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Il mistero del rapper bolognese scomparso durante la caccia a "Igor il Russo"

A distanza di mesi, nessuno sa che fine abbia fatto Dome Dama, rapper 27enne scomparso nel luogo e nel periodo della caccia a "Igor il Russo."
Domenico D'Amato, aka Dome Dama. Foto via Facebook.

Due settimane fa è uscita la notizia che la caccia al fantomatico "Igor il Russo"—il criminale in fuga che lo scorso aprile aveva ucciso a distanza di pochi giorni un barista e una guardia ecologica volontaria nella zona di Budrio, tra Bologna e Ferrara—sarebbe stata sospesa. Igor sembra essere scomparso e da semplice ricercato sarebbe ora considerato un "latitante."

Quella per Igor è stata probabilmente la più grande caccia all'uomo vista in Italia negli ultimi anni, al pari della psicosi che ha generato. Per settimane, mentre venivano messi in campo centinaia di militari droni Predator e cani molecolari, sui giornali si susseguivano profili, ipotesi sulla sua localizzazione e narrazioni quasi mitologiche. Il panico era tale che gli abitanti della zona lasciavano "cibo e vestiti nei capanni" in caso arrivasse Igor e i bambini disegnavano volanti della polizia.

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In questo contesto di isteria collettiva, con la vicenda di Igor che dominava le cronache, in pochi si sono accorti della scomparsa di Domenico D'Amato, un ragazzo di 27 anni di Molinella—comune tra Bologna e Ferrara toccato dalle ricerche di "Igor il Russo"—e rapper con lo pseudonimo di Dome Dama.

Nato a cresciuto in Sicilia, dopo la separazione dei suoi genitori Domenico D'Amato si è trasferito in Emilia Romagna con i suoi tre fratelli e la madre, che qui aveva trovato lavoro come operaia. A 18 anni se n'è andato di casa e da allora ha vissuto facendo lavori saltuari e del sussidio di disoccupazione, portando avanti nel frattempo la carriera da rapper—con, a detta del fratello intervistato in un servizio di Quarto Grado, risultati più scarsi di quanto avrebbe voluto.

Dalle ricostruzioni giornalistiche, i particolari sui giorni immediatamente precedenti la sua scomparsa risultano piuttosto confusi. Si sa che è stato visto l'ultima volta l'8 marzo scorso, dalla sua ex fidanzata che l'ha incrociato per strada a Molinella: in quel periodo, Domenico era disoccupato e stava per perdere anche l'indennità di disoccupazione. Da qualche tempo era andato a vivere da un amico, ma sembra che qualche giorno dopo i due avessero litigato.

Il motivo di questa lite non è chiaro. Il suo coinquilino, intervistato sempre da Quarto Grado, ha detto che Domenico sembrava avere "forti problemi psicologici, dovuti forse a sostanze o a una vita complicata," e che dopo il litigio aveva preso le sue cose e se n'era andato. Da quel momento in poi di Dome Dama si sono perse le tracce.

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All'inizio la famiglia ha pensato a un allontanamento volontario, ma dopo qualche giorno senza sue notizie ha cominciato a preoccuparsi. "Abbiamo creduto che si fosse allontanato per cambiare vita altrove e volesse solo andar via da qui," ha spiegato il fratello al Corriere di Bologna. "Ma i cellulari sono spenti da tempo e il suo profilo Facebook non è più attivo. Siamo preoccupati, vorremmo sapere dov'è finito e se ha davvero deciso di andar via a noi basta sapere che sta bene, poi il resto si sistema."

Il 31 marzo—22 giorni dopo la scomparsa—sempre il fratello è andato a sporgere denuncia ai carabinieri di Molinella. Denuncia che, però, è caduta nel vuoto: per più di un mese non è stata formalmente acquisita dalla Procura e poi è stata archiviata senza indagini. In questo periodo solo i familiari hanno continuato a cercare Domenico: sono andati dagli amici e i locali che frequentava, si sono rivolti a Chi l'ha visto? e la sorella ha affisso alcuni volantini con una sua foto (strappati poco dopo) nella zona dell'università di Bologna.

