Recensioni

Quali album dovreste assolutamente sentirvi, e quali assolutamente evitare, nelle recensioni musicali del mese.

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mag 11 2012, 7:00am
 

 


BLACK DICE

 


LO STATO SOCIALE

     

 

 


A FLOWER KOLLAPSED
 


CARTER TUTTI VOID





 


SPOEK MATHAMBO
Father Creeper

Sub Pop

Rapida visualizzazione grafica di Father Creeper: “AEEEEEEE%%%%!!!!PPÔÔÔ.” Il mio nuovo amico Spoek Mathambo, vero nome Nthato Mokgata, viene da Johannesburg ed è una catastrofe nucleare per i cacciatori di reliquie esotiche. Benché la Sub Pop lo descriva come “Attractive as life in our electrified, apocalyptic 2012,” l'album è bello, convoluto, vario, sfiora persino il post rock... ed è un pugno nella faccia di chiunque usi aggettivi di più di due sillabe (es.: io).

GUIDO TRATTORI  
LIL B
Gold House
Autoprodotto Quale migliore occasione per abbracciarci tutti festosi, dismettere le vesti di bastardi misantropi e infine dedicarci a volerci bene così come siamo, piaghe, dipendenze e violenze private comprese? Non ne ho idea. Non questa, sicuramente. Un logorroico con la verve di un tossico autistico in astinenza non è la mia idea di “occasione”, e nemmeno di “frullapapere hip-hop”. Tutta la positività e motivazione del tizio fanno pensare a Jovanotti e dunque iniziare a progettare un genocidio con un cucchiaino, tipo.

RICHARD METZINGER  
GIONNYSCANDAL
Scandaland

Trumen

Uno ci prova a fare il tranquillo, a stare alla larga da certe cose, in modo da evitare di dare giudizi talmente scontati che non vale neanche la pena leggerli. Poi però ti arriva una busta in redazione con dentro un CD chiamato Scandaland e un poster di GionnyScandal che recita "Dopo il grande successo del primo album decisamente provocatorio Haters Make Me Famous, GionnyScandal torna sulla scena", e tutti i tuoi sforzi vanno a farsi fottere in un battibaleno.


RAGAZZO PUPAZZO  


CHIEF KEEF
More than music
Glory Box

Chief ha 16 anni, viene da Chicago, ed è attualmente agli arresti domiciliari per possesso di armi. La musica che fa è un misto di spensieratezza adolescenziale, violenza e “ignoranza pura”, ovvero quel genere di rap che ti gasa ma che, allo stesso tempo, ti fa diventare scemo al secondo pezzo.

RENZO STUCAZZOPENDO  
OFWGKTA
The OF Tape Vol 2
Odd future Come tutta la roba degli OF, ci sono produzioni molto interessanti e altre estremamente noiose, c'è il solito divertimento e la sensazione che a volte loro si stiano divertendo più di noi, ci sono i memorabili versi di Tyler, c'è ogni tanto quel fico di Frank Ocean che canta e ci sono almeno 3 MC obbietivamente pacco, ma i momenti migliori, come sempre, sono quando rappa Earl, che ha più talento di tutti gli altri messi assieme, ed è tornato dal collegio giusto per fare un verso alla fine dell'ultima canzone. Basta? No, però mi accontento.

TANO SMELL                


REGIS
Complete Works 1997-98

Blackest Ever Black

2012: l’anno in cui il mondo si rese conto che si può fare della techno pesante e oscura senza essere necessariamente dei rimastoni da s8kassa. Poco importa che gli eroi di questo grande ritorno, in realtà, siano tutti in giro da vent’anni, come il qui presente Karl O’Connor, in arte Regis. Sappiate dunque che, come colonna sonora dei vostri scivoloni nel k-hole, non siete veramente costretti ad usare solo frenchcore brutta, suonata con una Electribe rubata. Così,invece di squagliarvi in una pozza di melma, semplicemente dimenticherete che è mai esistito il sole.

