Play by play: Francia-Nigeria 2-0

Anche dopo l'uscita di scena dell'Italia ho deciso di continuare a coprire il Mondiale. L'ho fatto con Francia-Nigeria, e questo è un pezzo sul primo gol di Pogba in un Mondiale.

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01 luglio 2014, 12:51pm

Anche dopo l'uscita di scena dell'Italia ho deciso di continuare a coprire il Mondiale per Stili di Gioco seguendo un giocatore alla volta. Non sempre scelgo partita o giocatore in anticipo—la partita la devo rivedere una seconda volta per cui tanto vale godermi la prima senza stress e poi scegliere. Ma in questo caso sapevo prima che iniziasse Francia-Nigeria che volevo occuparmi di Paul Pogba per un paio di motivi.

Il primo è che la Francia di questo Mondiale è schiacciata tra due fantasmi: quello della Francia del '98, che resterà il modello ideale di Nazionale francese a cui confrontare ogni squadra almeno fino alla prossima vittoria; e quello del fallimento del 2010: lo spettro di una Nazionale di coatti senza rispetto e senza sentimenti per la bandiera tricolore. Il conflitto con quelli che vengono definiti “immigrati di seconda generazione” è sempre forte in Francia: dopo la qualificazione dell'Algeria per gli ottavi di finale sono state arrestate 74 persone e Marine Le Pen ne ha approfittato per dire che secondo lei è il caso di abolire la doppia nazionalità e l'immigrazione in generale. E da questo punto di vista Pogba sembra destinato a diventare il simbolo di una nuova Francia senza complessi né nei confronti del passato, né quello idealizzato né quello problematico.

Il secondo motivo di interesse è che Pogba era stato fortemente criticato prima della partita con la Nigeria per via di una reazione che avrebbe potuto costargli il cartellino rosso contro l'Honduras. Col senno di poi si tratta di una cosa da nulla, Wilson Palacios lo aveva calpestato mentre era in terra e lui aveva alzato una gamba senza nessuna possibilità di far male, ma Palacios si è lasciato cadere ed è vero che in passato reazioni simili sono state punite con il rosso (tipo Beckham contro Simeone nel '98).

Pogba era già stato espulso alla sua seconda presenza con la maglia della Nazionale maggiore contro la Spagna, durante le qualificazioni (per due cartellini gialli rimediati a distanza di due minuti l'uno dall'altro a un quarto d'ora dalla fine), ma era stato il migliore tra i francesi in campo fino a quel momento e Didier Deschamps aveva rubricato la cosa come “peccato di gioventù.” Contro l'Honduras, però, lo ha sostituito a mezz'ora dal termine, e con la Svizzera lo ha messo in panchina. Pogba è tornato titolare contro l'Ecuador, ma con molte riserve in campo tipo Schneiderlin, Sagna e Digne, e Liberation alla vigilia della partita con la Nigeria si stupiva che tornasse tra gli undici: “Pogba, molto incostante, è stato preferito a Sissoko malgrado l'ottima partita giocata da quest'ultimo contro la Svizzera.”

Per quanto mi riguarda Paul Pogba e Moussa Sissoko (del Newcastle) non giocano allo stesso gioco. Pogba è così su un altro livello che il dubbio su chi dei due debba giocare per me non si pone neanche secondo criteri puramente calcistici, ma era interessante comunque vedere come avrebbe reagito alle polemiche e ai dubbi. In fondo ha sempre 21 anni.

D'accordo, ormai sapete tutti che ha segnato il gol del vantaggio e questo è per forza di cose anche il pezzo sul primo gol di Pogba in un Mondiale (e considerata l'età Pogba potrebbe diventare uno di quei giocatori che a fine carriera avrà giocato quattro Mondiali di cui i prossimi tre da capitano).


Pogba mormora l'unico inno nazionale che viene voglia di cantare anche ai giocatori della squadra avversaria. Sarà concentrato. O forse è il caldo di Brasilia.

Deschamps ha trovato la formula della sua Francia durante lo spareggio di qualificazione con l'Ucraina, quel 4-3-3 che poi per qualche ragione ha deciso di sporcare, o comunque complicare, giocando con due attaccanti centrali di cui uno impiegato fuori ruolo da esterno sinistro: Benzema (l'altro è Giroud).

