In futuro le esperienze cinematografiche saranno partecipative, il pubblico interagirà con le storie narrate come se queste fossero contemporaneamente un film e un videogioco. Ed ecco “Leviathan”, un balzo sperimentale in avanti nella tecnica cinematografica che preannuncia una simile evoluzione.
A gennaio l’ USC School of Cinematic Arts World Building Media Lab, in collaborazione con Intel Labs, ha presentato “Leviathan” durante l’intervento dell’amministratore delegato di Intel al CES 2014. Mentre il pubblico usava Ultrabook Intel e tablet per controllare simultaneamente delle meduse fluttuanti che nuotavano attorno all’eponimo colosso in realtà aumentata, Leviathan si librava fuori dallo schermo e in mezzo alla folla, regalando un’esperienza a metà tra cinema e videogioco senza precedenti. Parlare di “narrazione immersiva” è davvero un eufemismo.
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Il progetto integra l’universo fisico a quello digitale usando una piattaforma multimediale che potrebbe benissimo essere la base di partenza per il futuro della realtà aumentata e della narrativa immersiva. Noi di The Creators Project siamo stati affascinati dalla collaborazione tra Intel Labs e il programma World Building di USC, e ne abbiamo fatto un documentario (che vedete sopra) che racconta nel dettaglio la partnership, il progetto e i suoi risultati innovativi.
Abbiamo parlato con Scott Westerfeld, autore della storia di Leviathan, Tawny Schlieski di Intel Labs e Alex McDowell, il direttore del programma world Building, di quanto progetti come questo siano passi da gigante verso un futuro in cui le storie non saranno solo scritte o mostrate, ma sarà possibile tuffarcisi dentro.

“Leviathan” è ispirato all’omonima serie steampunk di Scott Westerfield, che reinventa la Prima Guerra Mondiale con macchine da guerra meccanizzate e combattimenti basati su creature geneticamente modificate. L’argomento era il perfetto trampolino per il potenziamento della tecnologia, e perciò Intel Labs ha “sfidato” il World Building Media Lab della USC a reimmaginare il testo e aumentare la narrazione con tecnologie all’avanguardia (tra cui caschi per realtà virtuali, fusioni sensoriali, e le più avanzate tecnologie di motion tracking) per trasformare l’immaginazione in un tour de force narrativo.
“Il progetto Leviathan è in realtà una collisione di tecnologie,” ha detto Westerfeld. Gli Studenti di cinema della USC sono stati spinti ad una contaminazione multimediale, avendo dovuto lavorare con gli studenti del dipartimento di progettazione di videogiochi.
“Il cinema è basato su un eccezionale controllo visivo, e i giochi si basano sulla partecipazione e sulla libertà totale del pubblico,” fa notare Tawny Schlieski di Intel Labs. Combinando i due tipi diversi di pensiero, il film è diventato un colosso con una narrativa esplorabile e interattiva. È un tuffo nelle modalità con cui in futuro potremo approfondire le storie.

“Abbiamo fatto evolvere il cinema da una narrativa lineare, basata sulla sceneggiatura, a qualcosa che assomiglia di più a un mondo intero,” ha detto Alex McDowell, il direttore del World Building Media Lab. Gli studenti non hanno solo aggiunto personaggi secondari alla storia di Westerfield (le “Huxleys” simili a meduse), hanno trasformato le creature in un misto tra personaggi cinematografici e avatar dei videogiochi. Attraverso i tablet si poteva comandare alle creature di seguire la balena gigante che fluttuava oltre lo schermo. Allo stesso modo, come suggerisce la scelta della location, gli ambienti virtuali di questo progetto sono ben più di un intrattenimento da ammirare; il progetto era navigabile, esplorabile e totalmente coinvolgente.
“Leviathan” punta a un futuro in cui i videogiochi e il cinema si uniranno per creare nuove esperienze. E mentre il mondo integrato di “Leviathan” è notevole di per sé, dimostra anche che le pratiche folkloristiche continueranno a essere rivoluzionate in futuro. “È davvero difficile immaginare dove queste storie e queste esperienze ci porteranno,” ha detto Mc Dowell. “Ci stiamo muovendo velocemente in uno spazio narrativo tutto nuovo.”

Qui sopra, le immagini dell’evoluzione di “Leviathan”, dai primi schizzi al colosso tridimensionale.



