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Il video di Bollate descrive l'Italia di oggi

Nel momento in cui scrivo il video del pestaggio è appena stato rimosso da Facebook, dopo essere stato condiviso da più di 100.000 persone, visto probabilmente da milioni e ripreso su ogni sito di informazione. Come mai ha generato così tanto clamore e...

di Lorenzo Mapelli
07 febbraio 2014, 3:02pm

Quello che vedete qui sopra è uno still da un video che ha cominciato a circolare ieri mattina. Si tratta di un'aggressione di una minorenne nei confronti di un'altra, avvenuta all'uscita di una scuola superiore a Bollate, in provincia di Milano. 

Nel momento in cui scrivo il video è appena stato rimosso da facebook, dopo essere stato condiviso da più di 100.000 persone. Questo significa che a vederlo sono stati in milioni. Per chi non l'avesse fatto e non avesse alcuna voglia di farlo, si tratta di riprese, ovviamente realizzate con smartphone, di una ragazza che viene picchiata da una coetanea per circa un minuto. Le motivazioni, a quanto pare, sono di carattere sentimentale. A una prima visione lo stupore generato dal video e la conseguente diffusione non derivano dalle botte in sé, quanto dal fatto che nessuno dei presenti abbia pensato di intervenire nonostante la ragazza aggredita invocasse aiuto urlando. Gli altri ragazzi stavano semplicemente lì, alcuni riprendevano, incitando ulteriormente la ragazza che menava, altri ancora semplicemente guardavano. 

Quello che accade nel video in effetti è piuttosto forte, ma a pensarci un attimo, per quanto terribile, non ha nulla di realmente nuovo. Il bullismo esiste, il pubblico che si gode lo spettacolo prima di intervenire anche, così come il fatto di riprendere il tutto con il cellulare non è abitudine recente. Internet è pieno di video del genere, filmati che incorporano due elementi chiave: la violenza tra ragazzi e il fatto che chi riprende, e chi gli sta vicino, lo faccia con la consapevolezza che il video finirà su internet e di conseguenza agisca come se fosse già passato alla fase successiva, ovvero a ricreazione, a guardare il video con gli amici sull'iPhone e commentare con il distacco di chi non c'entra e non conosce le persone coinvolte.

Il pubblico americano, così come quello di molti altri Paesi, conosce fin troppo bene video del genere, e lo stesso vale per chiunque abbia fatto un giro su internet al di fuori del recinto dei Preferiti. Quello in questione verrebbe persino considerato "soft" per gli standard di WorldStarHipHop, sito frequentato giornalmente da milioni di persone—non solo da lunatici che passano il tempo a guardare disgrazie altrui—a cui vengono inviati talmente tanti filmati di risse che ogni settimana esce un recap con le migliori cinque. 

A una riflessione successiva, non è tanto l'indifferenza divertita degli spettatori a sorprendere di più, ma il fatto che sia stato girato nella normalissima provincia Italiana e non nei ghetti di Atlanta, o all'uscita di una scuola nel South Side di Chicago. Io stesso sono rimasto piuttosto colpito dalla somiglianza con i video di WSHH, uguali in tutto e per tutto se non per il particolare che qui chi riprende urla "Zio, saluta il TG5" al posto "di "Worldstar baby!!!" 

Questo non è ovviamente il primo video del genere che gira in Italia, ma è probabilmente il più esemplificativo della situazione. Alcuni giornali hanno addirittura citato nei titoli il fatto che il tutto sia finito su facebook, come se questa fosse una stranezza. Non c'è nulla di strano in realtà, se non nel fatto che vedere il video e la reazione che ha scatenato ti fanno pensare il contrario di quello che avrebbero dovuto, ovvero che l'Italia, in confronto a tanti altri Peasi occidentali che consideriamo nostri corrispettivi, sia un Paese ancora relativamente "sano", dove le persone rimangono ancora scioccate di fronte a episodi del genere e sembrano distanti dalle dinamiche contemporanee di internet. 

Ricordo uno sketch in cui Louis CK racconta di quando lui e un amico vanno a prendere la cugina di quest'ultimo a una stazione di New York. La cugina viene dal New Hampshire, ha vissuto tutta la sua vita in una fattoria nella tranquilla campagna dell'East Coast,  e non è mai stata in una grande città. Appena usciti dalla stazione passano davanti a un barbone; "and we pass this homeless guy" dice Louis "and she sees him—I mean, we all passed him, but she saw him.” Lei si ferma addirittura, scioccata, e chiede al barbone, sporco e puzzolente fino alla morte, se ha bisogno di aiuto. Louis e l'amico la guardano come se fosse matta, non capendo cosa ci sia di strano nel vedere un barbone a terra in un angolo. "Oh, my God! Sir, are you okay? What happened?" chiede la cugina. E Louis risponde: "What happened? America happened. What do you mean, ‘what happened?’” Qui è più o meno la stessa cosa, con "Internet" al posto di "America" e l'Italia al posto della fattoria in New Hampshire.


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