Cabaye, Matuidi e Pogba sono i tre su cui ha puntato dall'inizio, nonostante il tentennamento con la Svizzera, Cabaye a fare da playmaker basso e Matuidi ad inserirsi. Pogba mantiene una posizione intermedia, dando un appoggio a Cabaye spalle alla porta con la solita pigrizia nel creare linee di passaggio (tanto può girarsi anche se marcato stretto) e un sostegno all'attacco pochi metri fuori dall'area senza sbattersi troppo (tanto può segnare da qualsiasi posizione). Insomma Pogba è uno di quei giocatori a cui gli allenatori dicono di fare quello che vuole perché lui può.

PRIMO TEMPO

Il primo pallone toccato da Pogba, dopo pochi secondi di gioco, è un controllo di tacco su una palla recuperata a centrocampo da Cabaye. C'era troppa gente in quella zona di campo per via del pressing francese e Pogba ha controllato il passaggio orizzontale tornando all'indietro, una palla forse lunga ma che finisce tra i piedi del terzino destro Debuchy.

Nei primi minuti Pogba non si spende molto per farsi dare il pallone, si fa vedere alle spalle di Onazi, il centrale di centrocampo nigeriano che gravita nella sua zona, ma la Francia ha molte soluzioni per il proprio palleggio e dalla parte di Pogba viene spesso preferito Valbuena. Per questo nei primi dieci minuti Pogba tesse il gioco (quello che gli inglesi chiamano link up play) su palloni recuperati o appoggi semplici. Si limita a provare una verticalizzazione rasoterra per Benzema, alle spalle del terzino sinistro nigeriano, e una specie di cross lento dalla trequarti.

A dir la verità nel primo quarto d'ora la Francia lascia il pallone alla Nigeria, e il pubblico brasiliano comincia subito con gli olé su una serie di passaggi tra i difensori nigeriani. La partita non è un granché e la sola corsa di Pogba con la palla al piede finisce con uno scivolone contro le gambe di Onazi.

Ne approfitto per parlare del modo in cui Pogba gestisce il proprio account twitter. Senza rispondere agli hater e senza scrivere cose personali. In realtà è l'account della famiglia Pogba (“The PogFamily”) trasformata in cartoon e rappresentata in festeggiamenti tipo questo qui sotto con la madre (“mamso”) e i fratelli.

I fratelli maggiori di Pogba, Florentin e Mathieu, sono di tre anni più grandi e sono nati entrambi a Conarky in Guinea prima di trasferirsi a otto mesi a Roissy-en-brie, banlieue di Parigi dove è nato Paul, detto “La Pioche” (che in francese significa “la piccozza”, anche se hanno spiegato che si tratta di una deformazione fonetica di Paul).

Giocano entrambi calciatori professionisti e sono fratelli gemelli. La somiglianza con Paul è tale che potrebbero essere tutti e tre gemelli.

Questo è Florentin. Sembrerebbe il più dotato dei due, è di proprietà del Saint-Etienne (anche se ha passato l'anno in prestito in seconda divisione) e ha giocato un'amichevole con la Nazionale della Guinea prima di essere convocato nell'Under 21 francese. Dal 2011 però è uscito dal giro della Nazionale.

Questo è Mathias, ha giocato con il fratello Florentin nelle giovanili del Celta Vigo e poi è finito al Wrexham in quinta divisione inglese. Ha giocato una partita con la maglia della Guinea nel febbraio del 2013.

Niente a che vedere con il fratellino minore campione del Mondo Under 20 a cui sono entrambi felici di fare da comprimari nei cartoni di famiglia. Ogni partita della Nazionale francese viene presentata come Paul vs la Nazionale avversaria; e Paul nel cartone veste i panni di un personaggio dei film d'azione. Contro l'Honduras era un cavaliere Jedi, contro l'Ecuador era “Paul Jones” con la frusta e il cappello da Indiana, contro la Svizzera era 007 (“Paul Bond”) e contro la Nigeria era “Paulverine” con gli artigli del personaggio degli X-Men, Wolverine. Ovviamente una parte di me è scandalizzata al pensiero che ci sia gente pagata per questo tipo di cose e che magari è gente che sogna di fare graphic novel o veramente i fumetti della Marvel.

