Il 5 dicembre torna la rivoluzione italiana

Forse non ve ne siete accorti neppure stavolta, ma anche quest'a​nno il paese sarà percorso da una nuova Rivoluzione che minaccia di "scatenare l'inferno". Abbiamo intervistato il portavoce, ​Danilo Calvani.

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dic 4 2014, 9:48am


Piazza del Popolo, 18 dicembre 2013. ​Foto di ​Federico Tribbioli.

Forse non ve ne siete accorti neppure stavolta, ma anche quest'a​nno il paese sarà percorso da una nuova Rivoluzione. Da venerdì 5 a martedì 9 dicembre è prevista una mobilitazione del Coordinamento 9 Dicembre ("Organi​zzato"), che è il gruppo che raccoglie i reduci della Rivoluzione Italiana dell'anno scorso e che veniva genericamente definito "i forconi".

La novità è che quest'anno non ci saranno i veri Forconi—intendendo il gruppo siciliano che fa capo a Mariano Ferro, che non ha aderito—né le altre sigle che avevano abbracciato la protesta, come quella del veneto Lucio Chiavegato. A organizzare il nuovo "9 dicembre" è Danilo Calvani, agricoltore laziale meglio ricordato per la Jaguar che lo ha​ scortato in giro per l'Ita​lia.

Malgrado la scarsa partecipazione online, coi gruppi di coordinamento diventati qualcosa di simile a stanze vuote nelle quali si entra, si urla, e poi si esce rinfrancati, l'organizzazione di questa nuova protesta va avanti da mesi e ci sono stati molti incontri pubblici, serviti a definire la diffusione territoriale e i temi sui quali  b​asare l'"Assedio". Ne è nato un manife​sto contenente otto punti—che vanno dalla richiesta di dimissioni di Renzi e Napolitano all'istituzione di un Tribunale Popolare—e un ​ultimatum: se non verranno accolte le nostre richieste "scateneremo l'inferno".

In questi mesi trav​agliati, il coordinamento è stato molto attento a non compromettersi politicamente: né bandiere né indirizzi politici, fatta eccezione per gli ex mili​tari e chi indossa maglie con la scritta Roma Gladiator e baschi di varia estrazione.

Con questa è la terza volta che accade in quattro anni: per quanto bizzarri o già noti, in Italia esiste un gruppo di persone che ha già blo​ccato un paese, e che ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione a manifestare pubblicamente per invocare lo scioglimento delle camere e l'istituzione di una specie di legge marziale entro quattro giorni. Ho pensato di chiamare Danilo Calvani per chiedergli perché.

VICE: Cosa succede esattamente domani?
Danilo Calvani: ll 5 dicembre si comincia: abbiamo preparato un ultimatum a questa classe politica illegittima che gli italiani—non Danilo Calvani—non riconoscono più. Noi chiediamo le dimissioni del Governo, lo scioglimento delle Camere, che il presidente della Repubblica si dimetta, che si torni a votare immediatamente, e si condannino e processino queste persone che hanno responsabilità di aver firmato patti come Maastricht, Lisbona, MES, che hanno portato il paese al disastro. Alla scadenza dell'ultimatum, il 9 dicembre, attueremo questa resistenza attiva, forte, prevista dalla nostra costituzione dagli articoli 50 e 54.

E quindi cosa farete, concretamente? Presidierete delle rotonde autostradali per ​bloccare il traffico​?
No, non verrà bloccato nulla, abbiamo solo detto che faremo tutto ciò che si può fare per legge. Tecnicamente la richiesta viene fatta come sit-in: qui è tutto concordato con le questure e sono autorizzati. Ripeto: au-to-ri-zza-ti. Staremo quattro, cinque giorni dentro i presidi sparsi per l'Italia, aspettando una risposta al nostro ultimatum. Non verrà fatta nessuna azione illegale, però faremo vedere una forte presenza fisica tra la gente del popolo, e poi da lì vedremo come comportarci.

