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Demented parla da solo

Demented parla da solo

Molti pensano sia una cosa da matti, ma parlare da soli in realtà è una figata.

di Demented Burrocacao
04 aprile 2013, 10:53am

Illustrazione di Simone Tso.

Penso che parlare da soli sia una figata. Si tratta forse di una delle poche cose pure in un’era in cui parlare con gli altri è come guardare una tv interattiva, svolgendosi il tutto prevalentemente via chat. Eppure la prima cosa che uno pensa quando si parla del “parlare da soli” è ai matti, agli sconclusionati, al disadattamento tout court. Dal mio punto di vista, invece, parlare da soli è il massimo della lucidità. Uno fa il punto della situazione, trova soluzioni, fa le prove degli sbrocchi con gli amici oppure lima dei discorsi, delle teorie: tutto rivolgendosi a un ideale qualcuno. Ovviamente questo qualcuno in apparenza non c’è, ma esiste: sei tu stesso che parli con un altro te stesso, si è dunque minimo in due. Ragion per cui il parlare da solo è dialogico, ed è senza dubbio l’unico modo di parlare che non sia egotico—essendo, al contrario, il totale sgretolamento dell’identità per come noi la conosciamo. Tra l’altro parlare da soli scioglie la lingua, le parole vengono soppesate, centellinate come se non si potesse fare un discorso a caso. Anzi, la lucentezza delle lettere che fuoriescono dalla bocca è più chiara e sonante. Come una specie di vaso di Pandora che si apre.

Ultimamente in strada si vedono ‘sti tizi che parlano da soli mentre stanno in macchina, camminano e vanno a fare la spesa. In realtà indossano dei fottuti auricolari, stanno al telefono ma sembrano dei deficienti che parlano da soli. Invece si può parlare veramente da soli, senza essere dei deficienti.

Del resto, fingere di telefonare a qualcuno aiuta davvero gli affetti da voci allucinatorie. Si tratta di un'azione terapeutica, ed è essenzialmente quello che succede quando si parla da soli: si inoltra una chiamata a se stessi, come per svegliare la propria coscienza addormentata. Da soli ci si può anche intervistare, farsi le domande più scottanti mai immaginate, si può cantare (variante interessantissima) e tra l’altro si possono inventare dei mondi fantastici e inaspettati. Immaginatevi parlare da soli con un positrone: in teoria è impossibile, nella pratica potete pure parlare con lo spirito di Marx o con un acaro della polvere; tanto non risponde, ma vi arrivano delle suggestioni, ed ecco che tutto è più chiaro e guardate più lontano. La gente parla ai gatti, quindi fondamentalmente parla da sola: perché non è possibile parlare con il vento?

Tra l’altro, nella mia pluriennale esperienza come operatore sociale (sì, ho un passato anche io) ho notato svariati casi di autismo in cui parlare con gli altri era parlare da soli, eppure c’era un dialogo. Questo perché alla fine parla anche la mimica e, come spiega anche il detto, "le immagini parlano da sole."

Gli psicologi della Toronto University hanno dimostrato che questa pratica del parlare da soli fa bene all’autocontrollo e a limitare i comportamenti impulsivi: è una valvola di sfogo che non comporta il picchiare chi hai accanto. Infatti non è possibile darsi sempre ragione quando si parla da soli, perché—ovviamente—non ce n’è motivo: stai da solo! Dulcis in fundo, moltissimi personaggi illustri parlano o hanno parlato da soli. Un esempio per tutti Lewis Carroll (Alice parla da sola per praticamente tutto il libro) e James Joyce, che nell’Ulisse non fa altro che un’autobiografia delle sue giornate a passeggiare dicendosi cazzate ad alta voce.

Insomma, avrete capito che io parlo da solo, e che tutta questa manfrina è solo per introdurre una mia nuova rubrica fissa: Demented parla da solo. Si parlerà di musica, arti, stronzate varie, addirittura si faranno interviste, sempre nell’ottica in cui il gentile pubblico non è altro che i miei altri io. 

Demented Burrocacao è una nostra conoscenza di lunga data, e per VICE si occupa di recensioni, reinterpretazioni e altra musica. Una volta si è anche fatto intervistare. Come avrete capito, questa è la sua nuova rubrica. 

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