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Una serata con la polizia nella capitale thailandese del turismo sessuale

Pattaya è nota per rendere rabbiosi. E il senso di malcontento è forte, nei pressi dell'unità mobile di polizia all'ingresso di un resort della famigerata Walking Street.

Foto di Aaron Joel Santos

Pattaya è nota per rendere rabbiosi. E il senso di malcontento è forte, nei pressi dell'unità mobile di polizia all'ingresso di un resort della famigerata Walking Street. Un gigantesco pakistano spiega animatamente la sua situazione agli agenti stranieri che pattugliano il quartiere a luci rosse. Di fianco a lui, una figura femminile su tacchi a spillo vertiginosi mastica una chewing gum e gli lancia sguardi acidi. “Non sono omosessuale,” si lamenta l'uomo. “Questa cosa mi ha ingannato,” dice puntando il dito in direzione dell'accompagnatrice, i cui tratti maschili e i toni gutturali rendono palese che alla nascita fosse effettivamente un lui.

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“Non vuole pagarla,” spiega Andros Plocins, un membro inglese dei Foreign Tourist Police Assistant (FTPA). “Così adesso dobbiamo sistemare la cosa.” La situazione si calma in fretta. L'uomo, che si era accordato per la transazione prima di comprendere la realtà dei fatti, deve pagare il prezzo accordato. Nel frattempo la ladyboy viene multata per 200 bath (4.50 euro) per adescamento. “Doveva pagarla e basta,” continua un altro poliziotto ridendo. “Era figa."

Intervenire in dispute e fraintendimenti del genere è una delle responsabilità degli FTPA. I volontari di polizia stranieri pattugliano la Walking Street dal 2002, quando la polizia turistica di Pattaya ha chiesto un aiuto dall'estero. All'inizio, il loro ruolo principale era aiutare gli agenti thailandesi con la traduzione e garantire ai turisti un servizio informazioni. Oggi gli FTPA continuano ad aiutare i turisti, ma i loro compiti si sono ampliati fino a includere compiti quali fermare le risse nei bar e arrestare i ladri. Anche se gli agenti volontari non hanno potere d'arresto (serve l'approvazione di un supervisore thailandese), hanno in dotazione manette, manganelli e spray al peperoncino.

Gli FTPA sono circa 60, da 20 paesi diversi, e grazie alla recente introduzione di ronde in moto il loro raggio d'azione si estende anche ad altre zone della città. Nonostante la diversificazione, comunque, Walking Street, che pattugliano ogni sera dalle nove alle tre di notte, rimane il punto in cui si concentrano maggiormente.

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Per molti turisti, Walking Street è praticamente un paradiso. Con un'estensione di un chilometro e mezzo dal centro della città fino al porto, la zona pedonale è un parco giochi di strip club illuminati dai neon. Squadre di ragazze in minigonna pattugliano l'esterno dei locali più frequentati nella speranza di adescare qualche cliente, mentre le attività più piccole contano sulla vecchia tattica del richiamo, con le grida di “benvenuto bell'uomo” delle bariste che si percepiscono distintamente sopra la techno che non lascia mai la strada.

Ma a Pattaya non c'è solo turismo sessuale. La prossimità della città all'aeroporto Suvarnhabumi di Bangkok (dove si arriva in meno di due ore) la rende una delle destinazioni turistiche più popolari della Thailandia. Tra i turisti primeggiano i russi, così come i cinesi, gli indiani e gli arabi. Le autorità locali hanno spinto molto per migliorarne la reputazione, e molti di questi nuovi visitatori sono famiglie, coppie e gruppi che non appaiono granché disturbati dal commercio di carne che è parte integrante di Pattaya.

È un mix eclettico di persone, e di solito le varie nazionalità convivono pacificamente. Nonostante gli sforzi delle autorità locali, però, ci vorrà più di qualche famiglia siberiana per lustrare l'immagine della città. Sulla Walking Street, risse, spaccio e tensioni tra turisti e prostitute sono all'ordine del giorno. Le prostitute offrono la loro mercanzia; gli autisti rischiano la vita con uno dei peggiori bilanci di vittime per incidenti stradali del Paese e tonnellate di pasticche di metanfetamina accrescono ulteriormente la follia.

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Tenere a bada il caos sarebbe complicato anche per la squadra di polizia più temprata. In questo senso, il fatto che gran parte del lavoro sporco sia fatto dai volontari stranieri è ancora più degno di nota.

