Meek Mill ha rilasciato un'intervista dal carcere

A qualche mese dalla sua condanna, Meek ha dichiarato che non vuole che la sua famiglia lo veda in questo stato e ha parlato di quello che vuole fare una volta uscito di prigione.
KC
Queens, United States
15.3.18

Lo scorso novembre, Meek Mill è stato condannato da due a quattro anni per aver violato la libertà vigilata a cui era sottoposto dopo un arresto del 2008. Meek è stato fermato dalla polizia di New York lo scorso agosto: dopo aver registrato un'apparizione televisiva, aveva fatto una diretta su Instagram in cui diceva di essere uscito di notte a girare su moto da cross con alcuni fan.

Una volta tornato in prigione, Meek ha ricevuto supporto non solo dai suoi colleghi ma anche dal mondo dello sport. JAY-Z ha scritto un articolo per il New York Times condannando il comportamento predatore del sistema giudiziario statunitense nei confronti della comunità nera, Drake ha dichiarato vocalmente il suo supporto a Meek durante un concerto; lo snowboarder sloveno Tit Stante ha scritto #FreeMeekMill sulla sua tavola alle ultime Olimpiadi invernali, e il giocatore di basket James Harden ha fatto lo stesso sulle sue sneaker durante una partita di NBA.

Ora, Meek ha rilasciato un'intervista all'edizione statunitense di Rolling Stone in cui ha parlato di quello che gli sta succedendo. Ha cominciato rivelando che non ha ancora visto la sua famiglia da quando è in carcere perché non vuole essere visto nello stato in cui si trova:

"Non li lascio venire, se mi vedessero cosìcon la barba alla cazzo, i capelli tutti unti—sarebbe come se fossi davvero qua dentro. E non lo sono."

Ha poi parlato di un episodio del processo in cui la giudice Genece Brinkley gli ha chiesto di cantargli un pezzo dei Boyz II Men, "On Bended Knee":

"Nicki [Minaj] è scoppiata a ridere ma io le ho preso la gamba e le ho detto, 'Yo, c'è in ballo la mia vita'. Ho provato a dire al giudice, 'Con tutto il rispetto, ma non è roba mia. Sono un rapper di strada di Philadelphia, non un fighetto'. E lei mi risponde, in modo davvero sarcastico, 'Bè, ok. Faccia come meglio creda.'

Meek ha dichiarato che ha passato diverso tempo a pensare a quello che farà non appena verrà rilasciato. "Voglio parlare di questo sistema e di quello che fa alle persone di colore—da entrambi i cazzo di lati". Ma la cosa che gli preme di più è andarsene da Philadelphia: "Fidati di me, ne parlerò eccome. E poi mi trasferirò ad Atlanta".

La storia dell'incarceramento di Meek resta incredibilmente triste. Quando aveva 19 anni venne arrestato per possesso d'armi. Avrebbe dovuto passare 23 mesi in carcere, ma ci è dovuto rimanere quasi per il doppio del tempo. E adesso è di nuovo dentro per aver violato una libertà vigilata legata a un caso di dieci anni fa. Entrare nei dettagli dei problemi del sistema carcerario americano è un compito troppo importante per liquidarlo in questo paragrafo: sappiate che, come ha detto il procuratore generale degli Stati Uniti durante la presidenza Obama, James Holder, "Troppi americani vanno in troppe carceri per troppo tempo, e per nessuna buona ragione".

L'America ha bisogno di riempire le proprie prigioni, e questo impedisce alle persone che finiscono in mezzo al sistema di vivere delle vite normali. Meek viola la sua libertà vigilata ogni volta che attraversa il confine tra due stati, e quindi non può svolgere la sua professione; lui prova ad allontanarsi dalla vita che un tempo viveva, ma così facendo viene criminalizzato. Docu-film come 13th e libri come The New Jim Crow hanno sensibilizzato molte persone sulla questione delle incarcerazioni di massa, ma la storia di Meek dimostra che la celebrità non è sempre uno scudo contro il sistema. Che cosa può succedere a chi si trova in una situazione del genere ma non ha una piattaforma per far sentire la propria voce?

Questo articolo è comparso originariamente su Noisey US.

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