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Secondo la stampa inglese, la musica drill uccide

La recente ondata di violenza tra i giovanissimi in UK è stata attribuita, tanto per cambiare, a un genere musicale. Ecco perché i giornali e i politici si sbagliano.

di Ryan Bassil; traduzione di Giacomo Stefanini
10 aprile 2018, 2:25pm

Fotogramma preso da 'Don't Call It Road Rap'.

Londra è una capitale che contiene moltitudini. Polo finanziario d'importanza globale, casa di università e college tra i migliori del mondo, epicentro culturale – le sue sfumature sono molteplici, collegate dalla rete metropolitana più antica del mondo. Salta su uno di questi treni e dirigiti verso i margini della città, posti come Walthamstow, Elm Park, Forest Hill, e l'opulenza architettonica della capitale diventa un ricordo lontano, rimpiazzata da blocchi di case popolari colorate secondo una paletta di grigi perfettamente intonati alla famigerata meteorologia inglese.

È qui, nelle zone più marginali in cui vivono i londinesi più puri, che la musica drill inglese è stata concepita. Parente dell'omonimo sound di Chicago, la UK drill ha vari punti in comune con la sua controparte americana. Le star sono giovani (Chicago aveva Chief Keef, che firmò per la Interscope a 16 anni; Londra ha Loski, il cui singolo di debutto “Hazards” è stata pubblicato a quella stessa età); la musica è dura come il cemento, e spesso ispirata alla brusca realtà che circonda i suoi creatori; e, sopratutto, in questo momento è individuata come fattore che ha contribuito all'aumento degli omicidi di teenager negli ultimi dieci anni.

Proprio come per la sua cugina del Midwest, il conflitto tra rap e quello tra gang si sovrappongono nella UK drill. E, se parliamo di fatti, alcuni video musicali realizzati per incitare alla violenza o suscitare una reazione da parte di una gang rivale sono stati presentate come prove in vari processi per omicidio degli ultimi anni (vedi questi del 2016 e 2018). Ma questa sovrapposizione è anche il punto in cui la verità si ferma e comincia il panico morale. Mentre la violenza con i coltelli ha il record di vittime da otto anni a questa parte, la drill è ora parzialmente incolpata di una recente serie di omicidi, più di 50 soltanto a Londra quest'anno. Eppure individuare nella musica l'origine del problema significa rifiutare palesemente di guardare oltre gli strati superficiali della società, negare la realtà dell'ambiente che circonda una fetta considerevole della gioventù inglese, chiudere gli occhi davanti alle cause fondamentali.

Il quotidiano The Times è la più importante tra le voci che si sono alzate contro la UK drill. La prima pagina del numero di sabato 7 aprile strillava il titolo "Famoso DJ Tim Westwood ricava profitti dalle gang". La versione domenicale, The Sunday Times, ha postato un'indagine sull'argomento intitolata "Drill, la musica 'demoniaca' legata all'aumento degli omicidi giovanili". Due aspetti importanti da sottolineare qui sono: a) gli esempi citati dall'articolo del Sunday Times non sono drill (citano l'utilizzo di testi di canzoni nel processo che ha portato alla condanna nel 2015 di Rickell Rogers, rapper che non fa drill), che significa che la loro indagine contiene soltanto due prove che collegano la drill all'aumento di omicidi giovanili (quelli del 2016 e del 2018 linkati sopra), che sono meno di quanti giornalisti siano stati impiegati per scrivere l'articolo; e b) il Times è un giornale legato al partito Conservatore, il che fa capire molte cose sulla loro decisione di prendere di mira la drill invece che, per esempio, l'austerity imposta dal governo o i tagli alle risorse della polizia.

Per quanto la drill dipinga un ricco affresco di cultura e linguaggio di strada – le canzoni sono piene di frasi come “going cunch” (un termine che fa riferimento ai membri delle gang di Londra che gestiscono la distribuzione di droga fuori città, un fenomeno in crescita), “trapping” e “chefing” – si tratta del riflesso dell'ambiente in cui si sviluppa, più che di un'influenza che ha sui suoi ascoltatori. Ha milioni di fan, una minuscola percentuale dei quali sono coinvolti in attività illegali, e il collegamento tra ascoltare la drill e commettere atti di violenza è debole a dir poco. Come ha detto DJ Bempah del gruppo drill 67 a Radio Four lunedì mattina: “[Drill] è soltanto vita vera, parli di quello che succede tutti i giorni, che è successo nella tua via... La musica può influenzare le tue emozioni ma non le tue azioni. Non può farti uscire e accoltellare qualcuno".

In realtà c'è un numero considerevole di fattori che hanno portato alla crescita degli omicidi giovanili a Londra. Su questo ogni politico ha il proprio punto di vista su quali siano le cause e che cosa bisogni cambiare per fermare l'escalation di violenza. Sadiq Khan, sindaco di Londra, crede che serva più polizia nelle strade (grazie ai tagli al budget, ora in Inghilterra e Galles ci sono meno bobby rispetto a dieci anni fa), mentre la ministra dell'interno Amber Rudd, del partito pro-austerity dei Conservatori, sostiene il contrario, ignorando un rapporto emerso grazie a un leak che suggerisce che i tagli al budget siano da incolpare dell'aumento del crimine. In altri posti la colpa è stata data ai social media, al collegamento tra il mondo criminale e la passione inesauribile di Londra per la cocaina, alle guerre territoriali. E in un pezzo approfondito pubblicato da VICE, Max Daly ha dedotto che questa conversazione che si diffonde tra i vari social network aggrava la violenza giovanile, intensificando le faide davanti a un pubblico molto più numeroso.

Ma indipendentemente dal problema percepito, queste cause potenziali si potrebbero raggruppare tutte in un unico cerchio, che stringe senza possibilità di fuga le persone che vivono in aree di classe bassa, soffocando le risorse che servirebbero a migliorare la loro qualità di vita e le loro prospettive future. Quando l'austerity cresce, lo stesso fa il crimine; quando il lavoro è poco, la vita di strada ha un fascino maggiore. E con meno polizia, è inevitabile che la violenza cresca. Sono le cause fondamentali di questo problema a dover essere affrontate: la mancanza di centri giovanili nelle aree più povere, la scarsa prontezza dei servizi sanitari per chi ha problemi mentali. Più di ogni cosa si deve smettere di ignorare le persone marginalizzate; anche loro meritano l'opportunità di essere viste come qualcosa di più di una massa accumulata in fondo ai binari, lontano dalla città, lontano dagli occhi e dal cuore finché non è troppo tardi, come in questo caso. È un fatto: l'aumento di omicidi tra i più giovani non è un problema della scena musicale inglese, è un problema del governo inglese. Affermare il contrario è da pazzi.

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata da Noisey UK.

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