È sabato mattina, sono in macchina da solo e sto andando verso un hotel a Cambiago, a metà tra la Martesana e la Brianza, a intervistare i Tre Allegri Ragazzi Morti e a chiedergli di fare un riassuntone ragionato della loro carriera. Il che non è un compito facile, dato che Toffolo, Molteni e Masseroni si sono fatti più o meno gli ultimi vent'anni a suonare assieme fino a rendere le loro maschere simboli ampiamente riconoscibili.
Negli anni, i Tre Allegri hanno fatto prendere bene due o tre generazioni di quindicenni (oppure: hanno fatto sentire di nuovo quindicenni un sacco di non più quindicenni), causando spesso reazioni diametralmente opposte a causa della loro centralità nella nascita e nello sviluppo di quella scena indie italiana che tanto ci ha fatto e ci fa discutere, tra identificazioni con Sanremo, modi di suonare le chitarre e declini televisivi.
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