Quindi questi sit-in sono stati autorizzati dal 5 al 9 dicembre?
Sì sì sì, dal 5 al 9, però siccome poi scade l'ultimatum, probabilmente verranno prorogati. Sarà una battaglia dura fino a oltranza che vedrà milioni e milioni di italiani su tutte le strade per riprenderci le nostre istituzioni, perché sono del popolo..

E quanti ne sono previsti?
A occhio e croce in questo momento siamo sul migliaio, però calcola nelle prossime ore ne arriveranno molti di più. Ogni città, come detto, si organizza come meglio crede.

Diciamo per ipotesi che lo scenario potrebbe essere questo: si arriva al 9, scade l'ultimatum e stop, non succede nulla. E poi?
​Io credo che scatterà una molla di rabbia incontrollata. Se ne assumeranno le responsabilità, perché la gente è molto arrabbiata. Quando la gente vedrà altra gente sulle strade manifestare in modo giusto e sacrosanto, a questo punto si sentirà presa in giro. 

​E non credo che sarà più facile fermarli perché adesso noi dialoghiamo e garantiamo tutto, ma se la gente si trova di fronte a una dittatura, un colpo di stato da prepotenti, in un momento in cui tutto il paese si mobilita, credo che che nessuno si potrà prendere questa responsabilità. Sarà durissima perché il problema nostro rispetto all'anno scorso, adesso, non è convincere la gente ma fermarla. È lì che poi ci sono problemi a calmare a gente. Io ho dei seri problemi.


Danilo Calvani in piazza del Popolo, 18 dicembre 2013.

Quindi se questo ultimatum scade, e i termini e non vengono rispettati, lei non si sente più responsabile di quello che potrebbe succedere dopo? Si sentono frasi del tipo "Dopo il 9 scateneremo l'inferno".
Certo, perché noi attueremo una resistenza attiva prevista dalla nostra Costituzione, però la gente a quel punto si sentirà presa in giro. Ovviamente l'inferno, tra virgolette, lo scateneremo contro questa classe politica. Ovviamente.

E cosa vuol dire? Perché se lei parla di attribuire ogni responsabilità dei possibili disordini a chi non ha accettato il suo ultimatumche chiaramente non verrà accettatoallora giustifica questo "inferno" che dovrebbe seguire al 9 dicembre...
No, vuol dire che non li vogliamo più. Significa che se ne devono proprio andare. Noi usiamo anche un'altra frase, "non faremo prigionieri": è chiaramente una metafora, però è ovvio che contro questi scateneremo di tutto, non gli daremo tregua. 

​A quel punto noi avremo il paese da nord a sud tutto mobilitato, con migliaia di presidi, con milioni di persone, faremo tutto ciò che è legittimo —guai a chi va oltre—però se questi continuano a prendere in giro, e usare la prepotenza, a trascurare gli italiani, a ucciderci, a non curare gli ammalati, Iì credo che ci siano dei limiti.

Sono loro che si devono preoccupare se non se ne vanno, a questo punto. Se ne accorgeranno già tra i primi quattro giorni: credo che andranno a più miti consigli quando vedranno il popolo mobilitato. Il popolo si mobilita, Vince', non c'è niente da fare. 

Pubblicazione di 09 Dicembre Inizia La "rivoluzione".

​Quanti si stanno mobilitando per la struttura organizzativa, numericamente?
Io parlo solo coi referenti e saranno almeno 500. È un effetto domino: sono tanti, tutti organizzati e tutti sulla stessa linea, questa la differenza con l'anno scorso. L'anno scorso c'era il caos.

Quest'anno, soprattutto, non ci sono gruppi come i "forconi". Cos'è cambiato? Perché siete divisi?
Non è cambiato nulla, quella dell'anno scorso era solo una protesta. Oggi invece abbiamo una proposta, dei punti. Siamo più organizzati e tutto parte solo dal gruppo operativo nazionale, non ci sono fazioni, gruppi o movimenti.

