Salute

Ecco quello che un anno di stress e smart working ha fatto al tuo corpo

Quali conseguenze possono avere le cattive abitudini prese durante la pandemia, tra l'assenza di esercizio fisico, la poca socialità e lo stress?
Hannah Smothers
Brooklyn, US
DF
traduzione di Daniele Ferriero
Milan, IT
3.2.21
smart working e lockdown
Foto di blackCAT via Getty.

Se dal bere qualche birra nel fine settimana hai iniziato a farlo ogni sera, oppure fai zero esercizio fisico mentre prima ti allenavi regolarmente, sei decisamente in buona compagnia. Lo stress di quest’anno di pandemia è stato a dir poco infernale ed è comprensibile siano emersi diversi meccanismi di difesa.

È anche comprensibile tu stia cominciando a preoccuparti per quel che hai combinato con la tua salute in questi mesi. Il tuo corpo si riprenderà mai da un anno in cui, in pratica, non hai fatto che avanti e indietro dalla camera alla sala? Moriremo comunque prima, a causa delle abitudini che abbiamo adottato per far fronte al 2020?

Come alcuni dottori hanno spiegato a VICE, in linea di massima i meccanismi di difesa e gli effetti collaterali sviluppati durante la pandemia non dovrebbero avere pesanti ripercussioni sulla durata delle nostre vite e sulla salute generale. E per quanto tu possa preoccuparti, gran parte degli specialisti concorda nell’affermare che la “ripresa” è del tutto possibile e che è assolutamente normale tu abbia trascurato un po’ la tua salute.

“In quanto esseri umani, siamo tutti molto resilienti,” spiega Leah Whigman, professoressa associata alla UTHealth School of Public Health di El Paso. “Ha qualche utilità dire ‘Ho fatto un casino e per questo morirò prima’? O è meglio raccontarsi che ‘È stato un anno terribile e abbiamo vissuto estreme difficoltà dal punto di vista della salute mentale’, dandoci così un po’ di pace, in maniera da darci obiettivi più salutari per il futuro?”

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Abbiamo chiesto a un po’ di esperti come potremo riprenderci dai più comuni meccanismi di difesa, e quali saranno gli effetti collaterali e le conseguenze delle inevitabili situazioni di stress di cui abbiamo fatto esperienza nel 2020. Questo è quello che ci hanno detto.

Il consumo di alcol durante la pandemia

L’abuso di alcol, secondo le linee guida del CDC—Centers for Disease Control and Prevention, un'agenzia federale degli Stati Uniti che fa parte del Dipartimento della salute e dei servizi umani—avviene a fronte di 8 o più drink a settimana per le donne, o 15 e più per quanto riguarda gli uomini.

Simili quantitativi di alcol, basati su stime delle dimensioni corporee, sono associati a una mortalità precoce. Ma un anno passato bevendo due birre ogni sera non accorcia automaticamente la vita, chiarisce Whigman. L’essenziale è che non diventi una nuova normalità.

Il rischio più grosso che queste comuni abitudini pandemiche comportano è quello di sviluppare con più facilità la steatosi epatica non-alcolica, sottolinea Whigman, benché in realtà molti di questi casi abbiano già una predisposizione genetica.

Le conseguenze dello smart working sulla salute

Lavorare da casa può essere estremamente positivo: molte persone riescono a trovare almeno un po’ di flessibilità. Ma questo tipo di lavoro agile rimane comunque un modo di adattarsi, qualcosa che la maggior parte delle persone ha dovuto fare a forza; per molte persone, ha significato doversi destreggiare tra lavoro, figli e famiglia in uno stesso spazio affollato. Tutto ciò può anche portare a una totale mancanza di barriere tra la tua vita personale e quella lavorativa, dice a VICE Jessica Stern, una psicologa clinica presso la NYU Langone Health, proprio come è avvenuto ai molti che hanno dovuto improvvisamente cominciare a lavorare in remoto durante la pandemia.

