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Vice Blog

Il Cairo è in fiamme

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di it
28 gennaio 2011, 6:11pm

Come già sapete, al Cairo sono cazzi amari per tutti. Molta gente del luogo, dopo decenni di repressione statale e corruzione, sta denunciando il proprio malcontento, sotto forma di lotte in strada contro la polizia.

Ci sono segnalazioni di velivoli governativi che decollano senza il consenso dell'aeroporto del Cairo. Il tutto sembrerebbe suggerirci che la rivoluzione nordafricana sia davvero seria quanto ci appariva dall'hype. Il 15 gennaio, in Tunisia, è stato deposto Ben Ali, e l'egiziano Hosni Mubarak sembra proprio il secondo despota africano ad essere spodestato dal trono nel giro di un paio di settimane. Se fossi nei panni del Colonnello Gheddafi, a quest'ora sarei su un aereo diretto in Brasile con la testa nascosta nel generoso seno della mia infermiera ucraina.

In ogni caso, gli scontri al Cairo sono già stati immortalati in clip come queste, che sono riuscite ad aggirare lo sbarramento di internet da parte del governo.

Scene come questa si ripetono ogni mezz'ora, nel centro del Cairo, perciò non è difficile capire le ragioni per cui alcuni già parlano della protesta come una Tianamnen egiziana. Ma, dove il massacro degli studenti di Pechino si limitava a una sola nazione, i disordini in Tunisia e in Egitto potrebbero essere l'inizio di un processo che vedrà cadere, come pezzi del domino, i regimi autocratici nordafricani. Chissà. Potrebbe essere l'inizio di un continente tutto nuovo.

Ho parlato con la mia amica Shima, che ieri era a manifestare insieme a sua sorella. Mentre entrambe erano a terra, venivano calpestate e cercavano di non soffocare per i gas lacrimogeni, questo candelotto lacrimogeno le è rimbalzato addosso e l'ha fatta sanguinare.

"Non avevo mai visto, nella mia vita, così tanti egiziani riuniti insieme," mi ha detto. "Non potevo crederci. Hanno detto che non si vedevano numeri del genere da più di trent'anni.

"C'erano più di 70.000 persone, in Piazza della Liberazione, quando sono andata lì per protestare. Forse eravamo anche più di 70.000: si riuscivano a vedere, sulla linea dell'orizzonte, persone di tutte le classi sociali, e tutto accadeva molto spontaneamente. Non c'erano conflitti tra partiti politici, e posso dire che è stata una rivoluzione del popolo nella sua totalità. Guidata dai giovani."

"I media del governo diffondono continuamente informazioni false, e i giornali continuano a dire che siamo una minoranza, il che è piuttosto frustrante."

"Ho sempre vissuto male il mio essere egiziana: mi sentivo debole, oppressa, pessimista, e piena di vergogna, ma quella giornata ha cambiato di 180 gradi le mie prospettive e le mie sensazioni. È la prima volta che mi sento davvero orgogliosa di me, della mia gente, e sono ottimista riguardo al futuro.

"È solo dopo aver provato tutto questo che la paura, la disperaizone, la vergogna e la rabbia che un tempo avevo per il mio Paese si sono dissolti. Continuerò a far sentire la mia voce, in strada."

Mi chiedo cosa ne pensi Israele di tutto questo. Pensare alla fine del mondo non è molto divertente, eh? Per dare una mano alla vostra immaginazione, ecco alcune foto.

PAROLE: ALEX HOBAN

FOTO: BELAL KAMAL, AL-SHIMAA' HAIDAR e ZUPHIT FIDELMAN