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reportage

Mi hanno appena rilasciato da una prigione bielorussa

Dieci giorni in un carcere bielorusso. Non è stato piacevole per un cazzo.
01 agosto 2011, 10:58am
Tutte le foto di Anton Motolko.

Non so se la voce è giunta anche a voi, ma la Bielorussia è un bel casino al momento. Alexander Lukashenko ha trasformato uno Stato democratico in una dittatura repressiva. Il popolo ha risposto manifestando pacificamente. Un paio di settimane fa, un nostro amico di Minsk è stato arrestato durante una di queste manifestazioni, ed ha trascorso gli ultimi dieci giorni in galera. Il giorno del rilascio l'abbiamo contattato. Ovviamente, ha voluto restare anonimo.

VICE: Sei appena uscito di prigione?
ANON: Si, sono stato rilasciato questa mattina.

Perché sei stato arrestato?
Bé, nella piazza centrale di Minsk si stanno tenendo diverse manifestazioni. I manifestanti non portano né bandiere né manifesti—se ne stanno in silenzio, e a volte, applaudono. Le prime due manifestazioni sono andate bene, poi la polizia ha cominciato ad arrestare gente a caso. Così abbiamo cominciato a sparpagliarci per tutte le piazze dei quartieri di Minsk.

La scorsa settimana ho partecipato ad una manifestazione. Era nel mio quartiere. C'erano 200 manifestanti ed un piccolo gruppo di poliziotti in abiti civili intenti a riprenderli. Dopo un po', hanno afferrato un ragazzo che stava applaudendo, trascinandolo verso un furgone privo di contrassegni. È sembrato più un rapimento che un arresto. Assieme al ragazzo c'era la madre, e mentre questi veniva portato via, lei ha cominciato ad urlare e piangere. I presenti hanno cominciato a difenderlo.

Hanno cercato di fermare la polizia?
Si, be', per tipo cinque minuti. Quando la gente si è accorta che i manifestanti stavano affrontando la polizia, sono partiti gli applausi, e i poliziotti hanno cominciato a prendere persone a caso, tra cui un ragazzo in bicicletta, che passava di lì e stava fotografando la scena. Ho voluto aiutarlo, afferrando il poliziotto da dietro e buttandolo a terra, ma un minuto dopo mi ricordo solo dei poliziotti che mi trascinavano nel furgone.

Cosa è successo dopo?
Dopo 200 metri mi hanno ordinato di scendere dal furgone—quella è stata la prima volta che ho visto un poliziotto in uniforme. Mi hanno trasferito in un mezzo più grande. Eravamo in 12, inclusa la donna in lacrime, suo figlio, e il ragazzo in bicicletta.

Ci hanno portato alla stazione di polizia. Non ci è stato permesso di telefonare a nessuno. Per colpa del poliziotto a terra erano molto incazzati con me. Mi hanno schiaffeggiato e preso a pugni nello stomaco. Un poliziotto mi ha chiesto, "Sei un drogato?" ed io ho risposto, "No." E lui ha detto, "Credo che tu sia un drogato. Dell'eroina potrebbe saltare fuori in ogni momento, lo sai. Possiamo trovartela addosso, o nel tuo appartamento." Mi sono molto spaventato, in Bielorussia esistono leggi molte severe in materia di droga.

Poi ti hanno messo in cella?
Bé, dopo aver redatto 12 verbali identici ci hanno rinchiuso ad Akrestina, una nota prigione di Minsk. Non era così male, faceva caldo e l'edificio era molto vecchio, il problema è stato essere stipati in sette persone in un'unica cella, senza letti a sufficienza e senza finestre.

Il giorno successivo ci hanno portato in tribunale. Avrebbe dovuto essere un processo pubblico, ma sono capitato durante la pausa pranzo. Nessuno dei miei amici e familiari è potuto venire. Eravamo io, il poliziotto di guardia, il giudice ed un segretario del tribunale. Pendevano due accuse nei miei confronti. Il giudice mi ha chiesto cosa fosse realmente successo, e io glie l'ho detto. Mi sono stati dati 10 giorni di prigione e il tutto è durato meno di 30 minuti.

Come ti è sembrata il giudice? Dispiaciuto per la sentenza?
No. Non tutti i nazisti incaricati di arrestare gli ebrei odiavano gli ebrei—facevano parte di un sistema e rispondevano agli ordini. Anche il mio giudice rispondeva ad ordini precisi. Dopo aver sentenziato dieci giorni di carcere ha semplicemente alzato lo sguardo dicendo, "Oh dio, non ho ancora pranzato." Tutto qua. Non c'è stato né astio né odio. Solo indifferenza. Che strano, sono stato arrestato per insulti a pubblico ufficiale, io ho solo agitato le mani.

Meglio che essere arrestati per assalto a pubblico ufficiale. Dove ti hanno portato dopo?
Ci hanno riportato in cella. I primi cinque giorni li ho trascorsi con altri cinque detenuti. Il resto della pena l'ho scontato in un'altra prigione, in cui venivano stipate dieci persone per cella. Per fortuna eravamo tutti manifestanti. Non ci hanno mischiato con gli altri detenuti.

Come avete passato il tempo?
Abbiamo letto giornali e fatto parole crociate. Ad un certo punto però cominci ad andare fuori di testa. Voglio dire, non fai altro che camminare intorno al tavolo.

La polizia vi ha minacciato mentre eravate dentro?
Non proprio. Le guardie erano tipi a posto.

Quindi, i poliziotti per strada sono dei violenti, mentre tutti gli altri fanno solo il loro lavoro?
Sì. Quando ci stavano trasportando da Radin a Minsk il poliziotto in abiti civili ci disse di essere stato incaricato di arrestare i manifestanti. Credeva protestassimo per soldi. Era assolutamente certo che venissimo pagati per farlo. Gli hanno fatto il lavaggio del cervello.

Erano bielorussi?
Credo proprio di si.

Questa esperienza ti ha convinto a fare un passo indietro o a protestare ancora di più?
Se il tipo alla stazione di polizia non avesse accennato all'eroina, oggi protesterei ancora di più. Tutta quella faccenda sulle droghe mi spaventa molto.

Pensi che queste manifestazioni serviranno a qualcosa?
Secondo me, le manifestazioni pacifiche sono inutili. Ci pestano, ci mettono in prigione e ci rilasciano. Tutto qui. Poi torniamo a protestare e tutto ricomincia, pestaggi ed arresti. Non funziona. Non credo che la gente sia pronta a combattere. Sono pronti a protestare pacificamente, ma non sono pronti a combattere. Credo che il nostro Presidente non se ne andrà senza combattere. È più o meno la stessa storia di Gheddafi e della Libia.

Credo che i bielorussi abbiano molto più da perdere dei libici.
Già. Voglio dire, nessuno sta morendo di fame, non ancora. Fino a quando la gente avrà qualcosa da mangiare, non protesterà. È come se il popolo fosse in attesa di una qualche figura politica forte, che lo guidi. La gente non vede il motivo di starsene per strada ad applaudire. Il fatto è che le figure politiche forti, ad oggi, sono o in carcere o morte. Non c'è nessuno a guidare il popolo.

Credi che un leader emergerà quest'anno? O ci vorrà più tempo?
La nostra moneta si è svalutata del 66% e tutti prevedono che il rublio subirà altri rallentamenti. Alcuni si aspettano grandi cambiamenti dalle proteste del prossimo autunno. Io non ne sono così sicuro.

Grazie, davvero. Buona fortuna.