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A scuola di vita dal pappone più illuminato del mondo

Tra tutte le persone che conosco virtualmente su Facebook, Mickey è uno dei pochi da cui ho veramente imparato qualcosa.
9.7.13

Mickey Royal. (Tutte le foto per gentile concessione di Mickey Royal)

Quando avevo 18 anni setacciavo Facebook in cerca delle persone più strane possibili. Immagino fosse un modo un po' inquietante per comprendere da vicino individui che non avrei avuto la possibilità di conoscere nella vita reale: avvocati della Tanzania, surfisti portoghesi, tossici di LA, boxeur di Cambridge.

A un certo punto ho finito per stringere amicizia anche con un pappone, Mickey Royal. Mickey è incredibilmente eloquente, parla come un predicatore battista, ha vissuto in prima persona le guerre del crack a Los Angeles negli anni Ottanta, ha pubblicato un libro e il suo profilo Facebook mostra una raccolta di foto piuttosto convincente. Di tutte le persone che ho virtualmente aggiunto alle mie conoscenze, Mickey è uno dei pochi da cui ho davvero imparato qualcosa. Osservandolo ho capito che l’idea di poter applicare un rigido codice morale a ogni situazione della vita è piuttosto limitante—anche se l’idea di fare soldi sfruttando altri esseri umani rimane ripugnante.

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Ma dato che Mickey mi aveva già insegnato qualcosa senza comunicare, ho pensato di contattarlo e farmi insegnare qualcos’altro: le regole della sua professione.

VICE: Ehi Mickey, quali sono i diversi tipi di magnaccia?
Mickey Royal: “Gorilla” è il termine universalmente accettato per un pappone che ha la mano pesante. Il “fidanzato” indica un magnaccia con una sola zoccola, con cui ha una relazione romantica. Molti termini dipendono dalla regione da cui si proviene. Puoi avere il protettore, il magnaccia e il pappone.

Che tipo di protettore sei?
Da giovane ero esperto di arti marziali, e ho imparato l’arte del posizionamento da un punto di vista matematico.

Ok. Cosa significa?
Quando ero cintura bianca, a Kenpo, dovevo attaccare da una precisa posizione. Raggiunto un certo livello, ero in grado di combattere da qualsiasi posizione usando un'adeguata distribuzione del peso corporeo. Quando raggiungi un certo livello, come protettore, puoi adattarti a qualsiasi stile in modo da raggiungere il tuo scopo.

Cosa comporta questo adattamento?
Quasi un cambiamento fisico, simile a quello di un vampiro. Quando un vampiro diventa un maestro, poi può trasformarsi temporaneamente in lupo o pipistrello. Allo stesso modo, un protettore-maestro—uno davvero preparato e con esperienza—può diventare un pappone per raggiungere l’obiettivo desiderato.

Capisco. Che tipo di protettore eri? Un gorilla?
Non ero un gorilla, no. Ho poco rispetto per quei tipi, il loro metodo non ha niente a che fare con la psicologia. Ho doti di psicologo, e per controllare gli altri preferisco l'uso della mente.

Mickey (sulla destra) da giovane.

Quindi eri una specie di pappone-ipnotizzatore?
La mia violenza non la sfogavo sulle donne. Le ritenevo parte della mia famiglia: sorelle, colleghe, eccetera. Ho esercitato violenza contro coloro che le minacciavano. I miei nemici principali erano clienti, stupratori e spacciatori. Erano gli abusivi che prendevano parte al gioco, quindi spesso entravamo in contrasto. Io ero giusto, onesto e pratico.

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Chi era il tuo punto di riferimento?
Un uovo è delicato. Tienilo troppo leggermente e cadrà, rompendosi. Tienilo troppo forte e lo schiaccerai. È un equilibrio delicato, quello della psiche umana.

