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Come ho attraversato il Passaggio a Nord Ovest in barca a vela

Nel 2016, una famiglia composta da sette persone—con una neonata inclusa—ha attraversato il Passaggio a Nord Ovest su una barca da 15 metri per documentare il cambiamento climatico.

di Francis Flisiuk
03 gennaio 2017, 10:22pm

Immagine: Dario and Sabine Schwörer

Durante gli ultimi 15 anni, Dario Schwörer, climatologo e guida alpina svizzera, sua moglie Sabine e i loro cinque figli hanno viaggiato in barca a vela in tutto il mondo per documentare l'impatto umano sull'ambiente e gli effetti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, nessuna tappa del loro percorso si è rivelata ugualmente esemplificativa degli effetti di questi cambiamenti quanto l'ultima, un viaggio che sarebbe stato impossibile anche solo una decina di anni fa: ovvero, attraversare il Passaggio a Nord Ovest.

Questo percorso attraverso l'Oceano Artico è stato ritenuto impraticabile per secoli in quanto bloccato completamente dal ghiaccio. Le navi che hanno tentato la traversata, infatti, sono finite disperse in mare. Ma ora, i ghiacci si stanno sciogliendo, rendendo il Nord disponibile all'esplorazione e allo sfruttamento.

Lungo il suo percorso, la coppia Schwörer, la cui spedizione è parte delle attività svolte dalla loro organizzazione TOPtoTOP, ha persino battuto alcuni record. La loro nave da spedizione lunga più di 15 metri, la Pachamama (una parola inca che significa Madre Terra), è diventata la prima barca a vela ad attraversare una sezione particolarmente ristretta del Passaggio a Nord Ovest, attraverso lo Stretto di Fury ed Hecla. Secondo gli Schwörer, la loro figlioletta di sette mesi, Mia, molto probabilmente è il "navigatore" più giovane di sempre ad avere affrontato il viaggio. (Sabine ha dato alla luce tutti e cinque i suoi figli da qualche parte negli oceani del mondo, senza altro supporto oltre a quello del marito e di un coltellino svizzero.)

Il percorso. Immagine: Dario e Sabine Schwörer

Ho incontrato la famiglia Schwörer durante la loro sosta a Portland, nel Maine, per una conferenza sul cambiamento climatico tenuta presso il Gulf of Maine Research Institute.

"Abbiamo avuto una lunga giornata, quindi perdonatemi se sono un po' stanco," ha detto in apertura Schwörer rivolgendosi alla folla. La famiglia era stata impegnata a navigare tutto il giorno da Bar Harbor per raggiungere in tempo la location della loro conferenza serale tenutasi di fronte ad un pubblico di scienziati del Maine, di ambientalisti e di locali curiosi che attendevano la coppia con impazienza.

"Alcuni navigatori dicono che il Passaggio a Nord Ovest è come 'l'Everest' dei marinai"

La mattina dopo, la famiglia Schwörer ha invitato i membri della stampa a visitare la nave che aveva appena consentito loro di attraversare il passaggio a nord-ovest: una barca a vela di alluminio lunga più di 15 metri ormeggiata nel porto commerciale di Portland.

La loro barca è stata progettata per essere quasi auto-sufficiente. È dotata di pannelli solari, filtri per l'acqua, batterie ad alta efficienza energetica e turbine eoliche. Sulle vele, è immortalata l'effige di un coltellino svizzero. Eppure, il viaggio della famiglia è dipeso anche dai muscoli e dalla forza di volontà: hanno percorso migliaia di chilometri a bordo delle loro biciclette, scalando le montagne più alte di ogni continente e sfidando le tempeste di tutti gli oceani del mondo nel nome dell'educazione ambientale e della sostenibilità.

Immagine: Dario e Sabine Schwörer

Quando ho chiesto se hanno provato nervosismo o paura prima di partire dalla città costiera di Nome, in Alaska, verso il labirintico Arcipelago Artico canadese, Dario Schwörer mi ha riposto, "abbiamo affrontato di peggio."

"Alcuni navigatori dicono che il Passaggio a Nord Ovest è come 'l'Everest' dei marinai" ha spiegato Schwörer. "Ma io non sono d'accordo. Tutto dipende dalla situazione. Può capitarti di finire nel bel mezzo di una grossa tempesta nel Mediterraneo che può rivelarsi ben peggiore di una nell'Artico. "

Secondo Dario, navigare il Passaggio a Nord Ovest in realtà non richiede nessuna abilità straordinaria: ogni famiglia può farlo. Ammesso che sia paziente, rispettosa dell'ambiente e abbastanza esperta da sfruttare i sistemi naturali come le correnti del vento e dell'oceano.

La famiglia ha dovuto navigare vicino alla costa a causa dell'alta concentrazione di ghiaccio

"La natura agisce sempre nella maniera giusta. Bisogna solo imparare a leggere i suoi segnali," ha spiegato Schwörer. "Temevamo che avrebbe fatto freddo e che ci sarebbe stato brutto tempo, quindi, eravamo preoccupati per i nostri figli, ma in realtà è stato tutto l'opposto. Abbiamo trovato bel tempo, un buon vento e persino il sole. Se si segue il ritmo della natura e si è disposti ad attendere quando questa ti dice di aspettare, si riesce a viaggiare in maniera veramente sicura."