"Non è più come una volta," dice Dave Eke, uno degli agenti inglesi. E lui lo sa bene. Con un passato come responsabile della sicurezza nei night dell'East London ai tempi dei gemelli Kray, Eke si è trasferito in Thailandia più di trent'anni fa, e vive a Pattaya dal 1979. Negli ultimi 12 anni ha passato buona parte delle sue serate a pattugliare le strade della città come agente volontario.

"Non dico che Pattaya sia una calamita per brutta gente," continua, "ma tra i frequentatori c'è sicuramente una buona percentuale di idioti. Si ubriacano, e poi magari non vogliono pagare il conto. I thailandesi erano molto amichevoli, però ora sono stanchi e c'è molto più cinismo. Tanti turisti non capiscono che è pericoloso far arrabbiare la gente del posto. Se crei problemi in un locale o ti metti a discutere con una ragazza o i responsabili, corri il rischio di essere pestato da un buttafuori. E la maggior parte dei buttafuori è pratica di muay thai."

Se Eke sembra stufo, il suo collega Plocinis è di tutt'altra idea. È venuto qui in vacanza dopo una carriera nella polizia del Befordshire e si è innamorato dell'ambiente. Per lui, la poesia non è ancora svanita. "Pattaya ha i suoi momenti, certo, ma io la vedo ancora come un sogno," dice sorridente. "Potrei starmene in Inghilterra, da pensionato, ad annoiarmi con una moglie pensionata che si annoia a sua volta. E invece sono qui, c'è il sole e sono circondato da centinaia di belle donne."

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Nonostante la sua visione non esattamente positiva, Eke è una figura nota e apprezzata, da queste parti. Seguiamo lui e Plocins mentre lasciano l'unità mobile per pattugliare a piedi Walking Street. Eke, che sfoggia un berretto militare, è in testa. Si ferma spesso a scambiare wai—il tradizionale saluto thailandese—con proprietarie dei locali, bariste e ladyboy. "Non basta l'uniforme per farsi rispettare," mi spiega. "Devi costruire dei rapporti con tutti. Per me è fondamentale."

Mettersi in mezzo coi locali sulla Walking Street non è certamente una buona idea. A Pattaya è molto diffuso l'uso di ya ba, un derivato della metanfetamina il cui nome, tradotto alla lettera, è "droga della pazzia". A consumarlo sono soprattutto le prostitute e chi lavora di notte. Nata per dare energia ai cavalli che dovevano trainare i carretti nelle campagne, la sostanza, disponibile sotto forma di compresse, dà euforia, ma crea anche una forte dipendenza e ha effetti collaterali imprevedibili. "Se non girasse così tanta ya ba ci sarebbe la metà dei problemi," dice Plocins. "L'alcol può farti diventare sospettoso e aggressivo, ma con le droghe è un'altra storia."

Come prevedibile, per la polizia thailandese gli spacciatori sono una delle prede più ambite, e le pene previste per chi viene arrestato sono piuttosto rigide. Per evitare di farsi intercettare, spesso gli spacciatori nascondono le sostanze in zone prestabilite nei dintorni della Walking Street.

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Eke dice con orgoglio di avere una certa abilità nell'individuare i nascondigli. "Dovete stare lontane da quella zona," spiega a un gruppo di giovani russi dall'aria confusa. Stanno bevendo appoggiati a un muro verso la parte della Walking Street che dà sul porto. Eke rimuove una pietra alla base del buro e si inginocchia per ispezionare da vicino il buco. "Ci trovo sempre un sacco di buste," dice mentre spinge il braccio verso l'interno. Stavolta, però, resta a mani vuote.

All'unità mobile, intanto, l'atmosfera è rilassata. I volontari danno indicazioni ai turisti che hanno perso la strada e si fanno fotografare in compagnie delle russe ubriache. Per passare il tempo, raccontano le esperienze più strane che hanno avuto lavorando a Pattaya. Le ladyboy che brandiscono scarpe col tacco come armi sembrano una presenza ricorrente, mentre i terribili incidenti tra moto e i ritrovamenti di cadaveri sulla spiaggia sono testimonianza del lato più oscuro della città.

Stasera, però, non succede granché. "È una di quelle serate tranquille," ammette Eke. "Per fortuna è così la maggior parte delle volte, ma dobbiamo essere sempre pronti. Siamo a Pattaya. Non sai mai cosa potrebbe succedere."

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