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Frat House - Vita di confraternita

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di it
18.10.10

Essendo inglese, non ho mai capito il concetto delle confraternite all'interno dei college americani. Anzi, per essere più esatti, essendo inglese e facendo parte di quel gruppo di persone che non ha nessun interesse a bere pinte di piscio e a farsi vomitare addosso. Grazie a Dio in Europa non esistono i bulli della squadra di football che se la fanno solo con le cheerleader, né tantomeno le confraternite, che, da quello che ho potuto vedere, sono una specie di paradiso per finti duri/omosessuali repressi dove lo stupro viene inteso come una burla.

Todd Phillips, regista di commedie come Una notte da leoni, Old School, e Road Trip, ha girato il documentario Frat House (Confraternita) nel 1998. Questo è il suo secondo documentario dopo Hated: GG Allin And The Murder Junkies, prodotto nel 1993—parlare di uomini che si comportano male è il suo forte. Frat House tratta di argomenti come il tribalismo, l'abuso di potere, il machismo e altre caratteristiche maschili alquanto deplorevoli. Philips e il co-regista Andrew Gurland (che ha recentemente diretto The Virginity Hit) hanno trascorso dodici mesi infiltrandosi in varie confraternite per fare le riprese del film. All'inizio si vedono scene prevedibili di feste tra membri delle confraternite (gente che fuma il bong, donne nude sedute sulle facce dei ragazzi), ma poi i registi fanno conoscenza con alcuni membri della confraternita Beta Chi di New York, comandata da un incredibile cazzone di nome Blosson.

"Re del college" auto-proclamato, che si vanta di aver strappato a morsi teste di ratti, Blossom concede a Philips e Gurland un breve sguardo al mondo dei rituali d'iniziazione alle confraternite - un mix di violenza in stile Full Metal Jacket e massoneria folle. In seguito Blossom minaccia di ammazzare i registi e schiaffeggia Gurland, così i due decidono di proseguire il loro tour dirigendosi verso la confraternita Alpha Tau Omega, nel college di Muhlenberg in Pennsylvania. Si propongono come candidati e si iscrivono al rito di iniziazione, lungo dieci settimane, e finalmente riescono a girare scene interessanti. Phillips finisce per essere sbattuto in una gabbia per cani e coperto di birra, cenere e sputi, mentre Gurland viene ricoverato per problemi di stomaco.

Frat House è stato commissionato dalla HBO, ma non è mai andato in onda. In seguito a una proiezione al Sundance Festival, gli studenti ripresi nel film hanno accusato i registi di avere organizzato le scene con l'inganno. Phillips e Gurland hanno smentito le accuse, affermando che i ragazzi stavano semplicemente cercando di apparire innocenti. Philips poi ha ammesso - senza scusarsi - che alcuni dei ragazzi erano ubriachi o fatti quando hanno firmato le liberatorie.

Frat House non è in vendita da nessuna parte, ma dopo che l'altro giorno mi hanno ricordato del film, sono andato a cercarlo e l'ho trovato su Google Video. Potete guardarvelo qui sotto. Se la qualità scadente non vi crea troppi problemi, prendetevi un'oretta, perché nonostante le accuse, è stupidamente divertente.

Dieci anni fa, mentre intervistavo Todd Phillips per un'altra rivista, abbiamo parlato anche un po' di Frat House. Quel pezzo dell'intervista non è mai stato pubblicato, ma sono riuscito a risuscitarlo. Eccolo qui sotto.

Vice: Ho letto un sacco di cose su Frat House.

Todd Phillips: Frat house è una gran figata.

È interessante vedere quanto ci sei finito dentro per poterlo girare. Voglio dire, ti sei fatto sbattere in una gabbia e ti sei fatto buttare addosso birra e cenere.

Ebbene sì. Sono uno che si sacrifica per il proprio mestiere. Il film tratta dei rituali di iniziazione alle confraternite, e su quello che le persone sono disposte a fare per far parte di qualcosa. Abbiamo tutti così tanta paura di spiccare tra la folla, che la gente è disposta a farsi picchiare, a farsi pisciare e vomitare addosso per essere parte di un gruppo. È così patetico. È un fenomeno americano, non penso che ci sia in Inghilterra, ma in America succede in tutte le università. Nella prima università in cui siamo andati i ragazzi hanno finito per rivoltarsi contro di noi e ci hanno sbattuto fuori, dicendoci che non potevamo più riprendere. Così Andrew e io siamo andati in un altro college e per convincerli a darci il permesso di riprendere e alleviare i loro timori, gli abbiamo detto "Faremo quello che fate voi, quello che fate ai candidati lo potete fare anche a noi." Così si sono un po' tranquillizzati e hanno accettato la nostra offerta… ed ecco le scene in cui sono nella gabbia e quelle in cui mi vomitano sopra.

Cosa ti passava nella testa mentre accadeva tutto questo?

È strano perché sei eccitato di aver le scene che volevi. Non ero assolutamente incazzato, perché ero andato lì esattamente per questo, e il fatto che stesse accadendo significava che il tutto sarebbe finito prima, il che è un cosa positiva. Meglio così che dover aspettare che succeda qualcosa.

Puoi dirci qualcosa riguardo alla polemica sulla distribuzione del film?

La polemica nasce da una sola cosa. Quando punti le telecamere su i figli dei ricchi americani bianchi avrai sicuramente dei problemi. HBO ha fatto un sacco di documentari premiati ma avevano tutti come soggetti magnaccia, troie, spogliarelliste e il crack, erano a telecamere nascoste e bla bla bla. Erano tutti bersagli facili. Hanno fatto film sugli skinhead e sui maniaci anti-aborto. Sicuramente film importanti, ma che riguardano i margini della società. Gli emarginati, sono, a mio avviso, bersagli facili. Frat House invece si concentra su l'alta borghesia bianca americana, in cui i padri di famiglia sono avvocati, dottori e politici. Può suonare come la solita teoria cospirazionista paranoica, ma è vero. E quando giri un film del genere, queste persone, che hanno a loro disposizione un sacco di risorse, minacceranno di farti causa. E a quel punto puoi solo decidere di lottare quella battaglia oppure di non farlo, e HBO ha scelto di non lottare. Questa è la controversia. È un peccato - il copyright è in mano loro, hanno finanziato l'intero film, io non posso fare niente.

Esattamente di cosa ti hanno accusato i ragazzi?

I ragazzi hanno detto che hanno rifatto le stesse scene cinque volte. Non è mai successo. Mai una volta ho detto, "Ah, aspetta, rifai l'entrata da quella porta." Cosa che invece succede in qualsiasi documentario. Ma non abbiamo nemmeno fatto quello. Non è il modo in cui io giro un film. Quello che la gente non capisce è che dietro a un documentario fatto bene, c'è sempre una sceneggiatura. Scrivi la sceneggiatura prima di presentarti. E poi cerchi di manipolare le persone nella stanza così che dicano quello che vuoi sentire. Di quello sì, sono colpevole. È così che faccio documentari. Perché sai cosa c'è? L'approccio di filmare come se fossi una mosca sul muro ormai non esiste più, perché la gente è troppo consapevole del potere della telecamera. Per me, oggi i documentari sono basati sulla manipolazione. È triste ma è così. Vai in un posto sapendo già esattamente quello che vuoi, e alla fine quello che vuoi ce l'hai. Quella è solo manipolazione, e di quello sì, sono colpevole.

ALEX GODFREY