È da ieri che su Facebook sta girando un post che riguarda molto da vicino i vigili urbani di Torino. Michele Scola, questo il nome dell’autore del post, è un avvocato civilista che lo scorso giovedì ha accompagnato suo figlio di cinque anni a scuola, “come (quasi) tutte le mattine.”
Secondo il suo racconto, un vigile l’avrebbe redarguito perché il casco del bambino non sarebbe stato omologato. “Gli spiego che è omologato, tolgo il casco a mio figlio, gli faccio vedere l’omologazione, ma continua a dirmi con tono molto duro e trattandomi piuttosto male che non lo è,” si legge nello status. “Mio figlio è visibilmente spaventato dai toni (non i miei): lascio perdere, faccio finta di niente e me ne vado.”
Ma la cosa non finisce lì. La mattina dopo—venerdì—Scola esce di casa e si trova davanti tre agenti, compreso quello con cui aveva avuto il diverbio il giorno prima, che lo chiamano per nome. I controlli vanno avanti per più di un’ora con un atteggiamento che Scola definisce "odioso”; l'avvocato sostiene inoltre di essere stato trattato come un “delinquente abituale”—“hanno cercato in tutti i modi di farmi qualche multa e ovviamente ci sono riusciti—sottolineando come l'intento apparente dei vigili fosse quello di fargli "perdere la lucidità.”
Il post dell’avvocato si chiude con una pesante critica all’operato degli agenti, che si sarebbero “sottratti al loro dovere per permettere ad un collega di organizzare quella che non ho paura a definire una vera e propria spedizione punitiva contro un cittadino che, ripeto, non ha fatto nulla.”
Di fronte alla mole di reazioni—con più di 7mila condivisioni—e all’attenzione generata dallo status, in mattinata è arrivata la replica dell’assessore alla sicurezza Roberto Finardi. “Il bambino dell’avvocato stava viaggiando a bordo di uno scooter senza revisione, posizionato sul predellino anteriore e non sul sedile, come invece sarebbe stato opportuno per ragioni di sicurezza,” ha dichiarato. “Questo è quanto accertato e non è di poco conto anzi, direi, di assoluto rilievo perché parliamo di bambini e di sicurezza stradale.”
La condotta degli agenti, ha proseguito Finardi, “sarà oggetto di nostre verifiche e anche di un giudice.” Stando a quanto riportato da La Stampa, infine, sempre oggi dovrebbero arrivare in procura sia la querela dell’avvocato che quella del Comune.