Capisco.
Notai che la maggioranza dei protettori erano gorilla. Il resto erano solo dei papponi che cercavano di fare i protettori. A Los Angeles non troverai molti magnaccia in abiti sgargianti rosa e gialli. Sono cresciuto a LA durante le guerre del crack, negli anni Ottanta. Nel mio quartiere i papponi di quel tipo venivano rapinati e stuprati. Provenendo dall’ambiente delle gang e del crimine organizzato, quando sono passato a fare il protettore ho portato la mia reputazione con me.

Come descriveresti il tuo business?
Ho deciso di gestire la mia “famiglia” nello stesso modo in cui era organizzata la famiglia in cui sono cresciuto. Solo perché ero un protettore non significava che avrei sacrificato i miei principi o abbassato i miei standard. Io e le mie ragazze siamo esseri umani, prima di tutto. Tratto le mie signore con il massimo rispetto. Mangiamo, operiamo e viviamo come una famiglia—come i pompieri in una caserma, sempre pronti alla chiamata.

Se sei così preoccupato del benessere delle persone, perché diventare magnaccia?
Perché ho deciso di fare il protettore? Non è che lunedì ero in un gruppo della chiesa e martedì col culo per strada. È stata una discesa graduale—o un’ascesa, dipende dalla tua prospettiva. A 14 anni sono stato pugnalato e mi hanno sparato. È lo stesso che lavorare in un negozio di alimentari, nel magazzino; un giorno decidi di lavorare alla cassa—non è altro che uno scambio. Avevo 19 o 20 anni quando sono diventato un protettore completo e ho smesso di fare il gangster, ma faccio parte di questo mondo da quando ne avevo 16.

I soldi erano buoni?
Gli spacciatori che conoscevo e con cui lavoravo da quando avevo 13 anni vivevano con più soldi di quanti un protettore potrebbe mai sognarsi. Quindi no, non ho iniziano per i soldi.

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Cos’era che ti affascinava del lavoro del protettore?
Il sabato sera su Crenshaw Boulevard c'erano un sacco di papponi, e sembravano sempre felici. Non gli sparavano addosso ed erano uomini di classe. Ai miei occhi, le loro maniere e la loro presenza rendevano gli spacciatori dei semplici selvaggi arricchiti. I protettori sembravano membri dell’aristocrazia, in confronto agli strozzini, gli allibratori e gli spacciatori che conoscevo. Ero stato preso sotto l’ala di uno esperto perché in me aveva visto delle qualità che sulla strada sarebbero andate sprecate.

Puoi condividere un po’ della tua saggezza con me?
Una volta mi hanno chiesto, “Qual è più potente, l’amore o l’odio?” Io ho risposto alla domanda così: correrei dritto dentro a un edificio in fiamme rischiando la mia vita per qualcuno che amo. Ma non correrei dentro un edificio in fiamme, rischiando la mia vita, per uccidere qualcuno che odio. Le mie capacità in fatto di leadership, lo stile e le tecniche derivano dall’amore. Sia in privato che in pubblico quando parlo delle mie signore uso l’appellativo di “mogli”. Un uomo o una donna farebbero dieci volte più cose per proteggere e accontentare qualcuno che amano, piuttosto che l’opposto per qualcuno che temono. La paura è un’arma usata solo contro istigatori esterni. Le mie case erano gestite come sedi di una sorellanza, perfettamente sintonizzate.

Bene. Hai qualche consiglio per i papponi del futuro?
Alcuni si fanno prendere dall’effetto inebriante.  In quel momento resti bloccato, intrappolato. Io vivo la mia vita appieno, ma senza perdere di vista la destinazione. Molti protettori arrivati a questo livello abbandonano la destinazione e il viaggio diventa senza fine. Iniziano a girare in tondo e rimangono bloccati in una spirale che scende e sale. Io tengo lo sguardo fisso sulla destinazione, non sul viaggio. In questo modo le mie decisioni non subiscono mai modifiche inutili.

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