FYI.

This story is over 5 years old.

Stuff

A colpi di cazzo mezzo moscio - Cronache di un italiano qualunque a Londra

Una nuova potenziale rubrica. Una nuova filosofia di vita.
17.4.12

Come potete immaginare, qui da VICE riceviamo con una certa costanza proposte per potenziali articoli/collaborazioni/richieste di stage. La grande maggioranza di queste proposte però è del tutto inutile rispetto al fine originario. In poche parole, è davvero difficile ricevere mail che riescano a colpire e/o a convincere del tutto. Talmente difficile che a volte ci chiediamo se la colpa non sia nostra. E quindi ci siamo detti: cosa succederebbe se accettassimo una di queste proposte, e dessimo carta bianca a uno sconosciuto che chiede di collaborare con noi? Cosa succederebbe se provassimo a sviluppare un'idea dopo averla scelta proprio in base alla sua "normalità"? In altre parole, potremmo creare una sorta di meta-rubrica in cui non è tanto la storia raccontata ad essere protagonista, quanto la retorica che, almeno in teoria, dovrebbe contraddistinguerla?

Per farlo abbiamo scelto la proposta di Tommaso, 23 anni,  "videogiornalista, ghostwriter, redattore editoriale e, prima di tutto, amante della vita e persona in cerca continua di stimoli nuovi." Il tema da lui scelto è un vero "classico", nel senso di cui parlavamo prima: il viaggio a Londra alla ricerca di fortuna. Tommaso ci ha scritto due giorni dopo essere arrivato nella capitale inglese, proponendoci una rubrica "dove racconto tutto quello che mi sta accadendo e mi accadrà nei prossimi giorni. È la storia di Londra, vista con gli occhi di un italiano come tanti, partito da casa per dare un senso a se stesso e alla sua vita. La differenza la farà il mio modo di scrivere, vedere, sentire le cose." La mail di Tommaso si conclude poi così: "Confido in una vostra risposta. Anche se negativa. In tal caso, anziché essere ignorato (secondo il tipico stile italiano), spero tanto mi mandiate semplicemente a fare in culo." 

Pubblicità

Quindi eccoci qua, alla prima puntata di questa potenziale nuova rubrica. Il titolo? "A colpi di cazzo mezzo moscio".

La mia prima volta fu a 17 anni. Un disastro, per questo me lo ricordo. Ci eravamo trovati a casa di mio padre, solo io e lei. Prima di allora, qualche toccatina pudica qua e là, senza mai spingersi oltre. Quando quel pomeriggio me la ritrovai invece nuda sul letto davanti a me, fu più uno shock che un piacere. Avete presente il tubetto di dentifricio, quando è pressoché finito ma dovete ugualmente lavarvi i denti? In quei casi si stringe l'estremità inferiore del tubetto e questo si gonfia e irrigidisce lo stretto necessario per prendere il poco dentifricio rimasto. Quel pomeriggio l'ansia superò di gran lunga l'eccitazione: applicai quindi lo stesso principio del tubetto di dentifricio. Steso sul letto, con i pochi raggi di luce che filtravano dalla tapparella abbassata, persi la verginità così, a colpi di cazzo mezzo moscio. Non ero pronto, quella volta. Ma fu importante, se non altro perché mi permise di scoprire quella che di fatto diventò poi, col tempo, una personale filosofia di vita.

Gli anni son passati, le ragazze son cambiate, il sesso è ovviamente migliorato, ma ci sono state tante altre volte in cui non mi son sentito pronto, magari non a letto, ma nella vita.

Quando sono arrivato a Londra è stato più uno shock che un piacere. Prima di oggi, qualche toccatina pudica qua e là: un lavoro comodo, ma senza prospettive economiche e di crescita, che ho mollato; la macchina, lasciata nel parcheggio dietro casa; casa di provincia, dove ho vissuto con i miei genitori per 23 anni. Poi gli amici, il calcetto del martedì sera e le altre piccole abitudini collezionate in una vita pigra e al di sotto delle mie ambizioni. Non ho messo alcun tubetto di dentifricio in valigia. La notte prima della partenza l'ho passata in compagnia della bilancia; ci son salito su, quasi a voler quantificare in qualche modo quello che Tommaso Agosta è potuto diventare col tempo. Poi mi son caricato sopra la testa l'enorme valigia, con dentro una vita, e ho controllato che il peso non superasse il limite.

No, non sono pronto. Ma non è un problema, perché io non mi sono mai sentito veramente pronto. Però sono sempre andato avanti. E ho imparato a farlo quel pomeriggio. Poco importa se l'ansia supererà di gran lunga l'eccitazione. Se necessario, mi farò spazio a Londra nello stesso modo in cui, negli ultimi anni, mi son fatto spazio nella vita: a colpi di cazzo mezzo moscio.

Chissà come si traduce in inglese.