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La vera storia di Joseph Kony

Noi occidentali restiamo sempre i porci più falsi e terribili del mondo, e il nostro abbrutimento morale non potrà mai competere con un pazzo come Joseph Kony.
14.3.12

Questo è senza dubbio l’anno di Joseph Kony, il capo dell’esercito più folle di tutto il mondo, ovvero l’Esercito di Resistenza del Signore.

Solitamente, quando si pensa all’Uganda viene subito in mente Idi Amin, un uomo che si è costruito da sé immagine e dittatura. Non esiste un posto migliore dell’Africa per saccheggiare, rubare, amputare, mutilare e bere con orgoglio il sangue del nemico—proprio come fece Idi Amin. In ogni caso, una persona che gode nel dare i propri nemici in pasto ai coccodrilli, comportandosi abitualmente come un macellaio pazzo, non può rimane al potere molto a lungo.

Infatti, il vero assassino in Uganda era il presunto moderato Apollo Milton Obote, succeduto ad Amin. Se ha intenzione di sterminare interi gruppi di una popolazione, un uomo deve indossare un completo, definirsi un politico democratico e accattivarsi le simpatie della stampa occidentale. È solo allora che la carneficina può avere inizio. Solitamente, infatti, sono le persone considerate aperte e moderate a essere quelle più abili a uccidere.

Apollo Milton Obote era una di queste. Fin dalla sua elezione del settembre 1980, un anno e mezzo dopo la fuga di Amin dal Paese, si fece promotore del cambiamento, indossando abiti su misura e a parlando continuamente di progresso e libertà. Ma non c'è voluto molto perché si annoiasse del suo completo inamidato e si arrotolasse le maniche per mettersi al lavoro.

Un normale giorno di lavoro con Apollo Milton Obote.

Quando alcuni osarono sostenere che le elezioni erano state truccate, Obote spedì le sue truppe a massacrare ogni singola forma di vita a Luweero, epicentro della ribellione. È stato stimato che durante quegli scontri persero la vita circa 100 000 persone. Lo sapevate? Certo che no; è successo in un piccolo buco dell’Africa di cui alla società occidentale non potrebbe importare di meno.

I sopravvissuti al massacro si riunirono nella giungla per continuare a combattere, mentre il loro capo Museveni se ne scappava tranquillo in Europa. Lasciando di stucco tutti quelli che avevano preso parte alla guerra, i sopravvissuti vinsero. Mentre le truppe di Obote fuggivano senza il loro capo, Museveni tornò in Uganda giusto in tempo per partecipare alla vittoria e salire al potere—potere che ancora detiene e che non ha alcuna intenzione di lasciare. Forse non deve comunque preoccuparsi, perché nonostante sia accusato di una lunga lista di crimini di guerra, continua a predicare cambiamento e libertà, a indossare abiti su misura e vantare numerose amicizie nel mondo occidentale.

I reduci delle truppe di Obote fuggirono verso nord, e, presi dalla disperazione, si unirono ad Alice Lakwena Auma, una donna con evidenti problemi mentali che si considerava una medium e univa visioni cristiane, esoteriche ed escatologiche ai miti tradizionali e a un’ideologia di purezza morale. Con il nome di “Holy Spirit Movement”, il gruppo riprese i combattimenti contro Museveni, stavolta forte di alcuni nuovi trucchetti e tattiche che non sembravano altro che il frutto del declino della salute mentale della Lakwena. I soldati indossavano amuleti pensati per fermare i proiettili, marciavano in schieramenti a forma di croce e si ungevano con un olio sacro che avrebbe dovuto renderli invincibili. Morirono prima di avere il tempo di realizzare che le loro favolose tattiche magiche erano solo un mucchio di sciocchezze. Non c’è da stupirsi dunque se nel 1987 subirono un’altra schiacciante sconfitta.

Fu allora che cominciò l’era di Joseph Kony. Come tutti coloro che prima di lui erano riusciti ad accaparrarsi un qualche potere in Africa, Kony precipitò in un clima di follia. Alcuni dicono che ogni anno si recasse tra i monti dell’Uganda per distendersi al sole sulla cima più alta per un paio di giorni e farsi pungere ripetutamente dalle termiti rosse. Dopodiché, si ritirava a meditare in una grotta per un paio di settimane. Quest’uomo, che si dice abbia sposato 88 donne e avuto 42 figli (abbastanza per formare un piccolo esercito), riunì quel che rimaneva dei soldati dell’Holy Spirit Movement e formò un esercito locale di resistenza. Da allora, le truppe hanno potuto contare sul supporto logistico e finanziario del Sudan. Come ricompensa, l’esercito di Kony si era preso il disturbo di massacrare le minoranze cristiane nel sud del Sudan, ostili al Sudan arabo del nord—nient'altro che l'ennesimo massacro ignorato dall'Occidente.

Si può riassumere il tutto così: Kony, con la sua entusiastica ideologia cristiana e il suo Esercito di Resistenza del Signore, aiuta i musulmani sudanesi massacrando le minoranze cristiane. La religione sarà anche una bella cosa, ma alla fine non è altro che un pretesto per razziare, violentare e mozzare arti.

Dopo che Kony ha saccheggiato senza sosta Uganda, Ruanda, Sudan e Congo per vent’anni, ecco finalmente arrivare un pugno di tizi autoproclamatisi salvatori del mondo, che di punto in bianco fanno andare di moda lo schierarsi contro questo spargimento di sangue nel cuore della tempesta. Ma non prendiamoci in giro: un paio di post e di like su Facebook non porteranno Joseph Kony, un uomo che si diverte a farsi il bagno nelle termiti, di fronte alla Corte Penale Internazionale.

Grazie a Kony 2012, però, la gente continuerà a pavoneggiarsi con un idealismo vago e ingenuo, almeno finché qualcuno non potrà confermare che Invisible Children ha ricevuto centinaia di migliaia di dollari dalla American National Christian Foundation, un'organizzazione che negli ultimi anni si è guadagnata la fama di sostenitrice dei gruppi politici di destra più omofobi e creazionisti d'America. Stranamente, la fondazione appoggia chi combatte contro Kony, ma anche il governo dell’Uganda, promotore di una durissima legge contro i gay che prevede la pena di morte per i "colpevoli".

Atmosfera da massacro in Uganda.

Congratulazioni. Invece di inviare Action Kit da 30 dollari a dementi e ciechi, Kony 2012 dovrebbe forse mandare machete e martelli, perché noi occidentali restiamo sempre i porci più falsi e terribili del mondo, e il nostro abbrutimento morale non potrà mai competere con un pazzo che si trova in qualche posto sperduto della giungla africana con un kalashnikov in mano, rosicchiando la gamba mozzata di un bambino.

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