Questo è il presidente degli Stati Uniti alla commemorazione dell'11 settembre

E questo è il suo ingresso trionfale, con i pugni al cielo.
12.9.18
Foto di Nicholas Kamm/AF.

L'11 settembre 2001, nelle ore immediatamente successive agli attacchi terroristici in cui persero la vita quasi 3000 persone a New York, Washington DC e in Pennsylvania, il magnate immobiliare Donald Trump chiamò una rete locale per informarli del fatto che in seguito al crollo delle Torri Gemelle, ora il suo edificio era il più alto di tutta Lower Manhattan. Oggi, 17 anni dopo, il ruolo di Trump è cambiato drasticamente. Ma la sua capacità di rispettare la tragedia è rimasta la stessa.

Ieri, Trump si è recato in Pennsylvania per partecipare a una cerimonia di commemorazione delle vittime del volo United Airlines 93, e per qualche motivo ha pensato che fosse il momento adatto per fare un'entrata trionfale, alzando i pugni al cielo manco fosse Rocky Balboa.

La mossa—con entrambi i pugni alzati, mentre si morde il labbro inferiore—non è certo la scelta più azzeccata per una giornata di lutto, ma sembra proprio che gli attacchi dell'11 settembre fossero l'ultimo dei pensieri di Trump nella giornata di ieri. Il presidente ha infatti iniziato la sua giornata con tweet sul corrente scandalo per collusione, prima di ritwittare un post sull'11 settembre aggiungendoci un paio di hashtag, per poi lanciarsi in un messaggio di congratulazioni all'allora sindaco di New York Rudy Giuliani.

E poi, come per accertarsi che tutto il mondo sapesse che giorno era, ha sentito la necessità di postare un tweet rivelatorio, quasi un teorema matematico, che si chiude con un punto esclamativo quantomeno inappropriato.

Questo è il presidente degli Stati Uniti—uno che una volta disse che aveva visto "migliaia" di musulmani festeggiare a Jersey City la caduta delle Torri Gemelle, e che poi aveva dichiarato di aver perso "centinaia di amici" negli attacchi senza mai fare nemmeno un nome. Un uomo che, nel 2013, aveva usato questa giornata per mandare un saluto a tutti gli "hater e i perdenti."

Lo stesso uomo che ieri si è presentato alla cerimonia di commemorazione con i pugni in aria e i pollici alzati.

Smetteremo mai di sorprenderci?