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Cultura

Dagli archivi di Kern - Anne e Susan

Le modelle della settimana risalgono a un film degli anni Ottanta ideato, girato e distribuito dallo stesso Kern.

Ogni settimana Richard Kern ci invita nel suo appartamento nel L.E.S. per dare un occhiata al suo immenso archivio fotografico, frutto di una lunga e altalenante carriera. Le modelle della settimana risalgono a un film degli anni Ottanta ideato, girato e distribuito dallo stesso Kern, nei tempi in cui faceva lo spacciatore e cercava di disintossicarsi.

VICE: Si tratta di un lavoro diverso dal solito. A quando risale?

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Richard Kern: Era il 1986, o l'87, si tratta di una foto molto vecchia. Il suo nome è Susan. Questo è un fotogramma del film, The Evil Cameraman. Lo girai appena prima di disintossicarmi—si parla dei tempi in cui facevo lo spacciatore, insomma, di tutta quella merda.

Eccone un'altra.

Sì, è una ragazza giapponese chimamata Anne. Era la prima ragazza asiatica con cui sono mai uscito. Ai tempi—non so se suona razzista o meno—non c'erano molti asiatici in giro.

Ce n'erano di meno secondo te eh?

Ora come ora—suonerà razzista ma non lo è—esistono molte più coppie interraziali, ma non parliamone. Non è più un problema. A quei tempi non ne vedevi mai. Voglio dire, poteva capitare che un veterano del Vietnam tornasse in patria con una moglie vietnamita, ma non capitava di vederlo per davvero, non per strada— insomma, non tutti i giorni. La frequentai per un bel po' e assieme ci drogammo un sacco. Una volta mi capitò di mandarla in Canada, ai tempi distribuivo i miei film da solo. Le autorità doganali la fermarono e, convinti di aver individuato il tramite di uno "spacciatore" di pornografia minorile, mi indagarono, in segreto. Pensavano fosse una ragazzina.

E come si risolse la faccenda?

Be', sono ancora in giro no? [ride]

E come lo venni a sapere?

Lo scoprii grazie a un amico svedese. Era editore di una rivista a cui avevo contribuito. Fu fermato e interrogato a Göteborg. La mia reazione fu di stupore, "Cosa, mi state dando la caccia?" Ero a un passo dall'impazzire. Quella faccenda mi insegnò a identificare tutti i protagonisti dei miei scatti con documenti e carte d'identità, modelle incluse.