vivere nei boschi come funziona
L'autore in posa tra un cumulo di legna da 600 dollari e un serbatoio di propano. Foto per gentile concessione di Kevin Maimann.

Sono andato a vivere lontano da tutto nei boschi—ma sono comunque povero

Vivere lontano dalla città, isolato dalla rete elettrica e idrica, ti fa capire molte cose sugli sprechi energetici. Ma non è esattamente economico.

Quando ho deciso di andare a vivere nella natura, lontano dalla rete elettrica e idrica, mi sembrava la scelta giusta per tante ragioni: spirituali, ambientali e finanziarie. Trasferirmi in una casetta nel bosco con la persona con cui sto pareva un modo intelligente per risparmiare sull’affitto in una zona—viviamo nella British Columbia, in Canada—dove le case costano tantissimo, e imparare a cavarcela da soli in un mondo caotico.

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Dopo qualche mese passato a defecare in un secchio di compost al freddo, però, resto ancora disperatamente povero.

Staccarsi dalla rete rappresenta un’alternativa sempre più papabile per i giovani adulti, mentre le città diventano sempre più proibitive. A ottobre 2021, VICE World News aveva scritto che Vancouver—la città più costosa del Nord America, dove il prezzo medio per una casa sfiora il milione di euro—vedrà inasprirsi il divario tra ricchi e poveri, perché il cambiamento climatico danneggerà soprattutto o più rapidamente le abitazioni a piani bassi. A distanza di poche settimane dall’articolo, una serie di drammatiche alluvioni e forti piogge hanno isolato Vancouver dal resto del Canada, facendo sprofondare pezzi di importanti arterie stradali, e sommergendo di acqua intere città nella British Columbia.

L'autore con una motosega. Foto di Danika Henderson

L'autore con una motosega. Foto di Danika Henderson

“C’è un termine che si usa in questo senso: ‘fuck-off money.’ [ovvero la quantità di soldi che serve a una persona per non dover più lavorare e vivere serenamente]. Ecco, ti servono molti meno soldi per star bene, se vivi lontano dalla ‘rete’,” dice Nick Rosen, regista inglese e autore del libro Off the Grid: Inside the Movement for More Space, Less Government, and True Independence in Modern America.

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Rosen dice che la convenienza è la ragione numero 1 per cui le persone scelgono di staccarsi dall’acquedotto municipale e dalla rete elettrica. Altre ragioni sono politiche, come il desiderio di ridurre la propria impronta ambientale, prepararsi per il collasso sociale o ecologico, o per un generale rifiuto del consumismo.

“Un’altra ragione è che è molto romantico; è perfetto per giovani coppie,” dice. 

Dato che ho iniziato il mio viaggio nella “natura” canadese prendendo un affitto una piccola baita con la persona con cui ho una relazione, posso confermare che non c’è quasi nulla di più romantico che cucinare al lume di candela mentre il fuoco crepita nella stufa.

Rovesciare i nostri escrementi fuori dalla finestra perché non abbiamo un gabinetto collegato alle fogne, invece, non è proprio romanticissimo.

Il secchio del compost / gabinetto

Il secchio del compost / gabinetto. Foto dell'autore

Se da un lato abbiamo ridotto drasticamente i nostri consumi e acquisito nuove abilità, a un certo punto del nostro esperimento ho iniziato a dubitare che fosse la cosa più saggia per risparmiare.

Il clima autunnale e piovoso implica che possiamo bere acqua scesa dal cielo gratuitamente. Ma rende anche il nostro sistema a pannelli solari di fatto inutile, il che significa che per avere elettricità quotidiana dobbiamo pagare il diesel per alimentare un generatore molto rumoroso.

Senza il tempo per raccogliere e asciugare abbastanza legna per l’inverno, abbiamo speso più di 600 dollari (417 euro) di legna da far durare fino a primavera. La stufa a propano è efficiente, ma anche il prezzo del propano sta salendo.

