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Attualità

Il frastuono devastante dei palazzi che vibrano

Dal 2006, Nicolas Maigret ha inondato edifici iconici dell'architettura europea con frequenze provenienti da subwoofer ad alta potenza. I risultati sono devastanti.
26 dicembre 2014, 4:00pm

**Questo articolo è originariemente apparso su Motherboard. **

Resonant Architecture / N1C0L45 M41GR3T

Nicolas Maigret ha una passione per i bassi. Dal 2006, ​Maigret e Nicolas Montgermont, l’altra metà del ​collettivo Art of Failure, hanno inondato edifici europei dall’architettura iconica con subwoofer ad alta potenza, registrando il tutto. I risultati sono stupefacenti. A tratti devastanti.

Loro chiamano questo set di registrazione d’ambiente ​Resonant Architecture. L’esperienza sonica—sono tentato di chiamarla "rituale"—non consiste in nient’altro se non degli edifici vibranti colpiti da frequenze molto basse. L’architettura è lo strumento: così Resonant Architetcture diventa un assordante esempio di ​come stiamo sonorizzando le città—e tutto il resto.

Ho avuto la possibilità di parlare con ​Maigret del tentavo di portare la sonorizzazione a scale di grandezza così epiche.

Motherboard: Tutto questo mi ricorda i Sunn O))). Hai già sentito questo paragone?

Nicolas Maigret: Musicalmente è una pratica legata chiaramente alla drone music, minimalismo americano. Ma è anche molto concreta. Oltre agli aspetti sonici e musicali, si amplia attorno all’esperienza fisica: sentire le vibrazioni del corpo dell’edificio arrivare al tuo corpo. Si diventa dei ricevitori.

C’è anche un altro livello: l’esperienza spaziale e contestuale. L’audience può esperire il progetto arrivando all’installazione da molto lontano, girando attorno all’edificio. Ognuna di queste posizioni è unica, e permette un’attenzione specifica per i comportamenti acustici, vibratori e risonanti dell’edificio.

Allo stesso tempo, penso che sia abbastanza lontano da questi riferimenti, visto che la semplice attivazione delle vibrazioni dell’edificio prevede una percezione attiva del luogo, sviluppando così uno stimolo per tutti i sensi. Spesso ci rendiamo conto che le persone guardano a parti dell’edificio che non guarderebbero mai in una situazione normale. Notano aspetti architettonici che altrimenti resterebbero invisibili. Toccano i materiali dell’edificio, percepiscono gli odori e così via.

Perchè avete scelto di registrare proprio in queste location? Come le avete trovate?

Ogni luogo ha una forte identità architettonica. Sono posti a metà tra gli edifici, la scultura e lo strumento musicale. Abbiamo fatto molta ricerca architettonica e infine abbiamo scelto quelli con pochi elementi e pochi materiali, nessun ornamento, ma anche coerenti con l'identità storica del luogo.

Per esempio, la ​Landmarke Lausitzer Tower è una torre simbolica. Si trova nella Germania est, in un'area inizialmente occupata da miniere: la regione oggi soffre di alte percentuali di disoccupazione e di un panorama completamente devastato.

La regione ha avviato un programma di revitalizzazione, per attirare gente e rivalutare l’area. Urbanisti ed architetti hanno creato progetti radical ed inusuali adatti a questo contesto. La torre è uno di questi. È quasi un baluardo, una vedetta da cui osservare i cambiamenti dell’area, dall’essere una devastata miniera, ad un lago futuristico.

Quale location è stata la più rumorosa?
​Sicuramente questa torre. La Landmarke Lausitzer è un enorme tamburo di metallo.

18:00-20:00 = Demolizione.

Cosa avete usato per generare e registrare il suono?

Dipende dalle qualità. Possiamo scegliere di usare da uno a cinque potenti subwoofer, se lo spazio è davvero grande o complesso, come la Maison du Peuple a Parigi. Penso che quello sia stato uno dei miei videodocumentari preferiti sul progetto. Una ripresa, nessun taglio.

Maison Du Peuple, France (Single screen) / N1C0L45 M41GR3T.

In altri contesti abbiamo usato anche dei trasduttori, che sono amplificatori senza un membrana, costruiti per trasmettere vibrazioni a contatto con materiali solidi. Questi sono adatti per edifici più piccoli o costruzioni di metalli, per esempio la Freitag Tower, a Zurigo, o la Maison Latapie.

CORPUS - Maison Latapie - 2009 / art of failure

Abbiamo registrato i suoni con un microfono surround 5.1. Durante i primi anni abbiamo usato dei normali microfoni Schoeps.

Cosa dobbiamo aspettarci ancora, Nicolas?

Dopo otto anni di ricerca, stiamo diventando più selettivi nella scelta degli edifici che potrebbe aver senso riattivare. Farlo prevede un’enorme quantità di lavoro. Normale, una volta che troviamo la giusta idea di edificio o contesto, abbiamo bisogno di un paio di mesi per negoziare i permessi, specie se le autorità non capiscono le nostre intenzioni. Poi dobbiamo fare alcuni test dell'acustica dell’edificio, per essere sicuri che valga la pena portare avanti l’iniziativa lì. Dopo di che, per circa una settimana, sviluppiamo l’installazione sonora. Rileviamo le reazioni dell’edificio alle basse frequenze e poi ne selezioniamo una manciata.

Tutto ciò per dire che potremmo farlo di nuovo, un giorno, ma deve essere in un bel posto.

Foto: ​Resonant Architecture/Flickr

Negli ultimi quattro anni abbiamo lavorato con Jérémi Gravayat, un regista di documentari francese, per trovare un modo per conservare la sostanza di questi effimeri eventi. Insieme, abbiamo sviluppato un modo per catturare le esibizioni di modo da presentare una grande quantità di video documentari, tutti uniti. Il tutto con un approccio trasversale, che mostri tutte le nostre installazioni.

Ora stiamo mostrando questa video-installazione a tre canali, che è lei stessa un’esperienza. Abbiamo anche attivato un sito in una zona militare abbandonata.