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Il video dei poliziotti che picchiano un ragazzo per strada a Napoli

Il questore Antonio De Iesu ha parlato di "comportamenti sicuramente censurabili dal punto di vista deontologico."
Leonardo Bianchi
Rome, IT
09 aprile 2018, 9:55am
Grab via Facebook.

Via Santa Brigida è nel pieno centro di Napoli, a pochi passi dal Maschio Angioino. Nella breve clip girata da un residente della via e che ha avuto ampia circolazione nel fine settimana si vedono due agenti motociclisti—in forza alla sezione Nibbio che fa capo all’Ufficio prevenzione generale—fermare e picchiare un giovane che consegna la spesa a domicilio, reo di non essersi fermato all’alt con il suo scooter.

Tra insulti in dialetto (“Omm ‘e merda”) e schiaffoni, un agente ripete “Mo’ devi correre” e dice al collega “Fai avvicinare una macchina, mi devo portare a questo.” Il fattorino, che appare terrorizzato per tutta la durata del video, si scusa (“Per favore, scusate”) e cerca di giustificarsi dicendo: “Stavo lavorando.” L’agente replica: “Non me ne importa, te ne sei andato e adesso sono problemi tuoi.”

Dopo la pubblicazione del video, diventato in breve virale, una nota del questore di Napoli Antonio De Iesu—in carica dal febbraio del 2017—definisce i comportamenti degli agenti “sicuramente censurabili dal punto di vista deontologico,” e assicura che “saranno operati rigorosi accertamenti ai fini della valutazione di pertinenti responsabilità disciplinari ed eventualmente anche di carattere penale.”

In un’intervista al Mattino, il questore spiega che gli agenti si trovavano in zona per uno scippo. “Probabilmente, dalle indicazioni pervenute, i due agenti hanno identificato il centauro come il responsabile della rapina e lo hanno inseguito,” continua. “Il giovane è anche caduto. Il resto lo spiegano le immagini meglio di ogni altro commento.”

Commentando la reazione violenta degli agenti, De Iesu infine afferma: “Mi viene da pensare che i comportamenti siano riconducibili ad una mancata gestione dell’emotività. Quando si sta su strada serve sangue freddo, quello che è mancato ai nostri due uomini.”

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