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crisi dei migranti

L'agricoltore che rischia 5 anni per aver accompagnato migranti dall'Italia alla Francia

Un olivicoltore francese è finito a processo per aver aiutato circa 200 migranti ad attraversare il confine franco-italiano nei pressi di Ventimiglia.

di Henrique Valadares
09 gennaio 2017, 10:55am

Dans la vallée de la Roya, un message de soutien aux migrants tagué sur une gare désaffectée. Octobre 2016. (Pierre Longeray / VICE News)

Un agricoltore francese della Val Roia, Cédric Herrou, è finito a processo lo scorso 4 gennaio per aver ospitato 57 migranti e per averne aiutati circa 200 ad attraversare il confine franco-italiano nei pressi di Ventimiglia.

Herrou, che nei giorni scorsi è stato sostenuto da attivisti e cittadini del posto, rischia di essere condannato fino a cinque anni e di pagare un'ammenda di 30mila euro perché ritenuto dall'accusa quasi alla stregua "di un trafficante," e non una persona che stava agendo a titolo umanitario.

L'uomo era già stato fermato—e lasciato andare—nell'agosto del 2016 per aver accompagnato un gruppo di migranti dall'Italia alla Francia, ma aveva poi continuato a trasportare profughi da una parte all'altra del confine, ospitando e rifocillando decine di cittadini africani.

Leggi anche: "Non torniamo indietro": a Ventimiglia la crisi dei migranti non è mai davvero finita

Anche se in Francia il cosiddetto "reato di solidarietà" è stato eliminato in modo permanente nel 2012, chi aiuta i migranti rischia comunque di finire in un'aula di tribunale.

L'illecito costringeva a perseguire "chiunque, attraverso assistenza diretta o indiretta, faciliti o tenti di facilitare l'ingresso, la circolazione e il soggiorno di uno straniero in Francia."

Per il procuratore di Nizza, Jean-Michel Pretre, Herrou avrebbe sistematicamente cercato "stranieri a Ventimiglia per aiutarli a oltrepassare il confine"—come ha dichiarato al giornale locale La Croix.

"Il numero di volte in cui l'ha fatto, e l'entità delle persone trasportate, ne fanno un trafficante nel senso classico del termine," ha aggiunto. Cosa che, per gli inquirenti, configurerebbe il suo gesto come qualcosa di non assimilabile al semplice "soccorso umanitario."

Secondo la difesa, tuttavia, non si può parlare di traffico di uomini: "Non ne ha mai tratto alcun guadagno," ci ha spiegato il suo avvocato, Me Zia Oloumi. "Speriamo che la giustizia metta da parte l'enorme pressione mediatica e politica che si è creata" attorno al caso.

La Valle Roia. [Pierre Longeray/VICE News]

Herrou, olivicoltore di 37 anni, è accusato anche di aver occupato abusivamente una struttura delle ferrovie francesi abbandonata nei pressi di Tenda, per ospitare le decine di migranti che non poteva accogliere a casa sua.

Stando a Le Monde, la denuncia sarebbe arrivata da politici locali di centrodestra. L'occupazione sarebbe poi terminata tre giorni dopo, in seguito all'intervento delle forze dell'ordine.

Il presidente del consiglio del Dipartimento delle Alpi Marittime, Éric Ciotti (cdx), da settimane si scaglia contro coloro che—a suo avviso—starebbero "sfruttando la miseria umana" per scopi personali: quella di Herrou, ha spiegato, sarebbe "falsa generosità" che insulta "la polizia e l'esercito del paese."

In queste ore Herrou ha confermato di non essere pentito delle sue azioni.

"Ciò che faccio non è un sacrificio: per me è un onore," aveva esordito nell'agosto scorso in tribunale.

"Il nostro compito è aiutare le persone a superare pericoli, e il pericolo—attualmente—è questa insormontabile frontiera eretta in nome della lotta al terrorismo."

La sentenza verrà emessa il prossimo 10 febbraio. I lettori del quotidiano Nice Matin, intanto, lo hanno eletto "Cittadino della Costa Azzurra dell'anno".

Un messaggio di sostegno ai migranti sul muro di una stazione ferroviaria dismessa in Valle Roia. Ottobre 2016. [Pierre Longeray/VICE News]

Cédric Herrou non è il primo francese a finire a processo—e a Nizza—per aver aiutato dei migranti.

Il 6 gennaio scorso, il tribunale ha stabilito in appello l'innocenza del ricercatore dell'Università di Nizza "Sophia-Antipolis", Pierre-Alain Mannoni.

Nel novembre 2016, Mannoni era stato condannato a sei mesi di carcere per aver trasportato sulla propria auto tre migranti—di cui una minorenne—presso la stazione di Draguignan, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La corte ha poi riconosciuto la natura umanitaria del gesto.

Altri attivisti, fermati per lo stesso motivo dalla giustizia francese, sono stati costretti a pagare ammende da migliaia di euro.

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Foto in apertura tratta dalla pagina pubblica di Cédric Herrou

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