Tornando alla partita: al nono minuto Benzema perde una brutta palla con Matuidi lanciato nello spazio altissimo. Da quel momento succedono due cose: Matuidi diminuisce il numero di corse e resta prevalentemente vicino a Cabaye, quindi la Francia abbassa il proprio baricentro e concentra il gioco sul lato destro, quello della “Pioche”.

Faccio un salto in avanti e dico che il triangolo Debuchy-Pogba-Valbuena è quello che genererà più passaggi di tutta la partita: le combinazioni Valubena → Pogba (17 passaggi), Debuchy → Valbuena (16), Pogba → Valbuena (14) sono le tre principali e anche la doppia linea Pogba ↔ Debuchy è molto frequentata con 15 passaggi in totale nelle due direzioni.

Intanto al ventesimo minuto è la Nigeria ad aver fatto la partita (con 106 passaggi contro i 79 della Francia) e al diciottesimo è anche stato annullato un gol a Emenike per un fuorigioco millimetrico (ribadisco la mia idea che il fuorigioco andrebbe interpretato in modo più blando, così non ha senso. Emenike forse è in fuorigioco con la spalla destra...).

Al ventunesimo però su una ripartenza Pogba mette giù palla a centrocampo, accelera nella metà campo nigeriana dribblando un avversario e scarica per Valbuena largo all'altezza dell'area, poi calcia al volo di taglio sul cross di ritorno di Valbuena. Prende bene la palla ma la direziona su Vincent Enyeama, portiere della Nigeria. Il gesto è comunque elegantissimo, Pogba si tiene in equilibrio sulla punta del piede sinistro mentre con il corpo è quasi in orizzontale. Non è nuovo a movimenti da carillon di questo tipo e se non potesse sembrare offensivo proporrei di chiamarlo da oggi in poi “la ballerina” (vicino a lui intanto Giroud si scansa come un comune mortale che non vuole prendersi la palla in faccia).

Poi nella seconda metà del primo tempo la Francia cresce e la Nigeria finisce a giocare nella propria metà campo trovando pochi sfoghi sulla fascia sinistra francese. Pogba è più a suo agio, al ventisettesimo calcia male da fuori e alterna ai passaggi corti qualche apertura più lunga per Debuchy e Valbuena.

La sola cosa da segnalare del primo tempo di Pogba, prima di passare al secondo, è un contropiede sprecato. Dopo aver recuperato palla su Mikel insieme a Giroud, Pogba punta la difesa nigeriana, forse si aspettava un movimento in profondità di Benzema che invece per qualche ragione taglia davanti al suo marcatore, di fatto chiudendo lo spazio a Pogba che senza guardare appoggia alla sua destra per Giroud che però non aveva seguito l'azione.

In tempo reale mi era sembrato un errore di Pogba, riguardandolo il movimento di Benzema è praticamente da difensore.

SECONDO TEMPO

Papis Magassa, uno dei primi educatori di Pogba, ricorda lo straordinario talento e l'altrettanto straordinaria etica del lavoro del piccolo Paul: “Il lunedì gli chiedevo di fare 50 palleggi di destro, 50 di sinistro e 50 di testa. Il lunedì, Paul non ci riusciva. Continuava a palleggiare per due giorni e il mercoledì li faceva perfettamente.”

Sambou Nijou Tati lo motivava pungendolo: “A fine primo tempo gli dicevo che tutto quello che aveva fatto in campo era inutile visto che stavamo perdendo. Di solito, dopo, rientrava in campo con una determinazione tale che vincevamo quasi sempre.”

L'infanzia perfetta del mitomane, insomma. Il che spiega le interviste di Pogba adulto, sia quelle in terza persona in cui dice che: “Paul ride, piange, si diverte, è triste... ogni tanto va anche in bagno come tutti”; sia le interviste in cui si capiscono gli sforzi di sublimare quella che poteva essere percepita come arroganza in un discorso di self-improvement per cui non si può non provare ammirazione. Pogba non si sente inferiore a nessuno e se c'è qualcuno migliore di lui è solo questione di tempo.