​L'anno scorso è andata oltre le nostre più rosee aspettative: noi ci aspettavamo 6-700 mila italiani da tutta Italia, non tutta quella gente che scendeva per strada. Questa cosa ci ha spiazzati, e si sono create delle correnti: Mariano Ferro ha fatto un accordo con Renzi, Chiavegato si è messo a fare politica con Fratelli d'Italia —mi sembra, non ho capito bene—poi con la Lega... Insomma, gli altri hanno tradito l'accordo con la gente perché il patto era che non dovevamo schierarci e questo ha portato a una fortissima rottura. Se tu fai un patto lo devi mantenere.

C'è un vid​eo in cui dice che qualcuno l'ha spinta alla trattativa col governo, l'anno scorso. Cosa vuol dire?
Come no: il sottosegretario ai trasporti, era ancora Rocco Girlanda, ci pressava. Volevano fare una trattativa che poi io non ho fatto, ma altri sì. Poi sappiamo quello che è successo.

Quindi qualcuno ha fatto questa trattativa a nome di tutti ma lei non era d'accordo?
Assolutamente sì, avevamo fatto una promessa alla gente: "con questi qua non ci trattiamo." Quando si fa un patto con la gente lo devi mantenere.

In quel video dice che la trattativa doveva essere intavolata con una fazione politica ben precisa.
Guarda, a dire la verità ci hanno pressato tutti, Girlanda stava da una parte ben precisa [Nuovo CentroDestra] quindi lo puoi capire anche tu.

Siete più coesi dell'anno scorso, siete comunque tanti, ma come fate a organizzarvi economicamente? Cioè: da dove prendete i soldi?
Questo è un serio serio problema. Ci spostiamo così, almeno per quanto riguarda noi del gruppo operativo: chi ci invita ci paga pure il viaggio. Ci pagano il carburante, perché non ce la facciamo. Però diciamo che la rete ci sta dando una mano, c'è veramente una forte mobilitazione di popolo, ma soldi zero. Guarda: proprio prima che chiamavi tu, sono arrivati una decina di persone qui al gruppo operativo e hanno portato la spesa per mangiare.

In realtà io ho visto la vostra raccolta sul rendiconto online e riporta poche centinaia di euro.
Pochissimo, diciamo che siamo a un paio di migliaia di euro.

Piazza del Popolo, 18 dicembre 2013.

Vuole dirmi che questa struttura è organizzata a costo zero, e non c'è nessuno che ci mette dei soldi?
No, no, però bisogna dire che tutti hanno delle spese per organizzarsi. Diciamo che non è un costo zero, ma che non c'è nessuno che ci finanzia. Ecco perché non siamo ricattabili

gli eli​cotteri da dove vengono?
Gli elicotteri si sono offerti loro in appoggio nostro. Questo grazie al comandante Carlo Tipaldi: sono andato a una riunione nelle Marche, mi ha conosciuto, anche lui cercava di fare 'sta cosa e ci ha dato la possibilità di fare questa iniziativa, proprio per far capire che tutti i settori appoggeranno. E anche loro comandanti di elicotteri, provenienti da un certo settore, lo faranno.

Quindi un "comandante" vi ha fornito un elicottero per appoggiarvi.
Otto ne sono stati forniti, ognuno in ogni regione.

E da parte di chi?
En.. Enac, Anac. Lui è uno che sta nell'Enac. Non è uno che ha tutti 'sti elicotteri, sono tutti singoli proprietari. Il messaggio è stato questo: chi conosce comandanti, chi conosce i piloti, sa perfettamente che tutti quei settori ci stanno appoggiando. È diventata una cosa di popolo, Vince'.

