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esorcismo

'Halloween è la porta per Satana': Sul tema delle sette in Italia regna il caos

Secondo un report pubblicato in questi giorni, il numero di adepti dell'occulto in Italia sarebbe in crescita. Tuttavia, la stessa definizione di 'setta' resta avvolta nel mistero.
30.10.15
Una still dal film 'Eyes Wide Shut'

"Per noi credenti Halloween non è una festa, ma un fenomeno riconducibile al mondo delle sette."

È il parere di don Aldo Buonaiuto, coordinatore del Servizio AntiSette dell'associazione cattolica Comunità Giovanni XXIII. Secondo quanto detto da Buonaiuto a VICE News, la celebrazione pagana del 31 ottobre verrebbe cavalcata da alcune congregazioni di ispirazione religiosa per trovare nuovi accoliti—un fenomeno in aumento, anche in Italia.

"Per i satanisti e per la stregoneria è l'equivalente del Capodanno, è la loro festa più importante," ha proseguito l'ecclesiastico.

Oggi, secondo i dati forniti dalla Comunità all'interno del report Halloween. Lo scherzetto del diavolo, la festa rappresenta un business da sette miliardi di dollari negli Stati Uniti e da 400 milioni di euro in Europa, coinvolgendo in Italia più di 325.000 esercizi commerciali. Non c'è dubbio, stando a questi numeri, che Halloween sia ormai diventato un fenomeno commerciale importante anche nel nostro paese.

Dietro a Halloween, tuttavia, non si nasconderebbe solo un business milionario.

Secondo don Buonaiuto, infatti, alcune sette legate al satanismo attingono dalle origini celtiche della festa, usandone le tradizioni, le leggende e le fantasie per aumentare il proprio seguito. "Il mondo del satanismo in questo momento sta adescando nuove reclute per fomentare e accrescere i propri rituali. Halloween si presta bene al mondo dell'occulto," ha spiegato.

Ma il satanismo è solo una delle realtà che compongono il panorama delle sette in Italia, e stando ai rilevamenti del Servizio AntiSette - che ha aperto un numero verde dedicato - sono in aumento le persone che chiedono aiuto perché entrate a contatto con una setta.

In dodici anni, dal 2002 al 2014, il numero delle persone che hanno contattato il Servizio è aumentato in maniera esponenziale, da 43 a 1.052 ogni dodici mesi.

Tra ottobre e gennaio 2015, invece, le persone che hanno richiesto assistenza sono state 1.238. Da quando è stato lanciato il numero verde nel 2002, sono arrivate in totale 11.154 chiamate.

Non sono solo le sette ad aver visto aumentare la propria utenza. Secondo i dati impressionanti diffusi dal Codacons, il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ogni anno 13 milioni di italiani si rivolgono agli operatori dell'occulto—tra cui si annoverano anche maghi, streghe e cartomanti.

Il numero dei fruitori è aumentato di un milione rispetto al 2011. Il business dell'occultismo, praticato in Italia da circa 155.000 operatori, genera un fatturato di 6,5 miliardi di euro. Il Codacons imputa la crescita del fenomeno alla crisi economica, che ha portato molte persone a rivolgersi a maghi e stregoni per affrontare l'incertezza lavorativa e i problemi finanziari.

Secondo don Buonaiuti, invece, l'aumento delle persone che si rivolgono al suo numero verde nasce dalla crisi dei valori che, a suo dire, affligge la società italiana. "Sempre più persone si rivolgono alle sette a causa dal vuoto che c'è in questa società sul senso valoriale della vita," ha spiegato. "Il mondo magico esoterico, il mondo malefico delle forze occulte, i miracoli degli pseudo-guaritori e dei veggenti, creano una realtà falsa, che trae la sua forza promettendo la risoluzione immediata dei problemi, e quindi la felicità."

Al di là della dialettica, resta difficile stabilire esattamente cosa sia una setta, e soprattutto cosa identifichino come "setta" realtà come il Servizio Antisetta.