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La casetta nei boschi di Kevin Maimann

La casetta nei boschi. Foto dell'autore

Aggiungi una motosega (250 dollari), batterie (300 dollari) e un ripetitore di segnale cellulare (600 dollari) per poter lavorare da qua, e non so se stiamo pagando meno che a stare in un posto con caldaia e corrente.

Jaymie Friesen, 26enne che tiene seminari sull’off-grid (cioè il vivere nella natura, scollegati da risorse come fognature, acquedotti e rete elettrica) con suo fratello Shelby, dice che vivere così non significa necessariamente risparmiare.

Per iniziare, dice, devi mettere in conto di pagare almeno 700 dollari (quasi 500 euro) al mese per una casetta mobile (raccomanda una casa rispetto a un veicolo, considerati gli inverni canadesi); 400 dollari per affittare un pezzo di terra; oltre ad assicurazione, carburante e altre bollette. Tra le altre cose, servono anche una fonte di energia, una di acqua, strumenti vari e almeno un veicolo affidabile e un generatore di sicurezza.

Si inizia a risparmiare col tempo, soprattutto se riesci a comprare un pezzo di terra. All’Azhen Sanctuary, i fratelli Friesen insegnano come raccogliere fondi, fondare eco-villaggi e trovare materiali edili economici, come modi per rendere l’acquisto di terreno una scelta consapevole e sensata per chi non può permettersi di comprare casa in città.

La vita off-grid ad Azhen Sanctuary

La vita off-grid ad Azhen Sanctuary. No comment. Foto per gentile concessione di Jaymie Friesen

In generale, più si è disposti ad allontanarsi dalla città, più sarà facile comprare un pezzo di terra e farci ciò che si vuole. Avere un terreno significa anche poterlo coltivare—una prospettiva allettante, quando i supermercati sono presi d’assalto per pandemie o alluvioni.

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“Il beneficio economico è poter comprare uno spazio più grande e con esso maggiori opportunità e, nel lungo periodo, a mio avviso, ci sono diverse opzioni per guadagnare usando la terra che sarebbero impossibili possedendo un appartamento in città,” dice Friesen.

La vita off-grid ad Azhen Sanctuary.

La vita off-grid all'Azhen Sanctuary. Foto per gentile concessione di Jaymie Friesen

Insiste sull’importanza di programmare bene tutto prima di scollegarsi.

Decine di youtuber decantano le meraviglie della vita lontano dalla rete in fattorie e case minuscole o come nomadi digitali o in camper tutto l’anno, spesso tralasciando gli aspetti più tediosi delle loro vite—come svegliarsi al freddo perché il fuoco si è spento durante la notte o trasportare l’immondizia fino alla città più vicina per lasciarla nei bidoni di un parcheggio.

Friesen dice che alcune persone intraprendono questa vita sopravvalutando le proprie capacità e sottovalutando il lavoro e l’apprendimento necessari a sopravvivere.

Di recente, ha visto “un sacco” di persone che esprimono il desiderio di vivere “off-grid” per paura del COVID-19 o dei vaccini. I gruppi Facebook a tema ultimamente sono dominati da no-vax, alcuni dei quali chiedono consiglio per fondare villaggi di persone che ritengono i documenti come il green pass una violazione di diritti umani.

“Immagina una persona che compra un container senza fare alcun piano e si trasferisce nel bosco in primavera, passa la migliore estate della sua vita e poi arriva l’inverno,” dice Friesen.

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“A quel punto capisce che il container non è quasi per niente isolato, i ruscelli sono congelati, il generatore è scarico, non c’è una fonte di calore di riserva, non ha strumenti per spalare la neve e si trova a 50 chilometri dalla città più vicina. Questo è sottoporre sé e la propria famiglia a uno stress inutile e rischiare anche la vita.”

