Guè Pequeno è andato a un talk show e ci ha insegnato la vita

Abbiamo scelto le parti migliori della lunga intervista di Guè a La Confessione.

|
26 marzo 2019, 5:30pm

Quando si trova davanti alla telecamera, Guè Pequeno spesso fa miracoli. È successo anche nell'ultima puntata del programma di interviste La Confessione: Guè ha parlato di un sacco di cose, dal suo rapporto con Fedez a quello con Nicole Minetti, passando per la tragedia di Corinaldo, una possibile reunion dei Club Dogo, il suo rapporto con la droga, i soldi.

Qua sotto trovate un riassunto dei 27 minuti della puntata, con le dichiarazioni fondamentali che Guè ha rilasciato lungo il corso dell'intervista.

Su Corinaldo

“Non ho voluto mai commentare a tutto il circo mediatico che si è scatenato dopo perché l’ho trovato veramente sterile e anche di basso livello”.

Su Fedez e Corinaldo

“Fedez è stato [nello stesso posto] due volte. Ha perso un’occasione per stare zitto”.

Su Fedez:

“Artisticamente non è la mia tazza di tè. Penso che per lui la musica sia marginale, penso che sia un intrattenitore molto astuto e attentissimo. È una persona che ha cercato spasmodicamente il successo e l’ha ottenuto anche oltre le sue aspettative.” “È stato molto bravo, ha ricalcato i passi tipici delle superstar mondiali: il matrimonio famoso, il figlio su Instagram… [Chiara Ferragni e Fedez sono] una versione un po’ più [“all’italiana”] di Kanye West e Kim Kardashian”.

Su un'eventuale reunion dei Club Dogo:

“Le reunion sono trash quando per esempio c’è uno del gruppo che è alla canna del gas, e si vede che [ha bisogno di soldi]. Non sono trash quando sono animate da un vero divertimento, una passione… giustamente ci sono anche motivi economici, quindi per i Club Dogo vedremo che offerta arriverà [ride]”.

Sulla competizione con i ventenni:

“Nonostante io abbia sempre predicato di fare musica soprattutto per fare soldi, al contrario di quello che molti pensano io sono animato da una vera passione, da divertimento e da agonismo, quindi riesco ancora a competere”.

Sulla sua famiglia:

“Vengo da una famiglia borghese di cultura, ma economicamente povera; non sono un privilegiato, sono un self made man.”

Sui soldi:

“Il denaro è il motore che fa andare avanti le cose”.

Sulle sue dipendenze:

“Io sono stato dipendente da tutto, tranne che dal gioco. Ho sostituito la dipendenza dalla droga e dall’alcol con altre dipendenze che sono più sane, quindi vestiti e palestra. Tutti siamo dipendenti da qualcosa”.

Sulla depressione:

“È la sindrome del musicista. Facendo questa vita si rinuncia a molto. Non si sa più chi sono i veri amici. Io ho perso parecchio, sono stato tradito da colleghi e amici. Spesso si è soli. In questo momento però mi sento abbastanza sereno”.

Sul soprannome "Guercio":

“Da bambino mi disturbava essere chiamato ‘Guercio’. Ma ai tempi non avevo questa imponenza fisica né questa sicurezza psicofisica. Anzi, ero molto introverso e piccolo fisicamente. Ma non mi sono mai fatto abbattere perché sapevo che avrei avuto un futuro luminoso.”

Sulla droga:

“Ho trovato pregiudizi e razzismi anche negli ambienti alternativi. Paradossalmente anche un simbolo del successo, di destra, di corruzione, di capitalismo come la cocaina l’ho trovato in un centro sociale, offerto da uno squatter”.

Sulla droga:

“Non ho mai abusato di droghe sintetiche perché già da ragazzino ero alternativo. I miei amici erano tutti zarri ed erano nel mondo delle discoteche, mentre io ero nel mondo del grunge e del metal e da lì mi sono avvicinato all’hip hop. Quindi avendo saltato la fase della discoteca, non ho mai usato le pastiglie, l’ecstasy, e nemmeno le ho riscoperte dopo. Sì, le ho provate, ma non ne ho abusato”. Sulla responsabilità verso i giovani: “Io faccio intrattenimento, non sono un professore. Ho sempre descritto quello che ho visto in modo poetico e letterario, non ho mai detto ‘droga’ e basta. Mi sento assolutamente un esempio positivo. Penso di poter ispirare le persone a cercare di ottenere quello che desiderano.”

Su Nicole Minetti:

“È una donna molto brillante che tutti quelli che hanno conosciuto hanno apprezzato. Non parlavamo certo di poesia moderna, ma nemmeno solo di stronzate”.

Sul suo ca**o su Instagram:

“La cosa più assurda è stato il feedback, gente che mi chiamava segaiolo, credo di non aver bisogno di dimostrare che faccio molte cose in compagnia. L’altra cosa assurda sono stati i giornali, anche giornali seri, che mi accusavano di averlo fatto per farmi pubblicità, ma io i dischi li ho sempre venduti. Non ho bisogno di queste cose.”

Segui Noisey su Instagram, Twitter e Facebook.

Leggi anche: