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La città francese dove il formaggio viene utilizzato per produrre energia pulita

Nella piccola città alpina di Albertville, conosciuta soprattutto per essere stata la sede dei giochi olimpici invernali del 1992, l'elettricità viene prodotta attraverso la fermentazione del siero del latte.

di Lucie Aubourg
30 dicembre 2015, 5:20am

Foto di Florian Pépellin

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Nella piccola città alpina di Albertville, conosciuta soprattutto per essere stata la sede dei giochi olimpici invernali del 1992, si produce elettricità attraverso la fermentazione del formaggio.

Il processo si svolge all'interno di un edificio sferico situato alla periferia della città. Qui i batteri prodotti dal siero di latte - il liquido che resta dopo il processo di caseificazione del formaggio - sono utilizzati per produrre gas naturale: una fonte di energia rinnovabile che può essere anche usata per generare elettricità.

"Potremmo fornire energia a 1.500 abitanti," spiega l'allevatore locale Yvon Brochet, che presiede il sindacato dei produttori del Beaufort — un formaggio stagionato di latte di mucca, tra i più nobili prodotti caseari delle Alpi.

Brochet ha trascorso gli ultimi cinque anni di vita cercando di trovare il modo per convertire il formaggio in energia. Il risultato è la Savoie Lactée, una fabbrica che da un mese e mezzo utilizza i batteri del latte per generare l'elettricità necessaria a garantire il suo funzionamento.

Il processo che converte il formaggio in biogas, la cosiddetta digestione anaerobica, funziona grosso modo come la fermentazione. Alcuni microorganismi conosciuti come "archei" scompongono la materia organica all'interno di un habitat privo di ossigeno. Gli scarti vengono poi trasformati in gas naturale, costituito soprattutto da metano (CH4) e diossido di carbonio (CO2).

Il gas viene successivamente purificato e collegato a dei motori. I motori azionano il generatore che produce elettricità, la quale viene infine venduta alla compagnia francese che gestisce l'energia elettrica, la EDF.

La maggior parte del materiale organico, a parte il legno, può essere utilizzato per generare gas naturale, con vari gradi di riuscita. Il siero, se è senza grassi e proteine, può essere trasformato in soli quattro giorni. Altre sostanze biodegradabili meno omogenee, invece, posso impiegarne anche 40.

"Il processo della digestione anaerobica esiste dalla notte dei tempi," spiega Marc Schlienger di Club Biogaz, un gruppo di produttori di gas naturale in Francia.

"A Nuova Delhi, in India, le persone infilano dei tubi nelle discariche per raccogliere il gas. In Cina e in Africa, dove i batteri crescono più velocemente a causa del caldo, i contadini scavano buchi per far fermentare la spazzatura e utilizzano il gas ottenuto per cucinare."

Il gas naturale, infatti, non deve per forza essere utilizzato per l'elettricità. Brochet e i suoi soci avevano accarezzato l'idea di depurare il gas e incanalarlo nella rete di distribuzione ordinaria — un'idea poi abbandonata, perché avrebbe generato un ritorno economico minore rispetto all'elettricità.

Ogni chilogrammo di formaggio beaufort può generare nove chilogrammi di siero. "Fino a oggi, vendevamo il siero a una compagnia che lo processava vicino a Verdun, nel nord est della Francia, ma il trasporto costava più del reale valore del prodotto," spiega Brochet. Così, nell'intento di limitare le perdite, i produttori hanno contattato la società di energia rinnovabile Valbio, che ha costruito la centrale.

Quasi 100.000 litri di siero vengono processati ogni giorno all'interno dell'edificio. L'unico residuo lasciato dal processo di fermentazione è un carico di compost che viene utilizzato ogni mese per fertilizzare i campi circostanti; l'acqua, invece, viene sversata in un fiume poco distante. Nessuno scarto è dannoso per l'ambiente, e nemmeno un po' di latte viene sprecato.

La centrale, che oggi stipendia 10 persone, è costata 13 milioni di euro. Gli investitori sperano di arrivare al pareggio di bilancio entro il 2022.

"Ci sono tra i 400 e i 500 centri di digestione anaerobica oggi in Francia," ha spiegato Marc Cheverry, dell'Agenzia Francese di Gestione dell'Energia e dell'Ambiente. "Altri 200-300 progetti, che abbiamo finanziato fin dal 2012, dovrebbero partire nei prossimi mesi."

A marzo, il Ministro dell'Ambiente Ségolène Royal ha istituito il primo comitato nazionale per il gas naturale, mentre il governo ha provveduto a semplificare le leggi che regolano la produzione del gas. Il governo ha anche promesso di incrementare le agevolazioni per l'elettricità derivata da biogas, dando il semaforo verde a 1.500 nuove unità di produzione di gas naturale entro il 2017.

Nonostante tutto ad Albertville sembri procedere per il verso giusto, tuttavia, Brochet non crede che le centrali di produzione di biogas possano diventare la normalità in tempi brevi. Gli investitori si trovano a fatica, spiega, e il lancio di simili attività è piuttosto complesso.

"Molte persone stanno osservando quello che stiamo facendo qui, inclusi i grandi gruppi," sottolinea. "Alcuni ci considerano dei rompiscatole, però, e sperano in un nostro fallimento."


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Immagine via Wikimedia Commons