È in questo momento che la storia di Dome Dama si intreccia con l'epopea di "Igor il Russo." Il 1 aprile—il giorno dopo la denuncia della sua scomparsa—Igor ha ucciso Davide Fabbri, il barista di Budrio, durante una rapina finita male. Nelle settimane successive, tra la sua fuga e il secondo omicidio, il suo caso è finito sulla cronaca nazionale e la psicosi al riguardo ha cominciato a montare.

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Secondo Barbara Iannuccelli, legale della famiglia di Domenico D'Amato, proprio il fatto che in quel periodo le forze di polizia della zona fossero impegnate a cercare "Igor il Russo" ha fatto sì che al caso di Dome Dama non venisse data la giusta attenzione. Sono l'avvocato e la famiglia di Domenico a fare questo collegamento, sulla base di alcuni elementi importanti che, a detta di Iannuccelli, non sarebbero stati tenuti in considerazione dalle autorità.

Tra questi, il più importante secondo la legale riguarda le circostanze della scomparsa. Il 2 marzo—circa una settimana prima che venisse visto l'ultima volta—Dome Dama si è fatto accompagnare in una comunità di recupero della zona, dietro suggerimento del SerT di Budrio e dopo che alcune analisi l'avevano trovato positivo alla cannabis. Qualche ora dopo essere entrato in comunità, però, se n'è andato in seguito a un litigio lasciando lì tutte le sue cose: due borsoni coi vestiti, il cellulare, il portafogli coi documenti.

Secondo Iannuccelli, la denuncia sarebbe stata subito archiviata perché i carabinieri di Molinella avrebbero frettolosamente relazionato alla Procura di Bologna che si trattava di un allontanamento volontario, senza menzionare questo dettaglio. "Inoltre, se avessero controllato in banca avrebbero scoperto che Domenico non ha più fatto prelievi dal 28 febbraio," ha aggiunto.

Ma è davvero possibile che i due casi siano collegati? Osservando il modo in cui è stata riportata la notizia finora—tutti i titoli di giornale che parlano del "rapper scomparso forse vittima di Igor"—viene da pensare che il nesso possa essere solo l'ennesimo frutto della psicosi per "Igor il Russo."

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Secondo Iannuccelli, non è così. "Il collegamento tra Igor e la scomparsa di Domenico non è frutto di alcuna psicosi," mi ha detto.

Già lo scorso maggio, intervistata da Fanpage, aveva espresso quest'opinione: "le coincidenze di tempo e di luogo sono inquietanti. La denuncia è stata fatto il 31 marzo presso i carabinieri di Molinella e il 1 aprile è stato ucciso Davide Fabbri a Budrio. La cosa più agghiacciate è che questo collegamento, anche di striscio, tra le due cose non è stato fatto da chi doveva farlo."

"Sappiamo che nei giorni in cui Igor faceva i sopralluoghi prima di uccidere Fabbri, Domenico girava proprio in quelle zone," mi ha detto ancora Iannuccelli. "Noi della zona sappiamo che Igor ha lasciato subito il territorio, aiutato sicuramente da qualcuno: e se Domenico, ignaro testimone, fosse stato caricato su un furgone usato da Igor e portato via? Il secondo omicidio è stato una mossa falsa di Igor che ha consentito agli inquirenti di restringere l'area delle ricerche: e se Igor non avesse voluto commettere di nuovo questo errore?"

Al di là di queste ipotesi, è un fatto che lo scorso 14 giugno l'inchiesta sia stata riaperta per prendere in considerazione "nuovi particolari emersi": gli effetti personali lasciati in comunità, l'assenza di prelievi dal conto corrente e un'aggressione che Domenico avrebbe subito a Bologna pochi giorni prima della scomparsa. Aggressione che Domenico aveva denunciato, per poi subire pressioni perché ritirasse il tutto.

Al momento è presto per vedere come le indagini considereranno questi elementi e che direzione prenderanno. Ma che Dome Dama sia stato vittima di Igor, si sia allontanato volontariamente o gli sia successo qualcos'altro, la storia della sua scomparsa fa inevitabilmente sorgere una domanda. Budrio ha 18mila abitanti, Molinella 15mila. Come ha fatto un ragazzo a scomparire nel nulla in un contesto del genere, per di più nel bel mezzo della più grande caccia all'uomo messa in atto in Italia negli ultimi anni?

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