Lil Skies sta per diventare molto famoso (o forse lo è già?)

Vale la pena cominciare a conoscerlo, anche solo per capire come si possa arrivare a flirtare col successo senza fare nulla di innovativo.
5.2.18
Image via screenshot

Lil Skies è un rapper diciannovenne nato in una "città di redneck" in Pennsylvania. Sono almeno sei mesi che negli Stati Uniti il suo nome è inserito in frasi che contengono anche le parole "successo" e "promessa". È venuto fuori grazie a SoundCloud, è bello e carismatico, ha qualche tatuaggio in faccia e suona come un mischione di tutte le pop-trap star che si sono trovate in cima alle classifiche americane nell'ultimo anno e mezzo. Probabilmente sta per diventare molto famoso. Quindi, se ancora non ci siete arrivati, è ora di fare la sua conoscenza. Ecco qua sotto il video della sua "Lettuce Sandwich", l'ultimo singolo tratto dal suo debutto Life of a Dark Rose, uscito il mese scorso.

Se c'è una reazione che sicuramente non avete avuto guardando questo video è "Oddio, ma da dove ha tirato fuori un flow del genere?" "Lettuce Sandwich" è un pezzo scritto secondo una formula affermata, ma è eseguito senza il minimo sforzo: non è stato pensato per ribaltare le convenzioni, e Lil Skies non sembra voler rivoluzionare proprio nulla. Si presenta rappando su due note: "Vuoi passare un po' di tempo con una rockstar, vivere una vita veloce e fumare / Arriveremo e faremo chiudere il blocco, li faremo abbassare tutti tipo sparatoria". È tutto un grande flexare, ignorare ragazze e fare casino, con un po' di riferimenti a Wiz Khalifa buttati in mezzo.

Lo stesso vale per "Red Roses", il suo pezzo più famoso finora con più di 35 milioni di views su YouTube. Va un po' oltre a "Lettuce Sandwich" (nella misura in cui usa tre note in vece di due), ma il testo è intriso della stessa cauta boria: "Ero destinato a questa vita, questo è il mio destino / Vogliono essere tuoi amici quando dai il massimo", per esempio.

Entrambe sono però tracce piuttosto spente, più utili a dimostrare quanto Skies possa avere successo in ambito pop che hit a tutti gli effetti. Ed è un peccato, perché il suo momento pop potrebbe succedere anche subito. Serve solo che qualcuno gli scriva un ritornello come si deve. Ecco! Il flow di 'sto tizio è come il tofu—non sa di niente, ma se lo pucci in qualcosa di saporito diventa squisito.

Skies ha tentato soluzioni diverse, anche se solo superficialmente. "Garden" è un lentone più che passabile, "Nowadays" poggia le sue fondamenta su un'idea melodica ad effetto e non si sposta di un millimetro fino alla fine, e "The Clique" funziona bene grazie a un beat luminoso e zuccheroso ad opera di Maaly Raw, un beatmaker di Philadelphia particolarmente interessante.

Anzi, potrebbe essere proprio "The Clique" la chiave di questo discorso. Maaly Raw ha prodotto anche il beat di "Do What I Want" di Lil Uzi Vert: quando Skies riuscirà a creare la sua versione di un pezzo del genere, un tormentone sfacciato con un ritornello il cui valore non è dato dalla bravura tecnica quanto dall'aura che emana, allora la sua carriera decollerà immediatamente. Nel frattempo, cominciate a dargli un ascolto. È solo questione di tempo prima che riesca a trovare una quarta nota su cui rappare.

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