Una senatrice leghista vuole abolire la macellazione kosher e halal

Come in Belgio, anche in Italia potremmo non avere più macellerie rituali specializzate. E sarebbe un vero casino.
Andrea Strafile
Rome, IT
Foto di Cristopher Paquette via Flickr

In Danimarca, Svezia, Svizzera, Lituania, Polonia e per ultimo in Belgio non è più possibile farlo.
In tutto il resto dell’Europa, invece, la macellazione halal e quella kosher sono ammesse e rigidamente rispettate.

Qualche giorno fa è uscita la notizia che forse, anche qui in Italia sarà presto tempo di cancellare i rituali halal e kosher, considerati da molti estremamente crudi e non necessari per la morte di un animale.
La senatrice ligure Stefania Pucciarelli, insieme il suo collega di partito alla Camera della Lega Nord Alex Bazzaro, hanno presentato due diverse proposte di legge per abolire queste macellazioni nel nostro paese, accodandosi ad associazioni animaliste che lo chiedono da tempo.
Le proposte prevedono la cancellazione totale di ogni deroga concessa per le macellazioni rituali.

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Per chi non lo sapesse, in Italia ci sono circa 200 macelli autorizzati tra quelli halal di religione musulmana e quelli kosher di religione ebraica. Solo la carne macellata in una certa maniera può essere ingerita dai fedeli, affinché non risulti impura.

Il pensiero, abbastanza comune a entrambi, è che l’animale di per sé sia impuro (anche se nel caso degli ebrei è proprio una vitella a dispensare purezza prima dell’Apocalisse). Attraverso la lucida uccisione con particolari strumenti, si fa fluire tutto il sangue fuori dall’animale con un taglio netto della gola. Tutto questo mentre è a testa in giù e spesso bendato.
Nell’ebraismo è il rabbino stesso che approva con un sigillo la qualità assoluta della carne, ispezionando che anche le viscere non siano ben fatte.

Il punto fondamentale è che l’animale debba essere cosciente, perché stordirlo, come si fa con una macellazione classica, lo renderebbe ancora più inadatto. Ovviamente tutti questi rituali hanno un legame profondo coi territori di origine delle religioni: se sei in un posto caldo e mangi sangue o carne di maiale cruda, è abbastanza probabile che ti ammalerai di brutto. Quindi hanno senso in Europa? O va rispettata comunque la tradizione antica?

Per saperne di più abbiamo contattato la senatrice leghista Stefania Pucciarelli, che al telefono ci ha detto: “Non c’entra assolutamente la religione con questa decisione. L’animale per come lo considero io è un essere senziente e non deve quindi soffrire.”
L’animo animalista della senatrice si scopre da almeno due anni prima, quando già nel 2016 aveva sollecitato nella sua Liguria dei controlli nelle Feste del Sacrificio ebraiche, in cui si dice che ogni fedele deve sacrificare un animale secondo le regole kosher.
“In quel caso il problema era anche un altro, la macellazione in luoghi assolutamente non adatti a praticarla.”
E conclude: “Questa proposta è ancora all’inizio, sarà cambiata, e anche molti dei 5 Stelle mi appoggiano. È stato fatto in molti altri paesi civili, è tempo che succeda anche da noi. Quindi auspico la disponibilità degli esponenti di queste religioni a venirci incontro e valutare soluzioni senza creare dei muri”.

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Il problema è che in queste religioni non è un accessorio mangiare carne di animali uccisi secondo questi precetti. Dal canto loro, ebrei e musulmani non hanno mai smesso di ribadire come in realtà la vita della bestia sia considerata sacra e disponga delle massime attenzioni fino alla morte.
Quando la legge è passata in Belgio un anno fa, il Presidente del Congresso Ebraico d’Europa, se l’è presa parecchio, definendola “scandalosa”, nonché il fatto più grave commesso ai danni degli ebrei dopo il nazismo. Mi sembra un po' esagerato, ma tant’è.

Intanto è ancora presto per sapere se la legge passerà in Italia. Di sicuro è davvero difficile capire da che parte stare, piaccia o meno lo schieramento politico.
C’è da una parte il benessere dell’animale e dall’altra tradizioni rituali millenarie. E anche in questo caso: siamo sicuri che l’animale sia privo di benessere? L’uccisione a freddo può essere considerata maltrattamento?

Per come viene detto, sembra che appendere un animale a testa in giù, bendato, e sgozzarlo sia l’unico modo per preservarne la purezza. Ma forse è anche giusto, senza tirare in ballo il nazismo, che si cerchi un metodo altrettanto valido ma alternativo con lo stesso risultato.

Non so come andrà a finire, ma di certo è uno di quei paradossi apparentemente impossibili a cui penserò per il resto della giornata.

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