Per la famiglia Schwörer, tutto ciò è significato, fin dall'inizio, prendere la traversata con molta calma.

Anche se la maggior parte delle persone che tentano il viaggio scelgono di partire intorno a metà luglio, i nostri, hanno atteso due settimane delle condizioni meteo e del vento maggiormente favorevoli prima di lanciare la loro nave da Nome il 5 agosto 2016. Da lì, hanno navigato fino a Point Barrow (il punto più settentrionale degli stati Uniti) e hanno raggiunto Herschel Island nel mare di Beaufort, una comunità storica della caccia alla balena, dove si sono incontrati con gli scienziati che si trovavano sul luogo per motivi di ricerca e con gli Inuit locali.

Mia, di soli sette mesi, potrebbe essere il "navigatore" più giovane ad avere compiuto la traversata. Immagine: Dario e Sabine Schwörer

Dopo una breve tregua, la famiglia svizzera ha proseguito con una tratta non-stop fino a Cambridge Bay e poi fino a Gjoa Haven, un luogo in cui, Roald Amundsen, il famoso esploratore sia del Polo Nord che del Polo Sud, ha trascorso un intero inverno. Lungo il percorso, gli Schwörer hanno dovuto navigare tenendosi vicini alla costa a causa dell'alta concentrazione di ghiaccio. Si sono ritrovati anche ad affrontare dei punti con acque poco profonde e banchi di nebbia estremamente fitti.

"Ci sentiamo più sicuri nei luoghi più remoti della Terra," ha detto Schwörer. "Lì non dobbiamo fare altro che assecondare la natura."

A quel punto, hanno dovuto prendere una decisione. Invece di navigare più a nord verso la Baia di Baffin e la Groenlandia, la famiglia Schwörer ha preso una scorciatoia attraverso lo Stretto di Fury ed Hecla fino al Golfo di Boothia, dopo aver osservato una "drammatica scarsità di ghiaccio" sul luogo. Fino al 2016, solo tre navi rompighiaccio avevano attraversato questa zona. Dario ha dotato la sua barca a vela con un rompighiaccio recuperato in un villaggio Inuit vicino all'Isola di Herschel. Dario ha detto di avere avvertito a malapena il ghiaccio rompersi sotto la sua barca, dopo averne fortificato la prua di alluminio con della semplice schiuma, gomma e leghe varie.

"Ha funzionato alla grande come ammortizzatore," ha ricordato Schwörer.

Immagine: Dario and Sabine Schwörer

Con il proseguimento del viaggio, la famiglia ha raggiunto lo Stretto di Hudson e, infine, l'Oceano Atlantico, così il suo viaggio attraverso il Passaggio a Nord Ovest è terminato con successo.

Ma si è trattata pur sempre di una conquista dal retrogusto amaro.

"L'aurora boreale ci ha salutati mentre abbandonavamo l'area," ha ricordato Schwörer. "Se non fosse stato per il cambiamento climatico, non avremmo potuto compiere certe parti del nostro viaggio."

Lungo la strada, Dario e Sabine Schwörer avevano il compito di raccogliere campioni di acqua dell'Oceano e di registrarne le temperature per il College of the Atlantic di Bar Harbor, nel Maine. Lungo il percorso, i navigatori hanno anche incontrato enormi porzioni di terreno fangoso emerse dai punti in cui le piattaforme di ghiaccio erano crollate in mare, orsi polari alla ricerca di altre piattaforme di ghiaccio da cui cacciare le foche costretti a spingersi molto più a Nord rispetto alle loro abitudini e orche a caccia di narvali emigrate da altri mari grazia alla recente apertura del Passaggio a Nord Ovest.

Secondo Schwörer, l'ambito in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono diventati fin troppo evidenti è proprio quella della vita della cultura del popolo Inuit costretta a modificarsi. Sono proprio loro, ha spiegato l'esploratore, a subire in prima persona gli effetti del riscaldamento globale.

"Hanno imparato a sopravvivere per secoli in condizioni climatiche estremamente difficili, ma ora si trovano a fronteggiare il cambiamento climatico," ha raccontato Schwörer. "Ne sono coinvolti in prima linea. Noi [che viviamo più a Sud] abbiamo così tanto da imparare dagli Inuit ".

Secondo i racconti di Schwörer riguardanti l'Artico, alcune parti della costa composte da permafrost—da cui gli Inuit dipendono per la caccia—stanno retrocedendo anche di 30 metri all'anno.

"I loro territori di caccia vanno diminuendo di dimensioni e ora stanno lottando per ottenere il cibo necessario per sopravvivere," ha spiegato Schwörer. Per quanto riguarda i turisti che attraversano il Passaggio a Nord Ovest con le navi da crociera, "non fanno guadagnare nulla agli Inuit," ha continuato. 'Lasciano solo i loro rifiuti. Piuttosto, dovremmo imparare ad erigere dei ponti tra la nostra cultura e quella degli Inuit."

La famiglia Schwörer crede nel potere della responsabilità personale quando si parla della lotta ai cambiamenti climatici.

"Questa è l'ultima chiamata", ha detto Schwörer. "Dobbiamo agire ora."