RAOUL CASADEI DI HOKUTO

 
CLARK
Iradelphic
Warp

Clark dev'essere il genere di fissato che ti vuole dimostrare di saper rifare ogni suono, riuscendoci. In Iradelphic sembra prima Aphex Twin, poi Autechre, poi sconfina nel trip hop con i vocali di Martina Topley Bird poi torna a fare il suo, lasciandoti il dubbio per tutto il disco se ti stia prendendo per il culo o ci sia riuscito davvero. Bravo.

MARIA TERESA ROUTER

CARTER TUTTI VOID
Transverse
Mute

I vecchi zietti ex-Throbbing Gristle + la chitarrista dei Factory Floor. Sulla carta una figata, ma la strada dell’inferno è lastricata di collaborazioni tra nomi illustri finite in merda e questa ne è una. Fondamentalmente Carter ha preparato una serie di beat poco interessanti che fanno tutti zumpappà. Nel frattempo le ragazze, probabilmente impegnate a pianificare le ovvie interviste sul ruolo della donna nella musica sperimentale che seguiranno, ogni tanto si ricordano di buttarci sopra qualche sparuto suonino. Da morirci di orchite pure se non avete lo scroto.

IO NON FACCYO COSEY


oOoOO
Our Loving Is Hurting Us
Tri Angle

Una volta superato il trauma di avere a che fare con l'ennesimo gruppo impronunciabile, devo dire che mi trovo abbastanza bene a palleggiare sulle ‘O’ del loro nome mentre pratico yogalates. Giù, sù, giù, sù, sù. Senti come si rassodano i glutei!

STERNOCLEIDOMASTOIDEO

 
CARLOS GIFFONI
Evidence
Mexican Summer / Software

Giffoni ci fa o ci è? L' "evidenza" è che, a intuizioni giuste che potrebbero alzare il tiro dell'originalità, segue uno sviluppo tipo una giraffa che per pigrizia non allunga il collo. Pare un Lou Reed in salsa Sakamoto che canta su degli Underworld ridotti ad arpeggiatore e cassa. Affascinante ma nel contempo paraculo, si spera che a forza di sterzate "arty" e collaborazioni non finisca, un giorno, per somigliare a un altro Carlos: Santana.

PORCINO CARINO DA ASCOLI

 

NT89
Voices
Fool's Gold

Non so fare le scoregge col gomito, né i rutti a comando. Ma se la prima pratica è impossibile da bluffare, per la seconda si può imitare la strofa di "Voices" di NT89. Quindi, se avete in programma una gita scolastica da un paio di notti fuori, comprate questo EP ed esercitatevi. Poi quando avete finito di girare per Camogli fingendo rutti e facendovi stimare, andate nella camerata delle tipe, mettete su questo disco e anche se scopriranno il vostro bluff, balleranno molto. Butta bene che tiri pure il tuo primo limone.


BELLA SMARMELLA

             
BLOOMING LATIGO
Esfínteres Y Faquires
Trips und Träume

Lo scimmione in copertina sembra sia lo stesso che bercia nel mic dentro passaggi a camera pressurizzata sludge/screamo e bizzarre divagazioni al clavicembalo con vari suoni spappolati e cazzetti misti. Sembra una visita turistica nella foresta amazzonica da soli, al buio, dopo che hanno ammazzato tutti gli uccelli. A questo punto non mi resta che spararmi 1000mg di Tachipirina e sperare che l'ascolto mi faccia passare la tonsillite.

SBAVATORE ARENATO

 
BLACK BREATH
Sentenced To Life
Southern Lord

Il nuovo album dei Black Breath è talmente solido e compatto che se fosse un culo sarebbe quello della nuotatrice Amanda Beard, vincitrice di ben sette medaglie olimpiche. Nel loro secondo full-length i Black Breath hanno lasciato indietro il blues come uno zoppo negli anni trenta. Oramai sono una versione allenata e dimagrita degli Autopsy, e non vogliono perdere tempo cazzeggiando, come dimostra la mezz’ora di riff che dominano Sentenced To Life.

