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'Sans Bullshit Sans' è il font che censura le cazzate

Sans Bullshit Sans è un font progettato per censurare certi neologisimi con sticker in comic sans; è scaricabile e utilizzabile immediatamente come webfont.
10 marzo 2015, 12:15pm
​Immagine: Duncan Hull/Flickr

Essendo evidentemente voi persone interessate alla tecnologia e alle cose che le persone scrivono riguardo alla tecnologia, siete sicuramente ben informati sula marea di cazzate assolute che pervadono la nostra gaia cultura. Veniamo giornalmente attaccati da ogni parte da "guru", "maker" , "shifting paradigm", "blanksourcing" eccetera. C'è un'epidemia nel linguaggio usato per parlare di tecnologia, che rende le persone terrificate dal dire come stiano davvero le cose nel mondo reale. Questo fenomeno probabilmente in futuro verrà visto come il sintomo superficiale dell'imminente scoppio della bolla, ma attualmente non è che un rumore di fondo molto fastidioso.

Ecco a voi Sans Bullshit Sans, un font progettato per censurare neologismi e parole che vanno di moda con sticker in comic sans. Ed è un font vero e proprio che potete scaricare e usare come webfont immediatamente.

Roel Nieskens, sviluppatore front-end che spesso opera sotto la Pixel Ambacht, ha utilizzato OpenType, formato estremamente comune per Microsoft. L'hacking di un font sembra una perifrasi adatta per descrivere l'operazione di Nieskens, e tutto è cominciato con il font open-source Droid Sans, che permette ai tipografi di fare modifiche e riutilizzarlo per qualsiasi cosa, incluse le cazzate.

E Nieskens ne ha approfittato.

Non è così facile hackerare un font, pare, richiede la decodificazione e la ricodificazione di una serie di tabelle che contengono ogni minimo dettaglio sul font e sul suo comportamento. Nieskens ha descritto tutto il processo qui, e la sua spiegazione è piuttosto interessante e dettagliata.

Il segreto sta tutto nell'uso dei tipi di legatura di OpenType. In tipografia, una legatura è una serie di caratteri o tratti di caratteri ("glifi") che messi assieme possono essere considerati come una singola unità. Un esempio classico è il simbolo "&," che è accoppiato con la "e" latina e la "t" ma non c'è motivo per cui non possa essere estesa a parole intere o insiemi di parole.

Con tre sticker a disposizione, Nieskens ha dovuto realizzare sia le legature ( 250 di esse) che una tabella dove trovarle con l'appropriato sticker di rimpiazzo. Il risultato è pronto per essere usato e dovrebbe funzionare con la maggior parte dei browser.