“Può essere molto difficile passare da un set psicologico all’altro, dalla vita lavorativa a quella personale, e sentiamo l’obbligo di mantenerci produttivi anche durante il nostro tempo libero,” spiega Stern. “Per molte persone, il tragitto tra la casa e il luogo di lavoro garantiva il tempo necessario a cambiare la propria impostazione mentale, e, ora che tante non vivono più questo passaggio, il tempo che intercorre tra la modalità psicologica personale e quella lavorativa tende a mischiarsi.”

Stern aggiunge poi che, quando sarà sicuro e possibile tornare a viaggiare verso il luogo di lavoro, molte persone scopriranno di poter tornare con naturalezza alla condizione precedente. “Penso che le nostre menti e i nostri corpi avranno bisogno dei propri spazi e quindi torneranno velocemente nel sistema di ‘confinamento’ precedente alla pandemia,” ha detto Stern. “Credo che le persone lo cercheranno, ne avranno bisogno e si sentiranno sollevate grazie al fatto di avere quei limiti.”

Le persone che continueranno a lavorare da casa cercheranno di stabilire dei limiti in altro modo: magari impostando una scrivania fissa, spostando la scrivania fuori dalla camera da letto, oppure stabilendo limiti più rigorosi rispetto alle ore lavorative.

Cosa succede quando smetti di fare esercizio fisico

Se hai smesso di allenarti quando le palestre hanno chiuso, e hai evitato di tornarci nel periodo in cui hanno riaperto durante la pandemia, non preoccuparti: è capitato a tantissime persone. Questo è stato un anno impostato sulla modalità di sopravvivenza e qualsiasi cosa fisicamente stressante—come alzare i pesi, mantenere un programma di corsa, ecc—potrebbe essere stata percepita come eccessiva.

Benché Whigman sottolinei che gli adulti in genere dovrebbero compiere almeno 30 minuti di esercizio cardiovascolare giornaliero (ad esempio, qualcosa di semplice come una camminata o una mezz’ora di yoga), quando te la sentirai potresti semplicemente cominciare a fare del semplice movimento senza particolari programmi.

Come dice Whigman, i corpi sono resilienti. “È importante ricordare che non è mai troppo tardi per diventare più sani,” ha detto. “Il passato rimane nel passato, e ogni cosa dipende sempre da quello che puoi fare guardando avanti.”

Se un tuo eventuale aumento di peso ti preoccupa (lo specifichiamo perché per molti l’attività fisica si collega a questo, anche se è spesso un condizionamento), Whigman ricorda che, proprio come per il ritorno all’esercizio fisico, un ritorno all’alimentazione pre-pandemia e una maggiore mobilità dovrebbe significare anche una ristabilizzazione—un fatto che ricade nella teoria chiamata: “set point theory”.

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Ma! Whigman aggiunge anche che gli adulti di solito aumentano un poco di peso ogni anno e che quindi, benché tu l’abbia notato probabilmente solo ora, è probabile fosse un processo in corso, e che il 2020 non abbia fatto eccezione.

Le conseguenze di una minore socializzazione durante la pandemia

Se stai pensando che tutte le tue interazioni sociali in pubblico rimarranno imbarazzanti ancora per un po’, probabilmente sarà così. Ma lo stesso varrà anche per tutti gli altri, spiega Stern, e va bene così. La mancanza totale di convenevoli e chiacchierate, aggiunge, ha sicuramente influito sulla nostra socialità—e proprio per questo ci sarà certamente un periodo di aggiustamento, una volta che saremo tornati a una vita normale.

“Un sacco di persone scherzano sul fatto che stanno perdendo la loro capacità di socializzare; ma non dobbiamo preoccuparcene in maniera troppo penalizzante, anche se ci vorrà del tempo prima di far funzionare di nuovo quel muscolo,” ci ha detto. “Gli esseri umani sono animali sociali. Siamo programmati per essere capaci di socializzare. Su una scala più ampia, non dobbiamo preoccuparci che la nostra abilità di socializzare sia andata persa.”