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Ci siamo fatti un bagno con Stoya

Stoya non capitava da un po' sulle pagine di VICE, ma questo non significa che non fosse occupata. Abbiamo parlato del suo nuovo progetto TRENCHCOATx, del futuro del porno e del suo pubblico.

di Lucie Allouche
10 marzo 2015, 12:06pm

Foto: Anny Lutwak, assistente Emma Christ
Trucco e capelli: Boomie Gjidija
Moda: Maggie Dunlap

Stoya non capitava da un po' sulle pagine di VICE, ma questo non significa che non fosse occupata. Oltre ad aver vinto un XBIZ award e a gestire una rubrica su Refinery29, l'attrice è infatti entrata nel mondo degli affari con il suo nuovo progetto TRENCHCOATx.

Creato insieme alla collega Kayden Kross, il sito è una piattaforma video simile a iTunes o Vimeo Premium che si propone di offrire contenuti in formato pay-per-scene. Ho avuto la possibilità di incontrare Stoya e discutere del suo progetto, e già che c'eravamo (è pur sempre Stoya, ragazzi) abbiamo anche scattato qualche foto.

VICE: Secondo te stiamo entrando in una fase in cui le pornostar possono effettivamente essere considerate artisti e operare in altri ambiti dell'arte?
Stoya:
Spero che ci si stia muovendo verso un punto in cui è normale che le pornostar facciano anche altre cose. Come un James Franco che fa tante cose diverse. Ma se guardi alla storia della pornografia moderna, i media scelgono solo una star alla volta, e dicono cose tipo, "Ecco, lei è una pornostar e allo stesso tempo...." oppure "è una pornostar ma anche..." Non hai il controllo sul titolo che viene scelto, né su cosa viene citato e ripubblicato e quanto poi possa circolare.

So che non dichiari di fare porno femminista, ma vieni indicata da più parti come una figura femminista, e sul tuo nuovo sito ci sono termini come "genderqueer hero." Perché, secondo te, vieni vista in questi termini?
Sto molto attenta al modo in cui mi definisco, perché nel momento stesso in cui una persona viene identificata come femminista, per esempio, si ritrova con una metaforica bandiera rossa che dice, "Tumblr! Sono qui! Venite a demolirmi!" Il femminismo ha tutta una serie di sfumature, e quello che ho fatto per Digital Playground non è certamente un atto di femminismo. Ma all'epoca della mia prima esperienza da regista mi è capitato di far vedere il materiale a un'amica, e ricordo che lei mi ha fatto un commento del tipo, "Ti rendi conto che alla fine di ogni scena si vede la donna, una donna che è felice, mentre gli uomini sono sullo sfondo? Sembra voler lanciare un messaggio sull'inutilità dell'uomo." Ecco, per certi versi questo potrebbe essere porno femminista, ma sostanzialmente non c'erano molte differenze nella tipologia di corpi rappresentati. Quindi il femminismo.... è una faccenda complicata.

Cosa ti piace di più del dirigere film porno per TRENCHCOATx?
Sono sicura che con il tempo e l'esperienza le cose cambieranno, ma ora come ora la cosa che mi piace di più è la possibilità di sperimentare. Se il mio istinto mi dice di fare una cosa, posso provarci. E se non va, l'unica persona a cui devo rispondere oltre a me stessa è Kayden. Dato che abbiamo un rapporto più da pari, non gerarchico, possiamo confrontarci immediatamente. Questo significa che non c'è quel meccanismo di richieste di autorizzazioni da una parte e valutazione dall'altra tipico del rapporto tra capo e sottoposti.

Qual è la differenza tra TRENCHCOATx e altri siti d'intrattenimento per adulti?
Per me, il consumatore deve avere un'esperienza à la carte: pagare una somma (a nostro avviso giusta) per il video che vuole vedere, senza addebiti o che. Uno dei vantaggi della modalità pay-per-scene è la possibilità di mandare avanti una serie per il tempo necessario. Se un determinato concetto riesce ancora a divertire dopo 79 episodi, allora possiamo farne un ottantesimo. In questo modo possiamo testare varie cose e vedere come vanno, mentre se hai un sito che offre un abbonamento mensile devi obbligatoriamente veicolare una serie di contenuti a cadenza regolare e con una stessa formula ed estetica.

Che tipo di pubblico hai?
Ancora non lo so. Personalmente non credo nel porno "per donne" o "per uomini", e abbiamo scelto di indirizzarci su contenuti un po' più ampi rispetto a quelle categorie con un seguito fedele ma ancora di nicchia tipo "persone a cui piacciono i porno girati in POV, con un sacco di contatto visivo in camera." Col tempo riusciremo certamente a farci un'idea del nostro pubblico.

Pensi sia il futuro del porno?
Ah! Chissà. Il futuro è interessante, perché una volta che ci arriviamo c'è tutta una serie di nuovi futuri possibili. Uno dei principali punti di forza dell'intrattenimento per adulti è da sempre la sua capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di gusto, tendenze e tecnologie. Quindi o faremo parte del futuro del porno o ci schianteremo e bruceremo e qualcuno prenderà le buone idee dalle nostre carcasse e ci combinerà qualcosa.

Cosa speri di ottenere col sito?
Ora come ora, lo scopo immediato è quello di recuperare gli investimenti iniziali e mettersi in pari. Ci piace quello che facciamo e vogliamo continuare a farlo in modo professionale. E col capitalismo e ciò che ne consegue, avere il controllo di produzione e distribuzione sembra la strada migliore.

Stavo dando un'occhiata al sito, e l'impressione è di poter guardare i video senza dovermi necessariamente masturbare. Anche se sono molto eccitanti.
Non so come rispondere, se non dicendoti grazie.

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