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Chi odi dipende da quanto sei intelligente

Una nuova ricerca condotta da due psicologi sociali ha dimostrato che le persone più intelligenti e meno intelligenti hanno la stessa quantità di pregiudizi—ma li hanno nei confronti di persone del tutto opposte tra loro.

di Diana Tourjée
03 agosto 2016, 7:57am

Foto di Becky Lamming.

In passato, alcune ricerche avevano dimostrato che le persone con capacità cognitive più ridotte sono più inclini al pregiudizio; ma il pregiudizio non è un'esclusiva degli stupidi. Secondo un nuovo studio, le persone a entrambi gli estremi dello spettro intellettivo sono egualmente inclini al pregiudizio—quello che cambia è nei confronti di chi.

I ricercatori, gli psicologi sociali Mark Brandt e Jarret Crawford, hanno preso in considerazione 5.914 soggetti nel corso del loro esperimento "Answering Unresolved Questions About the Relationship Between Cognitive Ability and Prejudice." Senza tenere in considerazione altri parametri—per esempio se uno specifico pregiudizio sia giustificato o meno—hanno misurato la "quantità" di pregiudizi portati da persone con alte e basse capacità intellettive. La posizione dei partecipanti lungo lo spettro delle abilità cognitive è stata stabilita con degli appositi test correlati al QI. Brandt e Crawford hanno riconfermato che le persone con limitate capacità tendono ad avere pregiudizi contro i gruppi liberali o non convenzionali, come nei confronti di gruppi che hanno "un limitato spettro di scelta"—definiti dalla razza, dal genere o dall'orientamento sessuale, per esempio. Secondo la ricerca, questa tendenza è inversa tra le persone con ampie capacità cognitive. In altre parole, i partecipanti più intelligenti erano spesso portatori di pregiudizi contro i gruppi considerati convenzionali o conservatori—gruppi percepiti come "liberi di scegliere come meglio credono con chi associarsi."

"Le persone tendono a preferire le persone uguali a loro," ci hanno detto Brandt e Crawford. "Disprezzare chi ha una visione del mondo diversa dalla nostra può aiutarci a continuare a pensare che la nostra sia valida." In altre parole, se vedi il mondo in un modo, ti sembrerà quella la prospettiva giusta e cercherai di rafforzare l'idea di avere ragione pensando che chi ha un'idea diversa ha torto.

La loro ricerca ha portato anche a un altro risultato. Brandt e Crawford hanno scoperto che le persone con limitate capacità cognitive hanno pregiudizi contro i gruppi in cui le persone rientrano senza scegliere, per esempio i gruppi di minoranze etniche o LGBT. E questo è ancora più grave nel 2016, quando le comunità conservatrici in tutto il paese si stanno polarizzando intorno all'intolleranza per le persone transgender, i musulmani continuano ad affrontare i pregiudizi e le violenze della polizia sono all'ordine del giorno.

Brandt e Crawford hanno fatto riferimento ad altre ricerche, che dimostravano che le persone meno intelligenti sono spesso portate a "ridurre all'essenziale", ovvero considerare i diversi gruppi come "chiaramente diversi".

"Vedere confini netti aiuta le persone a considerare che l'altro gruppo sia lontano e diverso. E, in questo modo, non rappresenti una minaccia," dicono. I ricercatori hanno anche preso in considerazione uno studio recente che analizza questo fenomeno di demarcazione in riferimento allo stupido piano di Trump di costruire un muro sul confine meridionale degli Stati Uniti—che creerebbe un confine fisico laddove ne esiste uno per ora solo mentale.

I conservatori che sostengono questo piano esprimono il loro pregiudizio verso gruppi "che hanno poca scelta"—in questo caso, i messicani nati in Messico e che non hanno scelto questa loro condizione. "All'opposto, le persone intelligenti esprimono il loro pregiudizio contro i gruppi che hanno più scelta," per esempio i conservatori, dicono i ricercatori. "E sono particolarmente arrabbiate con le persone che, secondo loro, dovrebbero essere in grado di cambiare opinione."