Lo strano caso del comico di Zelig diventato un senzatetto

Dopo aver lavorato a Zelig, Roberto Sassetti è diventato un senzatetto. La storia di com'è caduto in disgrazia è davvero assurda.
7.7.16

Non so per quale motivo stia succedendo, ma negli ultimi giorni su YouTube ha preso a girare tantissimo un vecchio video piuttosto particolare. Si intitola, "Da comico di Zelig a senzatetto, e sai perché?" ed è stato caricato nell'aprile 2012 insieme ad altri tre video dello stesso autore che ne sono la prosecuzione—in pratica, un video unico di 40 minuti diviso in quattro parti registrate in momenti diversi.

Nel primo video c'è un uomo con una felpa nera, seduto su una sedia di plastica da esterni. Ha il viso scavato, i capelli lunghi legati in una coda e un plico di fogli in mano. "Mi chiamo Roberto Sassetti e di mestiere faccio l'attore e il comico professionista," dice, alternando gli sguardi tra l'obiettivo e il testo che si è preparato. "Il mio numero di telefono è 339*******. Questo video dura dieci minuti, e dirò la trama della mia storia vera."

Quello che segue non è altro che un lungo monologo in cui Sassetti alterna una lunga enumerazione delle esperienze, dei successi e dei riconoscimenti che ha ottenuto nella sua carriera e un'altrettanto lunga analisi sulla sua situazione di miseria che lo costringe a vivere in una roulotte dopo aver girato i ricoveri per senzatetto di tutta Italia, ritrovandosi spesso a mangiare dalla spazzatura.

Il fatto che il video sia diventato virale solo quattro anni dopo la sua pubblicazione è di per sé piuttosto strano. Qualcuno deve averlo riscoperto qualche settimana fa, perché la maggior parte delle visualizzazioni—oltre 400mila, e crescono a vista d'occhio—sono dell'ultimo periodo. Ma ancora più strana è la storia del suo autore.

Stando a quanto dice nei suoi video, Roberto Sassetti ha lavorato per anni in televisione—dal 1997 fino ai primi Duemila—partecipando a trasmissioni come Zelig e Buona Domenica accanto ai nomi più noti dello spettacolo—"per citarne alcuni: Teo Mammuccari, Lorella Cuccarini, Massimo Lopez, Gerry Scotti, Paola Barale e molti altri."

Eppure, su internet si trovano ben poche tracce di lui—la sola conferma delle sue esperienze viene dal sito dell'agenzia che l'ha rappresentato almeno fino ai primi anni Duemila. Come animatore di studio, Sassetti ha fatto Buona Domenica, Tira e Molla, Trenta ore per la vita e Miss Mondo, e ha recitato ruoli minori in Un posto al sole, SPQR e Il signor 15 palle. Oltre alla televisione ha fatto anche cabaret e tour comici: stando a un commentatore YouTube che dice di averlo conosciuto, era particolarmente bravo e in molti lo definivano "l'altra faccia di Benigni."

A un certo punto—a suo dire—il mondo dello spettacolo lo avrebbe abbandonato. Il motivo non è ben chiaro, così come non è chiaro nemmeno cosa gli sia successo dopo e come sia finito in mezzo a una strada. Mettendo insieme le sue testimonianze e le poche tracce che si trovano di lui, però, si riesce a farsi un'idea.

Nei primi anni Duemila Sassetti sembrava sul punto di fare il grande salto nel mondo dello spettacolo: aveva ottenuto diversi ruoli al di fuori dell'animatore di studio e si esibiva con discreto successo in locali e teatri minori di tutta Italia. A quel punto, afferma, "iniziai giorno dopo giorno a tentare di diventare originale" per abbandonare la comicità fatta di battute facili. Per essere originale si sarebbe messo a studiare fisica nucleare "anche 23 ore al giorno."

A quel punto non è chiaro cosa sia successo. Sta di fatto che, a quanto pare, Sassetti avrebbe iniziato a formulare strane teorie pseudo-scientifiche e a parlare dell'imminente fine del mondo. Avrebbe anche iniziato a girare l'Italia per diffondere queste teorie e cercato di contattare studiosi e scienziati con cui discuterle, venendo sempre ignorato.

Nel 2006 è a La Spezia, dove cerca di diffondere le sue idee tramite dei cartelli manoscritti che attacca sulle saracinesche dei negozi chiusi. I suoi discorsi sono confusionari, e non è chiaro da cosa sia ossessionato. Intervistato da un blog locale, afferma di aver trovato "la soluzione che da tempo gli studiosi stanno cercando" e spiega che "attribuendo dei simboli matematici al DNA umano e mettendoli in relazione con i simboli matematici (…) ci sarà la grande unificazione."

"L'ho conosciuto come comico e ora non mi fa più ridere," scrive l'autore di un post del 2007 che racconta questa parte della vicenda. "Anche durante due spettacoli che gli avevo organizzato quest'estate ha ripetuto le sue paure, le sue convinzioni catastrofiste."

