infuocati che ha usato in campagna elettorale. Il Congresso, la Corte Suprema, gli alleati, le centinaia di minacce globali e decina di organi internazionali, i lobbisti, tutti ricorderanno a Trump che è più facile essere un candidato che un presidente, e che il governo del paese più potente del mondo non può essere condotto come un’azienda o un reality show.
Fortunatamente per il resto del mondo, il sistema politico americano è a prova di dittatore. In molti casi, il potere dell’esecutivo è limitato dal sistema bipartitico, e alla fine l’ultima parola sulla costruzione di un muro a sud della nazione o sulla reintroduzione della tortura per i prigionieri di guerra non sarà di Trump.
In soli quattro anni, il mondo si accorgerà che Trump è il presidente più inetto della storia americana. Uno che passerà alla storia come lo showman che ha venduto un paese che non esiste e che ha lasciato la Casa Bianca come lo statista che non è mai stato.
—VICE Messico
REGNO UNITO

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE UK. Foto via
Ti svegli, apri gli occhi ed eccoti in un mondo nuovo. Sei Donald J. Trump e sei il presidente degli Stati Uniti d’America. “Posso fare qualunque cosa!” dici. “Ho due macchie bianche e viola intorno agli occhi, e nessuno mi dice un cazzo! Ecco quanto sono forte! Posso fare qualunque cosa!”
Sono le 3 del mattino, perché è a quest’ora che ti svegli. Ti ingozzi di uova, salsiccia e due o tre Big Mac tutto frullato insieme. Ti abbottoni i pantaloni (perché dormi, come vivi, in abito) e scendi le scale. Qui ci sono 20 o 30 agenti dei servizi segreti, con gli occhiali da sole e gli auricolari. “Signor presidente, signore,” dicono, e ti fanno sedere davanti a un laptop. “Deve inserire i dati d’accesso.” Ti fermi un secondo. “Cosa intendi per dati di accesso?” Un agente si avvicina. “Del laptop presidenziale, signore. Abbiamo bisogno dei dati di accesso.” Non sai cosa sia un login. A questo punto devi ricorrere allo schema decisionale di Donal J. Trump:
SEI DONALD J. TRUMP?
– Sì: passa alla domanda successiva
– No: torna a dormire
STIAMO PARLANDO DI UN CONCETTO SEMPLICE CHE TU NON CAPISCI?
– No
– Sì: arrabbiati
– Sì
Il mondo ha leggermente cambiato asse e una nuova ondata di violenza di destra sta prendendo piede e, lentamente, scivoliamo verso l’apocalisse perché ora l’uomo più arrabbiato del mondo è anche l’uomo più potente del mondo, e questo è un male. Per ora—per colpa tua—siamo tutti con gli occhi fissi su un futuro di distruzione, di grattacieli eretti sulle rovine, di rivolte, di nubi di lacrimogeni, ma per ora tu sei Donald J. Trump e sei arrabbiato perché devi pensare a una password. “FUCK,” digiti, con le tue dita grasse della tua mano piccola, un tasto alla volta. “THIS.”
—Joel Golby, Staff Writer VICE UK
OLANDA
Non sono del tutto sicuro di cosa stia succedendo nella foto qui sopra, ma francamente non voglio nemmeno saperlo. Insomma, non voglio proprio sapere cosa sta succedendo nel mondo.
Donald Trump è stato democraticamente eletto presidente degli Stati Uniti, e i Muse hanno annunciato di voler uscire con un album hip hop. Per me è già abbastanza.—Ewout Lowie, Editor VICE Olanda
POLONIA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Polonia. Foto di
Mikołaj Maluchnik.
Stando ai sondaggi, il 74 percento dei polacchi ritiene che le elezioni americane siano “abbastanza” o “molto importanti”—un dato che le rende a tutti gli effetti le prime elezioni della storia di cui freghi veramente qualcosa ai polacchi (solitamente l’affluenza si attesta alla metà della percentuale di cui sopra). Solo il sei percento di questa parte di polacchi, tuttavia, riteneva di preferire una vittoria di Trump. Il 57 percento era dalla parte di Hillary Clinton.
Quindi forse in tutto ciò c’è una piccola nota positiva: ora in Polonia smetteremo di preoccuparci di “sinistra vs fascisti” o “cattolici vs femministi”. Non sapendo quanto Trump sarà incline a premere quel bottone rosso, potremmo invece chiedere ai nostri vecchi, dall’alto della loro esperienza, come comportarci con le nubi radiattive.
—Maciek Piasecki, Editor VICE Polonia
ITALIA