Cucinare hot dog sulla stufa a legna, perché no. Foto dell'autore

Cucinare hot dog sulla stufa a legna, perché no. Foto dell'autore

Ho rivoluzionato la mia vita per evitare di avere un lavoro fisso dalle 9 alle 18, dopo aver perso il mio ultimo impiego a tempo pieno in città, circa due anni fa. È un cambiamento comune per molte persone millennial, che tendono ad avere meno interesse per la carriera di altre generazioni.

Parte del tempo che prima passavo in ufficio è ora dedicato a lavoro fisico e risoluzione dei problemi quando qualcosa si rompe e non c’è nessun altro ad aggiustarlo. In quanto topo di città senza la minima abilità meccanica, la cosa può diventare frustrante. Presto la neve renderà impraticabile il sentiero davanti alla nostra casetta, limitando ulteriormente i nostri contatti col mondo esterno.

Non tutti sono pronti a questo tipo di inconvenienti, ma ciò che guadagni in cambio è gratificante. Friesen, che appartiene alla tribù nativa Ojibwe, dice che staccarsi dalla rete energetica gli ha permesso di assumersi la responsabilità del proprio impatto ambientale, mangiare cibo più sano, trovare un senso di comunità più forte e migliorare la propria salute mentale immergendosi nella natura. A questo proposito, uno studio pubblicato a marzo 2021 sulla rivista Ecological Economics ha riscontrato che vivere vicino a 14 specie di uccelli diverse migliorava la felicità delle persone partecipanti tanto quanto guadagnare 190 dollari in più al mese, al netto di uno stipendio mensile di 1.837 dollari (un po’ meno di 1.300 euro).

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Personalmente, poche cose mi danno la stessa gioia che sentire le melodie dei passeri all’alba o il bubolare del gufo sotto un cielo stellato e senza smog.

Dover faticare per avere energia elettrica, riscaldamento e acqua mi ha aiutato a sviluppare una nuova consapevolezza dei miei consumi. Ho imparato a cavarmela con una frazione delle risorse che userei in città e ridefinire alcuni dei miei “bisogni” come lussi. Durante il giorno, posso stare senza luci accese. Anziché fare la doccia tutti i giorni, un bagno ogni due settimane basta—parlatene con Jake Gyllenhaal prima di giudicare.

“Penso davvero che sia una cosa che fa bene a persone, famiglie, comunità e al pianeta,” dice Friesen. “Vivere la vita così, in questo modo, è qualcosa di radicato nella cultura indigena.”

Elvin Wyly, professore all’Università della British Columbia che studia i processi di mercato e le leggi statali relative all’ineguaglianza urbana, dice che il picco di lavoro da remoto durante la pandemia coincide anche con “una maggiore consapevolezza dei problemi ambientali nelle persone più giovani,” e potrebbe portare a un cambio di paradigma demografico tra città e contesto rurale. Sottolinea che siamo la prima generazione a vivere primariamente in centri urbani a livello mondiale, una soglia superata nel 2007.

Wyly non prevede un esodo di massa dalle città, ma piuttosto un “una drammatica selezione” che separerà le persone dentro e fuori dalle città sulla base di fattori che includono la possibilità di permettersi una casa e configurare la propria vita in modo digitale.

“Siamo nel mezzo di un grande esperimento nazionale, per vedere quanti segmenti della forza lavoro resteranno da remoto quando torneremo a vivere senza le misure di isolamento dovute alla pandemia,” dice.

Benché ci siano momenti in cui vorrei tanto avere un termostato o poter fare una lunga doccia calda, vivere in sintonia con la natura in un mondo segnato dagli sprechi mi dà tutto un altro tipo di soddisfazione. E non è qualcosa che scambierei con un lavoro da ufficio o un appartamento in centro.

Se stai cercando un modo per risparmiare soldi in fretta, però, eccoti un consiglio: fai molto bene i conti prima di lasciarti alle spalle le luci della città.