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Siamo andati ad Atene a piangere per un giorno intero

"From Italy to Greece, one solution: revolution"
20.10.11
Elektra Kotsoni, Hugo Donkin, Henry Langston e Alex Mille. Tutte le foto di Henry Langston.

Fottuti lacrimogeni. Il mio giubbotto e i miei capelli ne sono pieni, e le mie narici in pratica sono Dresda e Nagasaki. Odio quei cazzo di lacrimogeni; la polizia greca, invece, sembra adorarli. Ieri e oggi, nel centro di Atene, hanno risposto ai più di 100.000 manifestanti alla loro solita maniera: attaccandoli con decine di candelotti di quella merda schifosa.

Siamo in Grecia da tre giorni ormai, a filmare per VICE. Prima di partire, pensavo che avrei assistio a una versione un po' più estrema delle manifestazioni di Londra. Pensavo che gli anarchici e la gente normale formassero due gruppi distinti, sospettosi e poco amichevoli gli uni con gli altri. Ma questa settimana la Grecia mi ha sorpreso. I tassisti celebravano la virtù di chiunque provasse il desiderio di combattere il governo e l'austerità da esso imposta, nata dalla corruzione e dall'inefficienza. "Spero che i giovani figli della Grecia non vadano a letto per una settimana," ci ha detto un tizio sulla cinquantina. Ha aggiunto anche che aveva comprato un elmetto e che più tardi si sarebbe unito a noi.

Ieri, nel campo di battaglia che era piazza Syntagma, c'erano circa 200.000 greci, incazzati con i poliziotti per decenni di violenza. Squatter vestiti di nero combattevano al fianco di uomini che li avrebbero presi a mazzate durate la rivoluzione del 1974.

Dopo cinque ore di risse, era facile farsi trasportare e pensare d'essere sull'orlo del baratro. Dopotutto, la storia di questo Paese è fatta di destituzioni di leader che hanno incasinato le cose. Donne sugli ottanta facevano i complimenti ad adolescenti con le toppe dei Misfits, dei vecchi raccoglievano i cocci dei vasi di fiori per usarli come armi e dei punk senza volto distruggevano muri e spartitraffico.

La protesta era iniziata alle 10 di mattina. Noi eravamo a Eksarchia, che i media hanno soprannominato il "covo degli anarchici." In pratica, è tutto ciò che Camden Town avrebbe voluto essere negli anni Ottanta. Una zona in cui la polizia non mette piede, in cui gli squat confinano con gli edifici occupati. Da qui sono arrivati marciando gli anarchici, gli studenti e altri uomini di sinistra più avanti con gli anni. Qui si sono incontrati con gli esponenti di altri movimenti politici, la cui linea di pensiero sinceramente mi sfugge.

Dopo un'ora a Syntagma, stracolma di gente, si è formata una fila di comunisti per proteggere i manifestanti a piedi dalla polizia e dagli anarchici. Dopo circa 45 minuti, hanno levato le tende. "State attenti, gli stalinisti se ne sono andati e ora la situazione è fuori controllo," ci ha avvisati un ateniese un po' più saggio mentre io, Elektra Kotsoni e Hugo Donkin di VICE ce ne stavamo in una vietta laterale, con le maschere anti-gas addosso, dopo che il primo scontro si era concluso. Intorno a noi uomini e donne di mezza età passavano, sbuffando per l'ennesimo episodio di guerriglia nel centro della loro città.

Tutto intorno a Syntagma l'aria era piena di gas, che ci accecava e respingeva la folla. Se avessimo provato ad avanzare, la polizia avrebbe lanciato i candelotti e ci avrebbe costretti a indietreggiare, accecati e in preda alla tosse. Gente con lo spray alcalino correva in giro a spruzzarlo sugli occhi dei manifestanti per alleviare gli effetti del gas, e io mi stavo sinceramente pentendo di non aver speso più di sette euro per la maschera anti-gas. Quando gli occhi tornavano alla normalità, la folla provava a tornare alla carica, con pezzi di marmo provenienti dai muri delle banche.

Le frequenti esplosioni erano salutate con urla di gioia, un respiro e poi una scarica di panico prima di fuggire da un'ondata di gas e manganelli. Ma poi la folla si ricompattava. Se non sei un giornalista, è una situazione favorevole. Ma se hai una telecamera, come hanno scoperto a proprie spese Hugo e il fotografo di VICE Henry Langston, sei fottuto. Tutti qui odiano la stampa. È facile capire perché: tutti pensano che i media greci sminuiscano le rivolte e non ne parlino abbastanza. Ok, ma dovevate proprio fracassare la telecamera di Hugo con un palo di ferro? E dovevate proprio rincorrere Henry per una distesa di spazzatura incendiata? Be', almeno nessuno ha dato fastidio a me ed Elektra.

Oggi il Parlamento voterà le nuove misure di austerità che hanno causato questa ondata di rabbia (oltre ad anni e anni di violenze da parte della polizia e di corruzione politica) e sicuramente saranno approvate, altrimenti il Paese non prenderà un soldo dai tedeschi. Non so qual'è la soluzione ai problemi della Grecia, ma so che tutta questa gente si riunirà ancora davanti al Parlamento, e non sarà niente di tranquillo.

Quando corri in giro tutto il giorno e vedi in continuazione poliziotti che picchiano donne, (giustamente) non puoi che odiare l'uomo dietro allo scudo antisommossa che ti tira addosso le pietre. Quindi forse non ho un'opinione imparziale, e potrei lasciarmi andare a paragoni familiari per una situazione che mi è totalmente estranea, ma mi è sembrato che in questa città in rovina tutti siano dei giovani ragazzi di colore di Tottenham. I giovani e i vecchi si sentono minacciati da una forza di polizia di cui non si fidano e abbandonati dall'economia. Ed è per questo che gli anarchici qui non sono emarginati. Di sicuro non sono i portavoce dell'intera popolazione, ma quando combatti contro gente armata, 2000 adolescenti con controcoglioni e Molotov sono degli alleati ideali.

Comunque, vedremo come andrà a finire. Secondo me, molto male.