Il mondo co
n Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Italia. Foto via Flickr.
Lo ammetto, mi sembra ancora tutto uno scherzo—uno di quegli scherzi cattivi per farci riflettere su quanto fossimo infelici e lamentosi prima che tutto questo accadesse, per farci capire la bella vita che conducevamo prima di oggi. Prima che Donald Trump diventasse presidente degli Stati Uniti.
Non doveva succedere. E non sono solo io a pensarlo—credo che nemmeno Trump lo volesse. Non posso immaginare che si aspettasse di essere preso sul serio. E se la sua campagna fosse stata una richiesta d’aiuto? Ora che farà? Costruirà davvero un muro al confine col Messico? Sconfiggerà l’ISIS, caccerà i musulmani dagli Stati Uniti, sbatterà Hillary Clinton in prigione? No, non ce l’ha un piano.
—Flavia Guidi, Junior Editor VICE Italia
FRANCIA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Francia. Foto via
E quindi Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. A essere sinceri, non c’è da stupirsi più di tanto. Il fatto che uno come lui sia stato ammesso tra i candidati era un segnale d’allarme piuttosto eloquente: con queste premesse, tutto doveva finire in merda.
È possibile che queste elezioni possano spingere qualcuno a ribellarsi, ma nella pratica non penso cambierà davvero qualcosa. Gran parte delle promesse di Trump sono anche solo troppo grottesche per essere messe in pratica. Quel che è probabile, è che in qualche zona del mondo qualche pazzo sessista si sentirà incoraggiato a candidarsi, e non verrà preso per il culo come dovrebbe—fino, forse, a vincere.
—Julie Le Baron, Editor VICE Francia
GRECIA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Grecia. Foto di
Panos Kefalos.
Stamattina il mondo sembra un po’ più strano e inospitale, principalmente grazie all’ineludibile faccione di Donald Trump che occupa ogni singolo schermo. Sembra ancora più arancio del solito, tutto preso a celebrare la sua vittoria fatta di odio, razzismo e intolleranza.
Questa vittoria così incredibilmente banale che vede un uomo potete, ricco e inutile avvolto nell’illusione della superiorità è la cosa peggiore che potesse capitarci. La retorica ha sconfitto la logica, il raziocinio è stato sconfitto dalla demagogia. —Dimitris Theodoropoulos, Managing Editor VICE Grecia
CANADA

Il mondo con Trump presidente degli Stati Uniti, visto da VICE Canada. Foto via Wikimedia.
Be’, ce la siamo passata bene, no? Abbiamo avuto un secolo di crescita economica, stabilità politica e un rapporto profondamente amichevole e proficuo. Ma come si dice sempre, prima o poi tutto finisce, anche le cose belle. Quindi, cara America, questo è ufficialmente un bromance. Da una parte il Canada, con il suo Primo-Ministro-faccia-da-emoji-che-fa-occhiolino, dall’altra gli Stati Uniti con quel fantoccio gonfiabile che muove le braccia in maniera convulsa.
Il NAFTA, quell’accodo che ha permesso un abbassamento dei prezzi dei beni di consumo e che ha tenuto botta mentre l’economia americana cresceva del 60 percento… andato. Justin Bieber—che sopravvive con un visto lavorativo—sarà costretto a rinunciare al passaporto canadese o verrà deportato. Certo, le orde di americani che si riverseranno da questa parte delle cascate del Niagara porteranno beneficio all’economia canadese. Ma quel che resta è la fine di un’amicizia.
—Justin Ling, VICE Canada
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