Si spiega così anche il carattere con cui alla sua terza partita da titolare in un Mondiale controlla la metà campo francese lasciando spesso la posizione di mezzala e venendo dentro al campo. In alcuni momenti a cavallo tra primo e secondo tempo sembra quasi che faccia da secondo playmaker davanti a Cabaye.

In una prospettiva di lungo periodo è più importante questo rispetto al tunnel subito da Mikel pochi minuti dopo essere tornati in campo. Anche se a giudicare dalla sua faccia, Pogba non l'ha presa benissimo sul momento.

Dopo otto minuti del secondo tempo si infortuna gravemente Onazi per un intervento in ritardo e goffo di Matuidi. Il centrocampo delle Nigeria riesce comunque a dominare quello francese e Odemwingie (che vedevo sempre quando a PES prendevo la Nigeria qualche anno fa sperando di trovare un nuovo Kanu, e ho visto oggi per la prima volta dal vivo) va vicino al gol con un tiro da fuori.

Deschamps nel frattempo capisce che sta giocando in dieci e che o toglie Benzema o lo rimette al suo posto. Preferisce la seconda soluzione, togliendo Giroud e facendo entrare Antoine Griezmann che era partito titolare nella prima partita con l'Honduras. La Francia finalmente ha una seconda opzione di passaggio nella trequarti di campo oltre a Valbuena. Al settantesimo Benzema triangola bene proprio con Griezmann che lo mette da solo davanti a Enyeama, ma Benzema non è in giornata e gli tira addosso.

Al settantatreesimo Pogba smarca con un tocco di esterno ancora molto elegante Gabriel, la dà al centro a Matuidi che allarga per Griezmann: cross, respinta con i pugni di Enyeama e Pogba recupera di nuovo palla al limite dell'area: Valbuena da destra crossa di nuovo e guadagna un angolo.

Su un angolo successivo la Francia va vicina al vantaggio con uno splendido tiro da fuori di Cabaye che prende la traversa (e fosse entrato sarebbe tra i primi cinque del Mondiale); poi su punizione Benzema colpisce bene di testa ma Enyeama devia ancora in angolo. A quel punto però il povero Vincent Enyeama, che quest'anno ha tenuto la porta del Lille inviolata per 11 giornate consecutive, compie l'errore che non riuscirà a togliersi dalla testa per un po'. Su un angolo battuto sul secondo palo esce male, ma non del tutto a vuoto, smorza il cross mettendolo precisamente sulla testa di Pogba. Che è anche bravo a colpirla con la forza giusta dandogli la direzione giusta per raggiungere la porta vuota oltre il mucchio di giocatori che ha davanti.

L'ultima cosa pregevole della partita di Pogba è un lancio preciso per Griezmann che, un po' defilato a sinistra, calcia forte e alto: ma Enyeama devia a mano aperta sopra la traversa. Il raddoppio francese nasce da un calcio d'angolo inutile in cui in area c'è solo Griezmann che riesce comunque a prendere di sorpresa la difesa nigeriana.

Prima del Mondiale, aveva dichiarato all'Equipe che non si va in Brasile per accontentarsi: “Ci andiamo per vincere. D'altra parte credo che sia l'obiettivo di tutte le squadre. Io credo nel gruppo. Quindi mi chiedo: perché non noi? Che abbiamo in meno rispetto agli altri?”

Al termine della partita con la Nigeria ha detto invece che è stato il giorno più bello della sua vita, ed è stato eletto migliore in campo per la felicità della “PogFamily”. Ne è uscito anche come recordman per i passaggi (57). Forse è presto per dirlo ma Pogba contro la Nigeria potrebbe essere diventato il fulcro del gioco della Francia. Lo capiremo con certezza nel quarto di finale con la Germania.

Negli spogliatoi foto con Enyeama, che gli ha negato un gol splendido nel primo tempo ma si è rifatto con un assist nel secondo.


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