Nella seconda puntata trascorriamo la giornata in compagnia di Blessed, che oltre a fare il parrucchiere è il caso perfetto di sindrome da deficit di attenzione. Lo seguiamo a casa di un amico, dalla madre, in un mercato affollatissimo e nel salone in cui lavorava, dove ci racconta di quando si è finto gay per fare carriera. Per dirla con Blessed, “nella moda, in Nigeria, non vai avanti a meno che tu non sia gay—o credente.”
In Nigeria la religione è affar serio, e Charlet lo scopre poco dopo in una chiacchierata con Justice Karo, ex truffatore oggi fotografo di moda timorato di Dio. Nonostante la sua nuova professione, Justice è infatti convinto che le settimane della moda siano un prodotto del Diavolo. Ma non c’è tempo per le profezie sull’aldilà: è ora di tornare nel backstage della sfilata, il vero inferno della situazione.
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