RUNE BURNS

 
RISE AND FALL
Faith
Deathwish

Non c’ho nulla contro i Rise and Fall, ma qualcosa contro il welfare belga sì… e sinceramente non mi va che ti metti a suonare grindcore quando non ti sei fatto dieci anni di Margaret Thatcher, venti di Berlusconi e non sai manco chi è Andreotti. Quindi è bene che vi facciate un corso avanzato di fantapolitica, cari bei sapientoni Belgi, pigliatevi Sara Tommasi al governo e poi ne parliamo.

IL MOSTRO DI FIDENZA

A FLOWER KOLLAPSED
S/t
Macina Dischi

Screamo’n’roll fastidiosamente retrò e senza senso, roba che non funziona un cazzo, roba trita e ritrita e sentita e rinseccolita su cui chi scrive ama farsi le seghe pensando a un tempo lontano e perduto in cui la gente con i pantaloni skinny suonava in gruppi che si chiamavano quasi tutti JR Ewing e incidevano dischi intitolati quasi solo Perfect Drama. Poi arrivi al clou, pulisci con un fazzolettino, pensi che per il mondo qualcuno sta passeggiando con la t-shirt di gruppi tipo Titus Andronicus e ha il coraggio di dire che questa è roba anacronistica. Ti lavi le mani e torni in ufficio. A volte non usi il sapone perchè sei un punk.

NICOLA CONIGLIO

UNSANE
Wreck
Alternative Tentacles

Il punto focale dei dischi degli Unsane, dall’esordio in poi, è che dividono la fascia di ascolto in due sottoinsiemi chiusi e impermeabili: a sinistra quelli che li adorano e iniziano a digrignare i denti tre mesi prima dell’uscita, a destra quelli che non hanno mai capito un cazzo di musica. Nella classifica dei dischi post-reunion Wreck sta appena sotto a Visqueen e poco sopra Blood Run. Perché gli Unsane ci donano quasi sempre dischi che si chiamano nel modo in cui suonano e hanno la copertina che è giusto che anno. E c’è “Stuck” che se non erro è tipo la prima volta che Chris Spencer canta un pezzo senza urlare dall’inizio alla fine.

NICOLA ERMELLINO


NAPALM DEATH
Utilitarian
Century Media

Esattamente fino a quattro minuti fa ero convinto che del settantaquattresimo album dei Napalm Death non avrei parlato male, perché, sì, da quindici anni rilasciano sempre lo stesso disco, ma riescono a mantenere una certa freschezza anche solo cambiando i colori della copertina. Poi ho visto il video di “Analysis Paralysis”e  ho capito quello che dovrebbero capire anche loro cioè che È ORA DI FARLA FINITA!

GIUSTINO DA PETRALCINA

 


THE MARS VOLTA
Nocturniquet
Warner Bros

Che palle i Mars Volta. Parti sempre coi migliori presupposti, sai che il prodotto è realizzato da musicisti pazzeschi, ma nulla, già al secondo pezzo vorresti buttare il disco nel cesso. Pop-prog-rock-jazz e urla: Nocturniquet ti fa prendere bene subito, ma proprio non riesci ad andare oltre il minuto e mezzo. Live sarà una figata, su disco un supplizio.

CONTATTAMI IN PVT

  THE MEN
Open Your Heart
Sacred Bonest

Open Your Heart è una promessa. La traccia che apre il lato B e la prima che ho ascoltato, intendo. Ti fa credere che tutto l'album sarà pieno di chitarre violente, emozioni scomposte, sudore di gente incazzata che sputa saliva e sangue, energia positiva. Una promessa non mantenuta: il resto del disco è moscio e tutta la potenza dell'unico momento epico si perde tra pezzi alla Bob Dylan e altri che ricordano una cover band dei Motörhead.

GASTRO SPASMO

  CANNIBAL CORPSE
Torture
Metal Blade

I Cannibal Corpse sono come i vecchi zii che ogni anno a Natale raccontano la stessa storia di loro da giovani che una volta hanno pescato una trota così. Se rispondi “Me l’hai già raccontato,” te lo raccontano di nuovo perché da quell’orecchio nun ce sentono. Con gli zii non puoi incazzarti e dire “Orco zio sono sono vent’anni che sento la stessa storia!” Con i Cannibal Corpse posso, perché non mi hanno mai regalato una busta con dei soldi e sono molto meno hardcore dei miei parenti anziani e nemmeno hanno l’Alzheimer. E poi non è mica Natale.

MOIKANNA

           


SINÉAD O'CONNOR
What About I Be Me (And You Be You)
One Little Indian

Soldato Jane qui mi sta simpatica, soprattutto quando chiede aiuto a Twitter. Per non parlare del fatto che abbiamo un sacco di cose in comune (siamo entrambe sagittario, anche io ho stracciato una foto del papa, etc.). FATTO STA CHE uno ascolta il primo pezzo, dice: Bene, brava, senti che tagliente, senti che sarcastica, senti come percepisce il mondo, ci credo che poi le capitano le disgrazie. Il vero peccato è che per le altre nove tracce, o meglio, otto (Queen of Denmark è accettabile), sei tu, ascoltatore, ad augurare che a Sinéad O'Connor capitino le disgrazie.

ADRIANA L'IMAM


JULIA HOLTER
Ekstasis
RVNG Intl.

Fate conto un disco di cover di Enya suonato da un esercito di Nyan Cats diplomati al conservatorio, registrato benissimo e con una strumentazione che costa quanto un anno di cassaintegrazione di un operaio Fincantieri. Arrivare in fondo a questo doppio ellepi è stata una delle fatiche più provanti da quella volta che a momenti annegavo per recuperare un supertele all’Isola d’Elba.

FEDERICO PIXI


TY SEGALL & WHITE FENCE
Hair
Drag City

Rispetto al rock di San Francisco Ty Segall è un po’ Jennifer Jason Leigh in Inserzione Pericolosa. Chiaramente The Hospitals, Sic Alps e il suo amico John Dwyer rappresentano la povera Bridget Fonda. Il biondino si è appropriato di un’identità musicale altrui con una nonchalance da vero sociopatico. Hair non fa vomitare, ma mi auguro che i White Fence tengano le loro carte di credito ben celate.

SINGLE WHITE HOMO

LA SERA
Sees The Light
Hardly Art
 

Di principio non mi fido di chi si serve di parole straniere per attirare attenzione sulla propria persona (Yusuf Islam? Per favore...), inoltre Kickball Katy ha privilegiato un periodo del giorno valido almeno quanto il “il pomeriggio” e “la compieta”. Non c'è tempo per il twee, perdio, quasi quasi torno a guardare le cover di Adele su Youtube. Cosa cambia rispetto alle Vivian Girls? Ci sono due membri in meno, che comunque è tanto meglio, e una dodicenne a cui stanno crescendo le tette.

RANCORE SERBO


MADONNA
MDNA
Universal

Ragazza inselvaggitasi fa una gang bang a cui è assuefatta, alza il volume della radio, ti chiede di darle tutto il tuo amore, sai alcune ragazze sono superstar, ma a lei non gliene frega un... perché è una peccatrice, ha speso il suo amore in un capolavoro, ora è in caduta libera come un bellissimo killer, ha mandato tutto a fanculo, questa è la canzone del compleanno del suo migliore amico. (Ho solo messo le congiunzioni fra i titoli dei brani dell’album, lei si è chiaramente drogata. Big up!)

GAY RICCI

 
LO STATO SOCIALE
Turisti Della Democrazia
Garrincha

Lo Stato Sociale è come I Cani, basi minimal-brutto-electro e testi meta. Solo che nello Stato Sociale quel briciolo d’ironia decadente diventa un calderone di rosicate e di odio gratuito che fa sembrare il cantante (che ha la stessa voce del doppiatore di Brandon in Beverly Hills) una persona orribile, una specie di corrispettivo indie della morosina che la portavi alle cene con gli amici e diceva solo cose stupide, o di quello della compa a cui davate appuntamento nel posto sbagliato. Fa schifo, ma in qualche modo è il disco indiepop italiano più onesto e importante di sempre.