Nel 2007 Sassetti avrebbe pubblicato sul suo sito RobertoSassetti.com (oggi scomparso e non disponibile nemmeno tramite Internet Archive) un video di quasi tre ore in cui parlava di "oltre 20 previsioni azzeccate" che a suo dire aveva fatto a personaggi del mondo dello spettacolo come Maurizio Costanzo. Secondo queste previsioni, entro il 31 agosto 2008 ci sarebbero dovuti essere "da 100 milioni a 1,5 miliardi di morti" per una catastrofe provocata dall'acqua ed entro la fine del 2011 sarebbe dovuto morire il 98 percento dell'umanità.

Un'altra traccia di Sassetti in quel periodo è questo topic di un forum in cui un utente, nel 2007, racconta di averlo incontrato e lo descrive—con ovvia ironia—come "un uomo che la Storia ricorderà (…) il Genio allo stato puro." "Quest'uomo prevede matematicamente le sciagure, ha risolto il problema del buco dell'Ozono e ha trovato la chiave del business perfetto. Sono da allora e sarò per sempre un suo devoto fedelissimo."

Secondo Sassetti—che in quel periodo si definiva "un genio della fisica atomica"—l'unica persona in grado di salvare il mondo era proprio lui stesso, perché aveva "unificato in una sola scienza esatta le seguenti scienze: fisica classica, fisica atomica, astrofisica, biologia, genetica" e così facendo aveva trovato "la sola e unica causa e la sola e unica soluzione del 'problema' catastrofi naturali." Questa causa era la guerra, per cui Sassetti propaganda la pace e la cessazione di ogni forma di violenza.

Di lì a poco, Sassetti finisce in mezzo a una strada e si ritrova a vivere prima negli spogliatoio di un centro sportivo in disuso e poi in diversi ricoveri per senzatetto di tutta Italia. Nel video, racconta questa parte della sua storia citando come testimoni le centinaia di persone che ha incontrato nei ricoveri. Alla fine, nel 2010, arriva in Sardegna e nel 2011 si ritrova a vivere in una roulotte a Tortolì, in provincia di Nuoro. È qui che gira e carica su YouTube i suoi video. "Non avrei mai immaginato di fare questa fine," dice all'Unione Sarda. "Ho una profonda cultura: io non sono un cervello in fuga, è il sistema italiano in fuga dai cervelli."

Secondo lo stesso articolo, in quel periodo Sassetti vive in "un carrozzone di dieci metri" nascosto tra "canne di bambù e qualche salice piangente, quasi a voler[si] nascondere," dove "custodisce tutti i suoi averi: un televisore d'altri tempi, indumenti ammucchiati, riviste, vecchi numeri di Topolino e un pallone." Va in giro con un pigiama slabbrato, in pantofole, con i lunghi capelli brizzolati raccolti in una coda—non molto diverso da come lo si vede nei video. Dice di non farsi una doccia calda da due anni, di aver perso la fidanzata che voleva sposarlo e di avere una figlia che non sa nulla della sua condizione.

In un altro video, Sassetti appare in condizioni simili. Ha un giubbotto rosso e una camicia a quadri, e quando ride si vede chiaramente che gli mancano dei denti. In questo video non ripercorre la sua carriera ma si lancia in discorsi pseudo-complottisti sugli alieni, la mafia, la politica, lo spread e l'economia globale.

Stando al suo racconto, la vera ragione della discesa nell'indigenza di Sassetti sarebbe stata la sua volontà di "proporre uno spettacolo culturalmente di valore, non un semplice intrattenimento comico"—che sarebbe poi il motivo iniziale per cui si era messo a studiare fisica nucleare. Nel 2012 quest'obiettivo è raggiunto: verso la fine del primo video, Sassetti dice di aver preparato uno spettacolo "che dura ore e ore" in cui spiega "fisica classica, fisica nucleare, astrofisica, biologia e genetica, legate tra di loro con un discorso logicamente e scientificamente consequenziale" e in più facendo ridere.

Ed è proprio questo spettacolo la vera ragione per cui ha realizzato i suoi video—che sembrano un prodotto a metà tra spot promozionali e richieste di aiuto. Le parti in cui enumera tutti gli apprezzamenti e i successi ottenuti in carriera e quelle in cui racconta la sua caduta in disgrazia servono a introdurre lo spettacolo, e nei video successivi al primo dedica molto tempo a presentarlo e insieme a esporre le sue teorie: "guardando questo spettacolo usciresti dalla sala comprendendo il funzionamento dell'universo e dell'infinito in rapporto al vivere quotidiano," ripete spesso.

"Cerco un uomo d'affari che mi presti una telecamera a circuito chiuso per una decina di ore," dice nel terzo video, "vengo gratis, non chiedo niente, dormirò per terra—l'ho già fatto. Io sono convinto che se guardi il mio spettacolo per una decina di ore lo amerai," conclude—come se stesse parlando di Infinite Jest.

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