Che gusto c'è

Com’è cambiata Roma da quando si bevevano solo Long Island schifosi

Marco Ferretti, bartender, insegnante e brand ambassador di Jameson mi ha parlato di come sono cambiate le cose in 10 anni. Da quando si bevevano cocktail solo nelle discoteche, ed erano imbevibili.
Andrea Strafile
Rome, IT
26.2.18
Tutte le foto Ludovica DeSantis.

Questo post è parte del nuovo progetto editoriale “Che Gusto C'è ”, realizzato da MUNCHIES e VICE in collaborazione con Jameson Irish Whiskey, per esplorare la cultura della musica di strada e del buon bere.

Dalì una volta disse: “Anche per i baffi, mi accingevo a superare Nietzsche! I miei non sarebbero stati deprimenti, catastrofici, prostrati dalla musica wagneriana. No! Sarebbero stati affilati, imperialisti, ultra-razionalisti e puntati verso il cielo”.
Dal momento che Marco Ferretti, classe 1988, ricorda più Dalì che Nietzsche, i suoi di baffi sono giustamente rivolti all’insù, arricciati elegantemente come la migliore combriccola di publican dell’800.
Accomodati sui divanetti di un pub ci siamo confidati sull’amore, ma abbiamo soprattutto parlato di miscelazione, della formazione di un bartender, dei retroscena di un cocktail bar (sì, anche delle rivalità tra l’uno e l’altro) e, come sempre, mi sono fatto dire gli aneddoti più assurdi che gli sono capitati.
La chiacchiera è stata lunga. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di un whisky liscio sul tavolo. On the rocks, con due cubetti di ghiaccio. Non uno di meno non uno di più.

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