Leggi anche: Come sono sopravvissuta alla setta dei "Bambini di Dio"

Foto di Steven Leonti pubblicata in Creative Commons

Don Buonaiuti ritiene che le sette non possano essere definite movimenti religiosi: mentre la religione è la "ricerca sincera di tutto ciò che è trascendentale, la ricerca dell'infinito o di Dio, le sette invece utilizzano il mondo e il linguaggio sacrale e religioso per raggiungere degli scopi che nulla hanno a che fare con la religione, come il profitto o la truffa."

Di tutt'altro avviso è Massimo Introvigne, esperto di nuove religioni e fondatore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR).

Il sociologo ha spiegato a VICE News che "non esiste nessuna distinzione [tra setta e religione]. Onestamente non conosco nessun percorso accademico al mondo che proponga ancora la distinzione tra religioni e sette," ha spiegato. "I criminologi, invece, definiscono una setta come un gruppo religioso che commette reati o che presumibilmente li commetterà a breve. Questo ha creato una certa ambiguità."

Per Introvigne, il termine setta può essere usato per discriminare contro alcuni raggruppamenti religiosi o spirituali innocui, ma che possono non piacere. Tranne, ovviamente, nei casi in cui davvero le persone vengono circuite o truffate.

"L'uso del termine setta rischia di creare un clima che non favorisce la libertà religiosa. C'è il pericolo di discriminare, usando il termine come un randello per picchiare sui gruppi che per varie ragioni non piacciono," ha spiegato.

L'aumento del numero delle telefonate ricevute dal Servizo AntiSette, secondo Introvigne, non rappresenta uno strumento valido e scientifico per valutare l'affiliazione a nuovi movimenti religiosi. "Il numero degli aderenti a nuovi movimenti religiosi in Italia non è in crescita. Gli aderenti italiani, non immigrati, a tutte le forme religiose diverse da quella cattolica sono il due per cento. Non si tratta di un fenomeno piccolo, va contestualizzato," ha spiegato.

Di questo due per cento riportato da Introvigne, solo una piccola parte aderisce a nuove forme religiose (secondo Introvigne, impropriamente definite sette)—una quantità molto esigua rispetto al numero complessivo di affiliati a un credo religioso in Italia.

"Solo qualche migliaio di persone aderisce a nuovi movimenti religiosi, a fronte delle decine di migliaia che invece diventano protestanti pentecostali, testimoni di Geova o buddisti," ha spiegato Introvigne.

Se il dibattito sulle sette pare non trovare una risposta unanime, anche i dati sono pochi e molto frammentati.

Nel 2013 l'associazione volontaria Osservatorio Antiplagio ha cercato di "mappare" la presenza di operatori dell'occulto nel Paese. Stando ai numeri raccolti, questi professionisti opererebbero soprattutto al nord (42%), con centro (30%) e sud (28%) più distaccati. Gli operatori telefonici sarebbero invece 2.800 e i clienti 200mila—mentre il volume d'affari sfiorerebbe gli 80 milioni di euro all'anno.

Per don Buonaiuto della Comunità Giovanni Paolo XXIII, comunque, il nemico - almeno in questo periodo di fine ottobre - ha un nome ben preciso: Halloween, e la sua ostentazione della malvagità: "Che bisogno c'è di esaltare il mondo dell'horror, di passare dalle zucche simpatiche ai volti tristi dei mostri o della deformazione della persona—sformata, senza occhi, incidentata, che gronda sangue," ha detto l'ecclesiastico, che è anche sacerdote esorcista ed esperto di demonologia.

"Perché la nostra società, i nostri giovani, i nostri bambini oggi hanno bisogno di esaltare il mondo del macabro e dell'horror? Abbiamo bisogno di tutta questa bruttezza in un mondo dove la violenza è ogni giorni in primo piano?," ha concluso.


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