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Gesù lava i peccati del mondo con la varichina

Un esperimento che sta sbancando l’internet mostra chimicamente come Gesù lava i peccati del mondo. E per farlo usa lo stesso strumento di pulizia in voga tra gli uomini: la varichina.
19.1.15

Sicuramente un cialtrone di qualche secolo fa avrebbe approfittato di questa comune reazione chimica per fare quattrini, chiamandolo miracolo. Oggi, più onestamente,​ un gruppo di ferventi cattolici ha deciso di raccontare su un tavolo di laboratorio come Gesù lava i peccati del mondo. L'analogia evangelica sta sbancando l'internet, forse perché, oh meraviglia, si scopre che per lavare i peccati Gesù usa lo stesso strumento di pulizia in voga tra gli uomini: la varichina.

Il cialtrone di qualche secolo fa avrebbe dovuto aspettare almeno gli inizi del 1800 per capitalizzare sulla truffa, perché è questo il secolo in cui compaiono sugli scaffali dei chimici le sostanze necessarie all'esperimento: ipoclorito di sodio (NaClO) e iodio (I). Se la tua anima è acqua, lo iodio è il peccato che la contamina, la sporca, la ottunde, mentre la varichina è Gesù che trionfa sull'oscurità dello iodio riportando la salvifica trasparenza. Guardare e credere.

Se la tua anima è acqua, lo iodio è il peccato che la contamina, mentre la varichina è Gesù che trionfa sull'oscurità

Secondo Triunfo 96.9fm: "Tu = acqua. Peccato (Sin) = acqua e iodio. Cristo = acqua e varichina. Il liquido trasparente a sinistra è una base, il liquido trasparente a destra è un acido, e il liquido colorato è un indicatore di basicità mescolato a una base per dargli colore. Quando lo si versa in una base, resta dello stesso colore. Quando viene versato l'acido, la base viene neutralizzata e l'indicatore, non rilevando la base, diventa trasparente. Chimica che ci aiuta a comprendere il potere che ha il sangue di Cristo che lava il peccato del mondo."

Anche Gesù, a ben vedere, operava simili trasformazioni, ma alla maniera opposta: alle nozze di Cana prende l'acqua pura e trasparente per trasformarla in vino, rosso come il desiderio, il sangue e il tramonto. Questa operazione, per molti simbolo di elevamento spirituale nell'unione del matrimonio, per altri metafora della perduta verginità, è da sempre chiamata tra le sette esoteriche, illuminati, templari ed ermetisti sparsi, con il nome di "rubedo" o Opera al Rosso, fase conclusiva del percorso gnostico.

Le nozze di Cana. Immagine: ​via

La tradizione di accostare le trasformazioni della natura alla trasformazione dell'anima è antica quanto l'uomo. Nelle sue vesti più famose, l'Europa ha visto per secoli schiere di alchimisti e turbe di filosofi cercare la chiave per la trasmutazione del piombo in oro, evidente fonte di ricchezza per la plebe, chiara prova di perfezionamento e unione con il divino per i meglio informati. Chi non ci riusciva, tuttavia, conosceva la durezza delle carceri come ciarlatano.

Era per lo più gente che si preoccupava di bollire e maneggiare diligentemente sostanze tossiche e pericolose. Così come molti pittori dell'epoca—Lorenzo Lotto era un riconosciuto alchimista—provavano senza intermediari, e anzi nel più rigoroso segreto, le reazioni sui pigmenti, le sostanze, le viscosità, spesso lasciandoci la pelle (esplosioni) o il senno (fumi di mercurio). Ancora oggi la malattia legata al contatto con il piombo, tanto diffusa tra i vecchi tipografi, è chiamata saturnismo, dal pianeta la cui influenza si dice fosse un doloroso presupposto per l'Opera al Nero. E come si è sempre curata? ​Con il bianco latte.

Insomma l'analogia tra la chimica, i colori e lo spirito sono sempre andati di moda. E come la moda, si confermano delle fasi cicliche. Dalle illusioni, esperimenti folli, promesse visionarie e teistiche degli alchimisti, è nata la moderna chimica. Dalla chimica agnostica e materialista, abbiamo un video YouTube sulla redenzione.