Quindi avete otto elicotteri...
No ma che c'abbiamo otto elicotteri!, solo per la cosa di lunedì. Lo stesso vale quando spostiamo i mezzi, i trattori. È ovvio che un proprietario se li assorbe lui i costi, ed è anche vero che la gente proprio perché ci mette del suo, la sente più sua la cosa e questa è un'arma in più. E lotteremo fino alla fine a difesa della nostra Costituzione rispettando il diritto costituito e la nostra Repubblica.

Ma la costituzione non prevede che si possa istituire un "Tribunale Speciale del Popolo", come si legge dal vostro manifesto.
No, infatti abbiamo parlato di "tribunale in sede ordinaria", se vai a leggere.

Sul manifesto c'è scritto "Tribunale Speciale"...
E i manifesti li stanno sbagliando. Se tu leggi gli otto punti integrali consegnati, c'è scritto all'ottavo punto "in sede ordinaria", capito? Per volontà popolare, ovvio: se fai 'sta cosa, il popolo vuole condannarli. C'è scritto proprio "In sede ordinaria", sennò avremmo avuto qualche problemino. È ovvio che poi gli slogan vengono così, come tipo "Non faremo prigionieri", "scateneremo l'inferno": slogan è una cosa, gli otto punti de-po-si-ta-ti in tutte le questure sono un'altra e stanno lì.

Il volantino tratto d​al vostro sito ufficiale parla di "Tribunale Speciale che quantifichi i danni economici e proceda in sede ordinaria." Come fa a essere istituita una cosa del genere senza sovvertire la Costituzione?
Non è un tribunale speciale, perché se il popolo li manda via è ovvio che qualcuno deve agire. Se il popolo vuole questo, e questi signori si dimettono, è normale che i giudici devono fare il loro dovere, no? È normale che li devono condannare: la parola "speciale" è questo, perché sennò non potrebbe starci "ordinaria". Giuridicamente regge la parola "ordinaria", non quella "speciale". È ovvio che chi ha sbagliato in sede ordinaria deve risponderne, mica li processiamo noi.

Quindi è un invito affinché le forze dell'ordine, spinte dalla volontà popolare, consegnino alla giustizia chi ci ha portato a questo disastro.
Certo, è un invito doveroso. Loro hanno il dovere di agire quando ci sono queste violazioni—non hanno il diritto, o la possibilità: hanno il DOVERE. Io me le sono lette bene le leggi, ho fatto solo ragioneria, non è che ho fatto diritto, ma l'interpretazione è chiara. Siamo andati da costituzionalisti, tutti ci dicono la stessa cosa: hanno il il DOVERE, soprattutto se il popolo lo chiede e poi diventa una denuncia popolare a tutti gli effetti. Se poi li ritengono innocenti li assolvono, mica li devono condannare per forza, mica stiamo nel medioevo.

Che sarebbe l'esatta definizione di "Tribunale del Popolo". Anche uno dei vostri referenti principali si è espress​o in questi termini, estendendo il trattamento "ai media, per tradimento del popolo italiano."
La parola "tribunale del popolo" è questa, sottintesa così. Vista questa iniziativa, visto che secondo noi è ovvio che c'è una forte volontà a condannarli, è questo il tribunale dei popoli. È una frase metaforica, è normale che è così...

Quando vai a parlare di MES, Maastricht, 'ste cose la gente non le sa, però quando poi leggono si incazzano. Quindi è normale che tu devi usare un linguaggio che la gente capisce. Però è anche ovvio che tu devi fare le cose fatte bene, non è che stiamo a prendere iniziative fuori dalla legalità: come si fa a fare un tribunale così, insomma, non è che si può fare.

Chi è responsabile deve assolutamente rispondere, perché la morte del paese è questa, è inutile che ci giriamo attorno. La MORTE del paese è questa. A noi cittadini ci hanno condannato senza processo, noi invece saremo moto onesti con questa gente, non faremo nulla di vendicativo. Ma una giustizia sacrosanta e genuina ci vuole. Qua sta crollando una civiltà eh, qua si rischia il crollo di una civiltà.

Quindi secondo lei se il popolo ne avesse l'opportunità farebbe questo. Come fa a parlare a nome della gente, a nome di tutta l'Italia?
Infatti io sono solo stato nominato portavoce, parlo come cittadino italiano. Ovviamente avendo una visibilità maggiore potrei approfittare di questa posizione, ma non lo farò mai.

Lei era un leader di Dign​ità Sociale, un movimento che si batt​e per la sovranità monetaria contro il signoraggio bancario. Che fine ha fatto?
Dignità Sociale ha aderito al coordinamento. Esiste ancora: Dignità Sociale e C.R.A, i Comitati Riuniti Agricoli, hanno creato il "9 dicembre".

Si è anche presentato come candidato sindaco nel 2010.
Sì con il C.R.A, come lista civica senza appoggiare nessuno, con la scritta "non ci votate perché non faremo piaceri".

Alla fine è andata più o meno così, dato che avete raccolto due o trecento voti...
Sì, non avevamo candidati del posto. Stavamo presidiando l'INPS da otto mesi, la gente ci ascoltava, e allora abbiamo messo il cartello "ci siamo candidati". Nessuno ci ha votato ovviamente, eh eh eh.

E in che rapporti è adesso col gen​erale Antonio Pappalardo, che era​ dirigente di Dignità Sociale?
Nessun rapporto, perché il generale Pappalardo fa parte della politica. Noi dopo quindici giorni lo abbiamo rimosso. Abbiamo creato Dignità Sociale perché non ci si doveva schierare con un partito, e lui subito ha fatto il partito. Non si può fare, sennò la gente non ci segue.

Però una delle "te​orie politiche" di Pappalardo è stata anche uno dei vostri cavalli di battaglia, ossia l'instaurazione di un esecutivo guidato dall'esercito in caso di caduta dell'attuale governo, come da ultimatum.
Io ho semplicemente detto che noi ci fidiamo solo delle istituzioni delle forze dell'ordine e della magistratura. Delle altre istituzioni, quelle politiche, non ci fidiamo più. Quindi se ci va uno di questi, se venisse eletto, ci farebbe piacere. Io ho detto questo, poi qualche giornale si è scordato di vedere la fine del discorso. Sarebbe bello che si candidasse qualcuno di pulito di questi personaggi, e potesse dare una mano, perché il paese ha bisogno di esempi concreti, puliti... Non so un Dalla Chiesa, un Falcone, questa gente qui, che purtroppo non c'è più. Sarebbero stati degli esempi eccezionali. Ecco,io mi rifacevo soprattutto a Falcone e Dalla Chiesa, delle figure così, che hanno la condivisione del popolo.


L'intervento conclusivo di Enrico Leoni a piazza del Popolo.

Come mai ogni anno fate più o meno la stessa cosa nello stesso periodo?
È solo il secondo anno... Nel 2012 abbiamo bloccato però non al nord, ed era gennaio. Noi è da aprile che lavoriamo per ricompattare tutto quanto. Poi ci sono alcuni settori che in questo momento sono molto più disponibili come gli stessi agricoltori, molti operai disoccupati, gli operatori del turismo. Se facciamo le cose un mese prima o due mesi dopo l'adesione crolla del 30%. Subito.

Come la vede l'Italia al dicembre 2014? Cosa pensa di questa insofferenza che sta montando in alcune periferie urbane nei confronti del "diverso"?
Qui è in atto uno scontro tra poveri. Voluto, questo è chiarissimo, e credo che ci sia un segnale inequivocabile: se l'italia se non cambia rotta ci saranno problemi seri. Questa classe politica non è in grado di cambiare rotta.Immigrati e italiani stanno cominciando ad avere un disagio sociale altissimo: qui c'è uno scontro e bisogna assolutamente evitarlo. Io credo che sia voluto e preparato, questo scontro.

Da chi?
Dal sistema, sempre. Io di questa gente non mi fido più, guarda quanti suicidi ci sono. Ma come verranno ricordati questi, come martiri uccisi da una dittatura? Qua parliamo di persone e di essere umano, non parliamo di pelle e di colore. Anche se qualcuno c'aveva prima schierato da una parte, poi dall'altra: non è vero. Quei retaggi storici sono finiti: li stiamo unendo tutti. Il tricolore non è una bandiera ideologica, è bandiera italiana come dice il nostro articolo 12. Questo deve capire la gente: dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani. Rispettosi ma amanti della nostra patria intesa come territorio e non come ideologia, perché dobbiamo pure recuperare il linguaggio - adesso non possiamo dire certe parole perché sennò... E basta con queste complicazioni ideologiche, non è vero che siamo schierati: ti ricordi l'anno scorso, estremisti eccetera...?

L'anno scorso c'era Casapound, in piazza con voi.
È vero ma sono stati i primi che c'hanno attaccato, perché gli abbiamo impedito di mettere le bandiere. Se tu vai sulla rete e nei miei profili, vedrai che Casapound e soprattutto Forza Nuova mi stanno massacrando. Non me ne frega nulla, perché secondo loro dovremmo fare cose strane. Non tanto Casapound, che devo dire la verità in quei momenti la bandiera l'ha tolta, Forza Nuova invece si è comportata malissimo nei confronti nostri, anzi nei confronti del popolo. Cioè non si può egemonizzare una cosa, vale per tutti, pure a sinistra.


Simone di Stefano, vicepresidente di CasaPound.

Quindi Casapound sosterrà la protesta? In un'intervista dice che "molti di questi movimenti li conoscete bene" e che stanno aderendo.
Non lo so, può darsi che come cittadini lo faranno, come può darsi che altri di sinistra arriveranno, ce ne abbiamo tanti. Ma io vedo un'adesione totale da tutte le parti. Noi non chiediamo la tessera politica: come cittadini italiani tutti hanno il dovere di difendere il proprio paese. Ma poi c'è differenza fra questi qua, Berlusconi, Renzi? Io non la vedo sta differenza. Questi al paese non gli vogliono bene, non hanno rispetto. Nessun partito può alzare la sua bandiera, qua siamo solo cittadini italiani. Poi è ovvio che qualcuno magari ha anche qualche nostalgia, a noi non ci importa purché rispettino il codice etico. L'Italia è questa, la Costituzione è questa.

Se si presentano in piazza come l'anno scorso, sono benvenuti?
Come cittadini. Se si presentano dicendo "sono il segretario x" gli dico "scusa alza i tacchi e vattene." Se viene Francesco Antonio va bene, se vieni e dici "sono Francesco Antonio, segretario di," te ne vai. Ma lo stiamo già dicendo, è chiaro per tutti: fino a qualche tempo fa subivamo attacchi, ma a noi di Forza Nuova, Casapound, PD, Rifondazione Comunista, anche Salvini, che fa parte del sistema. Non ce ne frega niente: se sono cittadini vengono, però come cittadini.

Che lavoro fa lei adesso?
Agricoltore. Ho sempre l'azienda agricola. Finché non ce la portano via...

Ma ha avuto dei problemi con banche e Equitalia, diciamo, qualche tempo fa. Problemi che risalivano a prima della crisi, e la ritrarrebbero come un cattivo pagatore.
​No no...

Debiti risalenti al 2006.
Nono l'azienda è andata all'asta nel 2010... Perché quando è arrivata Lisbona, il Trattato di Lisbona, le banche non davano più prestiti. Nacque Equtalia, ci fu un casino della madonna: i miei debiti personali che ammontavano a dieci, dodici, tredicimila euro, furono portati a centomila, le banche chiusero subito tutti fili che io avevo e successe il patatrac, come sta succedendo a tutti. Ma stamo tutti così.

Dove sarà il 10 dicembre 2014?
​Spero a festeggiare la liberazione dell'Italia.

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