NICOLA MARMOTTA

 
TINDERTICKS
The Something Rain
Drag City

Non si capisce il motivo, ma fa piacere sapere che gli Slint sono tornati. Oddio, me li ricordavo un attimo meno pop e fregnoni, ma comunque... Hm, passato il primo pezzo, quello che rimane non c'entra un belino. È anche vero che, essendo il resto talmente buono e bello e preciso ed elegante e profumato e raffinato ed emozionante, viene voglia di pisciare controvento, contromano e fuori dal vasino. Quindi a morte Stuart Staples, i suoi romanticlisteri d'altri tempi e viva l'ultimo Unsane.

STICCHIO IMPANATO

             


BLACK DICE
Mr. Impossible
Ribbon

Per giorni e giorni l’ascolto dell’ultima prova dei Dado Knorr mi ha dilaniato di incertezze Sono stato completamente incapace di decidermi se fosse un capolavoro avanti dieci passi a tutto il mondo o una vaccata abissale. Mi sono liberato di questo dubbio solo ammettendo con me stesso che, in realtà, temevo il mio giudizio non sarebbe stato allineato a quello della stampa musicale che conta (soldi), e vergognandomene. Dai cazzo, sono tre quarti d’ora di suonini paranoici ma frizzanti, beat casuali e voci dei nani di Herzog, è OVVIAMENTE un capolavoro. C’è persino un pezzo che si regge su una parodia del bass drop alla Skrillex.

RANXEROX RAMAXOTTI

 
BALACLAVAS
Second Sight
Dull Kife

Devo stare entro le 500 battute per dirvi quanto sia megafigo questo 12” e come l’ascolto del loro punk-dub de paura possa migliorare le vostre prestazioni sessuali nonché donarvi fortuna in amore, salute, lavoro, caccia, pesca e tecktonik. Tutte balle, però conosco un tipo che una volta ha detto che i Balaclavas “non sono granché” ed il giorno dopo è stato trovato in un fosso senza un rene. Fatto. Ciao.

VOM BASTEN

 
NASTRO
300mq
Upsidedown

Dischi come questo ti fanno credere che sia facile assemblare un tale frullato di patterns, campionamenti, frizzi e lazzi. Poi magari scarichi Audacity, ci dai di cut/copy/paste e salta fuori una stronzata immonda che spammi ovunque stile truffatore nigeriano. Ecco, vedi di star fermino! La roba seria lasciala a gente come Daniel Lopatin o al massimo i romani Nastro, che con questo lavoro ti insegnano come, con una bella dose di gusto e presa per i fondelli, ci si possa stravaccare in poltrona cullati da presse idrauliche e pifferi indemoniati. A nastro!

NINO ZILDJIAN

     
LOCRIAN & MAMIFFER
Bless Them That Curse You
Profound Lore

Sarà la primavera o quello che vi pare ma sto disco sembra indietro di 10 anni. Non me ne vogliano i ragazzi ma non mi dice un cazzo, mi sembra roba che ho sentito mille volte. Stratificazioni ambient, chitarroni su una nota sola... non è che se ci metti un pianoforte languido scongiuri la mazzata sulle palle. Perchè non hanno fatto tutto come la traccia 4, che è un capolavoro? È brutto recensire, cazzo... Vado a farmi un giro sennò mi suicido.

SIMPATICONE DISPIACIUDO

 


GNOD
Chaudelande Vol. II
Tamed Records

Se siete tra quei fattoni che ancora si raccontano di quell' interminabile trip al concerto degli Hawkwind, quando gli Amon Düül II sono saliti sul palco –dopo aver viaggiato nel tempo, aver visto piangere Dave Anderson, essere andati ancora più avanti–e, dicevo, si sono messi a picchiare fortissimo Lemmy Kilmister mentre Michael Moorcock è apparso in cielo urlando che aveva perso una spada tutta nera e che “no Lemmy, quello non è un basso, è un dio alieno”, ecco, sappiate che non siete qui perché l'universo è collassato, è che state ascoltando gli GNOD.

PETER ACKRONIDIO

 
           
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