“Dietro ogni ritratto si nasconde un autoritratto del fotografo"

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“Dietro ogni ritratto si nasconde un autoritratto del fotografo"

Mi ha risposto così il fotografo Park Sung Jin quando gli ho chiesto perché ha deciso di realizzare Kid Nostalgia , il suo progetto sugli adolescenti di Seul.
14 aprile 2015, 8:36am

"Dietro ogni ritratto si nasconde un autoritratto del fotografo." Mi ha risposto così il fotografo Park Sung Jin quando gli ho chiesto perché ha deciso di realizzare Kid Nostalgia , il suo progetto sugli adolescenti di Seul. In effetti questa semplice frase rende bene l'idea del suo progetto, e soprattutto mi ha fatto capire qualcosa su di lui. Riassume chi è e chi è stato, meglio di quanto possa fare qualsiasi foglio con su scritto che è nato a Seul, in Corea del Sud, o che si è laureato nel 2011 alla Pratt, dove ha studiato arte e fotografia. Ovviamente non va intesa alla lettera—se così fosse, diventerebbe un progetto piuttosto noioso.

Oggi Sung non è un adolescente che vaga per le strade di Seul, ma un fotografo vero e proprio, e probabilmente questo progetto è una proiezione di se stesso, di qualcosa che ha fatto parte della sua vita e che lo attrae magneticamente. Personalmente, mi colpisce come il filtro di uno sguardo altrui abbia il potere di cambiare la nostra prospettiva su tutto ciò che vediamo. Sung dice di essere attratto dalla sensazione di libertà che trasmettono quei ragazzi, libertà che la maggior parte della gente perde con il passare dell'età.

Da qui credo derivi la nostalgia di questi scatti, la cui bellezza mi ha sedotta dall'istante stesso in cui li ho visti, un paio di mesi fa. Mi piace soprattutto la tensione, non solo delle immagini, ma del sentimento che contraddistingue l'adolescenza.

Al tempo stesso, i ragazzi di queste foto sono naturali, si mettono a nudo, dialogano con la macchina fotografica. La conversazione con Sung ha confermato la mia teoria. Camminava per le strade di Seul, incontrava i giovani, li conosceva e sceglieva quelli con cui avvertiva una connessione particolare. Dice che a volte aveva la sensazione che fossero loro stessi a voler essere fotografati, come se sapessero che li stava cercando, e si venivano in contro.

Anche Daniella è una fotografa. Per vedere i suoi scatti, vai qui.