Il folk rap serbo va oltre il gangsta
Screenshot dal video "BUDALA (IDJPLAY)"

Il folk rap serbo va oltre il gangsta

Cadaveri passati per il tritacarne? Droga? Mafiosi che rappano dal carcere? Tutto normale in un paese che sta ancora superando il trauma di una guerra civile.
15.5.18

A una prima impressione, il "folk rap serbo" sembra un genere inventato di sana pianta per fare satira sui luoghi comuni che pesano sull'Europa dell'Est, spesso rappresentati come una manica di buzzurri contadini. Ma per quanto possa sembrare assurdo, il genere esiste veramente, ed è probabilmente uno dei sound più originali venuti fuori dal movimento hip-hop europeo negli ultimi anni.

Essenzialmente il folk rap serbo è esattamente quello che vi aspettereste: una fusione di beat hip-hop decisamente moderni e sonorità da matrimonio balcanico. Voci lamentose, strumenti tradizionali e ritornelli ripresi da vecchie canzoni folk serbe si uniscono in un vortice sonoro tanto epico quanto bizzarro. Nonostante il genere abbia molti elementi in comune con la tradizione musicale dell'area geografica che lo ha creato, non ha elementi tipicamente "pittoreschi". Anzi, molte delle hit del genere sono decisamente violente e hanno testi che farebbero arrossire quelli dei gangsta rapper più criminali.

Pubblicità

Questo non dovrebbe però sorprendere l'ascoltatore: la Serbia è una nazione che ha passato un decennio invischiata in una brutale guerra civile che ha lasciato ferite aperte nel suo popolo. Nel folk rap serbo compaiono tracce di questo dolore, un po' come nel grime britannico. Solo che a cantarle sono persone che hanno sperimentato sulla loro pelle un conflitto armato nazionale, non testimoni di guerre di quartiere.

Un esempio perfetto del sound del genere lo da Coby [pronunciato Tsob-i], un producer, cantante e rapper di Belgrado che potremmo definire il più grande talento della scena. Coby ha prodotto tracce per diverse superstar, tra cui French Montana e Rick Ross, ma ha anche creato la maggior parte delle hit hip-hop serbe più recenti. In “Crni Sin” (trovate il video qua sopra), Coby apre il pezzo con un grido autotunato a metà tra folk turco e un ritornello di Drake. Un tamburellare di snare aumenta la tensione mentre canti tradizionali riecheggiano sulle sfondo. Quando l'intro raggiunge l'apice del suo crescendo, il beat droppa assieme al suono di una fisarmonica distorta digitalmente. Nel video compaiono una madre in lutto, un opprimente corridoio di prigione, facce di uomini che bevono minacciosi. Il risultato finale è la creazione di un senso di minaccia, elemento che va a tipizzare il folk rap, riflesso del contesto sociale che lo ha ispirato.

Intendiamoci, il folk rap serbo può svaccare nel commerciale: ci sono un sacco di Jason Derulo slavi che mettono assieme parole solo per fare soldi con pezzi piuttosto banali. Ma artisti come Coby e i suoi affiliati rappresentano il lato più crudo e scuro del genere. Uno sono i THCF che, nella loro hit più famosa “Ideš Za Kanadu”, raccontano le vicende del clan Zemun, la più brutale delle famiglie mafiose di Belgrado attive negli anni Novanta. Il titolo del pezzo significa "Parti per il Canada": una frase innocente che veniva usata dai membri del clan per pianificare gli omicidi. Il testo parla di spaccio, traffico di droga, omicidi e di cadaveri passati per un tritacarne.

Pubblicità

La traccia ha oltre 38 milioni di views su YouTube, una cifra superata solo da “Krvavi Balkan” (che significa "Balcani insanguinati", il video è qua sotto) – un'altra collaborazione tra i THCF e Coby che parla del crimine organizzato della regione. Al momento ha 40 milioni di views e un video che contiene immagini di repertorio di sparatorie e ricostruzioni di rapimenti e torture presi da un documentario prodotto da un network televisivo locale, Prva. Sia “Ideš Za Kanadu" che "Krvavi Balkan" sono inni a tutti gli effetti, apprezzati dal pubblico e dai media.

Come potete immaginare dopo aver visto i due video qua sopra, testi e video incentrati sulla criminalità sono comuni nel folk rap serbo. Certo, lo stesso può valere per qualsiasi sottogenere rap nato in giro per il mondo, ma i folk rapper serbi non stanno imitando il modello americano creato da Tupac e Nas: sono piuttosto il prodotto della loro società. La vita di tutti i giorni si è normalizzata in Serbia negli ultimi vent'anni ma i mafiosi intrattengono ancora rapporti con le autorità, la corruzione è decisamente comune e il governo in carica è foderato di ex lealisti di Slobodan Milošević, ex presidente serbo condannato per crimini contro l'umanità. In Serbia le gang e il loro immaginario non sono confinate in un qualche ghetto lontano, non sono un fenomeno astratto che esiste solo nei testi dei rapper e nelle notizie trasmesse in televisione. Sono una parte comune della quotidianità della maggior parte della popolazione.

"Le cose di cui parlano 'Canada' o 'Kravavi Balkan' succedono ancora oggi. Non è uno scherzo. Non è finzione. È la nostra realtà", mi dichiara un famoso folk rapper serbo, che vuole parlare in modo anonimo così da non apparire come portavoce della scena. "Ma in fondo la gente ascolta quella roba nei locali, nei club, e ti viene da chiederti perché abbiano milioni di views. Probabilmente il motivo sta nella nostra mentalità collettiva, ma che cosa ti aspetti da un popolo che deve vivere una guerra ogni vent'anni? È roba che ti resta addosso".

Pubblicità

C'è da dire che Belgrado non è il South Side di Chicago. La città non è nota per alti tassi di criminalità, forse perché il crimine organizzato è radicato in modo particolarmente forte. Ma ogni tanto capita qualche resa dei conti tra gang alla luce del giorno che viene preso dimenticata dai media mainstream di quello che è a tutti gli effetti uno stato mafioso. I folk rapper serbi non sono gangster, ma non c'è bisogno di condurre una vita criminale per entrare in contatto con la malavita di Belgrado. Io sono un normale onesto cittadino, ma so che tra me e diversi criminali incalliti c'è un singolo grado di separazione. Molti mafiosi sono figure pubbliche: li puoi vedere mentre mangiano in ristoranti di lusso, ed è chi fa soldi in maniere non proprio legali non ha paura a farlo vedere pubblicamente. La criminalità narrata dal folk rap non è autobiografica ma il riflesso di uno spettro di criminalità che pervade la società serba.

Per onestà intellettuale, devo dire che THCH e Coby, come tanti altri artisti folk rap, hanno anche diversi pezzi decisamente pop. Ma pochi di questi hanno raggiunto la popolarità dei loro brani più espliciti, il che dice molto della mentalità del paese. Nel 2015, Kristijan Golubovic, un famoso gangster attivo negli anni Novanta, prese parte a un reality locale mentre era in attesa di giudizio per traffico di eroina. Venne condannato poco dopo la sua eliminazione dal programma e pubblicò un suo pezzo rap mentre era in prigione. Si intitolava “Moj Czas” (il video è qua sopra), e ha più di un milione di views. Il fatto che figure come lui siano trattate come celebrità e non come reietti dice molto del modo in cui la Serbia di oggi considera la criminalità.

Come ha fatto la Serbia ad arrivare a questo punto? Le radici del problema affondano nel caos socio-economico degli anni Novanta. Al suo apice, l'iperinflazione era a una percentuale di 313 milioni. I razionamenti di vivande erano piuttosto comuni e si credeva che i politici si intascassero frequentemente qualsiasi cosa su cui riuscissero a mettere le mani, permettendo ai mafiosi di operare apertamente. La maggior parte della popolazione viveva in condizioni di abietta povertà, e i criminali erano gli unici a poter godere di forme di prestigio. Kim Kardashian è famosa perché è ricca e alla moda; i criminali serbi, ricchi e sfarzosi, sono diventati famosi in quanto simbolo a cui aspirare.

Le condizioni di vita sono migliorate rispetto al nadir degli anni Novanta, ma la Serbia ha ancora uno dei tenori di vita più bassi in Europa. L'85% della popolazione guadagna meno di 400 euro al mese. La parte educata della popolazione continua a emigrare e i criminali possono ancora in parte fare la bella vita, così da perpetuare la loro aura di fascino. Forse il folk rap di THCF e Coby è così popolare (a parte che per le sue qualità musicali, ovviamente) perché permette a chi lo ascolta di vivere, anche per poco, la fantasia di una vita da criminale?

"Quando la gente ascolta tanto rap allora c'è qualcosa che non va nel loro paese", disse una volta Borko Vujcic dei THCF in un'intervista. “Penso che chi è in una posizione di potere si dovrebbe chiedere seriamente perché così tanta gente ascolta roba del genere e vorrebbe mandare qualcuno in Canada. C'è un reale senso di rabbia".

Marko Šarić è un autore serbo. Non ha Twitter.

This article originally appeared on Noisey UK.