Un patologo ci ha spiegato l'importanza del suo lavoro

Cosa fa un patologo? Sembra che nessuno lo sappia, eppure è grazie a lui che abbiamo superato i 40 anni di aspettativa di vita.
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via Shutterstock

Una delle professioni più enigmatiche della medicina è senza dubbio quella del patologo. È uno strano tipo di medico; infatti, non si interfaccia direttamente con il paziente ma solamente con parti del suo corpo. Il lavoro del patologo è indissolubilmente legato, nell'immaginario comune, a concetti abbastanza inquietanti come cadaveri, pezzi umani in formalina, feti deformi e altre cose che possono fare abbastanza schifo.

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Come risultato, gran parte del mistero che avvolge questa figura ha una connotazione dark che poco si addice a ciò che è positivo per antonomasia, ovvero il processo di guarigione da una malattia. Per nostra fortuna, la realtà è ben diversa—La buona notizia è che io sono un patologo, e ora proverò a spiegarvi qual è mio ruolo nella salvaguardia della vostra salute.

No, lui non è un patologo—È solo un tizio con guanti e occhialetti in posa per una foto stock. via Shutterstock

È bene subito precisare che senza patologi la nostra vita sarebbe molto più difficile—e spesso più breve. Immaginatevi un mondo in cui non si possa mai distinguere, al di là di ogni ragionevole dubbio, un neo da un melanoma, oppure un fibroadenoma da un carcinoma della mammella; ancora, una gastrite da un cancro.

Un mondo io in cui la medicina personalizzata (cioè tagliata su misura di ogni singolo paziente) è solo una distante utopia e in cui i tumori sono considerati tutti uguali (invece sono tutti diversi), e quindi vengono trattati più o meno tutti nello stesso modo, cioè in maniera demolitiva, approssimativa e inefficace. Insomma, in questo scenario apocalittico la terapia medica e chirurgica precipiterebbe, letteralmente, a livelli settecenteschi.

Ma in cosa consiste esattamente il nostro lavoro? Che razza di medici sono i patologi? Nessuna professione in ambito sanitario è semplice da definire, e la patologia—o "anatomia patologica" usando la locuzione retrò con cui questa specializzazione viene indicata in italiano—non fa eccezione.

In pratica, quando subiamo una biopsia o un intervento chirurgico, il materiale che ci viene prelevato non viene buttato, bensì analizzato da un medico: il patologo, appunto. Il suo lavoro si basa sull'esame dei tessuti umani per identificare, mediante strumenti culturali e tecnologici, come le cellule si dispongono e che caratteristiche hanno. Il patologo rappresenta dunque il livello più alto del processo diagnostico che porta a definire con precisione una patologia.

Per un raffreddore è estremamente improbabile che un patologo venga interpellato, per un sospetto tumore, invece, è automatico

C'è della psichedelia in tutto ciò se pensiamo che il nostro lavoro consiste nell'integrare l'osservazione di colori e forme che non esistono in natura (perché osservabili solo mediante strumenti tecnologici) con dati clinici e molecolari, traducendoli in una diagnosi che contiene tutte le informazioni utili per decidere come curare il paziente. In questo modo, i malati vengono messi nelle condizioni di essere trattati a livello individualizzato dai nostri colleghi clinici o chirurghi.

Va specificato che l'intervento del patologo è necessario solo in casi selezionati, quelli cioè in cui l'analisi di un tessuto è richiesta per effettuare, confermare, completare o escludere una diagnosi. Per un raffreddore è estremamente improbabile che un patologo venga interpellato, per un sospetto tumore, invece, è automatico

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Con il progredire delle nostre conoscenze scientifiche e delle possibilità diagnostiche e terapeutiche, il modus operandi di tutti i medici è radicalmente cambiato. Siamo passati da una medicina di tipo magico, attraversando un lungo periodo empirico che in parte persiste ancora oggi, a un approccio medico rigorosamente scientifico. Questo ha consentito un miglioramento esponenziale del nostro benessere in quanto genere umano.

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Oggi, per molte malattie, chi si occupa del malato non è quindi più un unico "dottore", come succedeva ai tempi dei nostri nonni, bensì una task force di differenti medici (chirurgo, radiologo, patologo, oncologo e così via) ultra-specializzati. Abbiamo sperimentato, dunque, una evoluzione tecnologica e culturale del concetto stesso di patologia, e conseguentemente di medicina.

C'è da ammettere che, quando le nostre conoscenze erano più limitate, tutto era più facile, anche accettare la morte, e il patologo era letteralmente interpellato solo quando "non c'era più niente da fare". Ma le cose sono cambiate e allo studio della morfologia pura dei tessuti, cioè del loro aspetto macroscopico e microscopico, si è reso necessario aggiungere lo studio della genetica, ovvero di come determinate alterazioni del DNA siano in grado di provocare una malattia e determinarne la suscettibilità alle terapie.

Questo è Fragile: Byourii Kishi Keiichirou no Shoken, è un manga—Il protagonista è un patologo; siamo famosi, ve l'avevo detto.

Tutte queste caratteristiche sono ora decifrabili mediante la tecnologia, e vengono integrate al fine di inquadrare la strategia terapeutica più opportuna. Questo vuol dire che saremo tutti in grado di guarire, anche dalle malattie più letali, o addirittura non ammalarci mai? Probabilmente no, o comunque non a breve termine. Fatto sta che in questa rivoluzione che continua ancora oggi a livello planetario il patologo è in prima linea.

Detta così, sembra davvero una professione figa e infatti lo è. Allora perché non vediamo eserciti di ragazzini che sognano di diventare patologi? Perché non fioccano serie televisive glamour su questi eroi moderni? Questa è sicuramente un'altra storia.

Recentemente ho scoperto che esiste un manga che narra le avventure di un eccentrico patologo il cui giudizio è preso in serissima considerazione, anche al di fuori dell'ambito medico. Pura fiction? Questo devo ancora capirlo. Intanto voi, se mai incontrerete un patologo, non immaginatelo mentre squarta uno zombie con tre gambe in una chiesa sconsacrata durante una notte di plenilunio. Immaginatelo mentre cerca di farvi curare nel miglior modo possibile.

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