Benvenuti nella terra del crack tedesca
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Benvenuti nella terra del crack tedesca

Una giornata a Francoforte, la capitale tedesca del crack dove il consumo è talmente diffuso che i tossicodipendenti rimpiangono i "bei tempi dell'eroina" e si fanno in pieno giorno, in mezzo alla strada.
13 luglio 2015, 11:49am

Hans ha due regole. Prima di farsi una pera o fumarsi del crack il suo labrador deve avere da mangiare per tutta la giornata, e lui deve essere sicuro che nessuno venga a rompergli le palle. Hans ha 48 anni, è un senzatetto, ha un cancro al pancreas in fase terminale e probabilmente non gli resta più di un anno di vita. Vicino a lui c'è Robert, di 47 anni, la cui schiena gobba si piega ad angolo retto. La sua aspettativa di vita è simile a quella di Hans, stavolta però a causa dell'AIDS.

I due sono seduti nel parco Taunusanlage, quello vicino all'omonima stazione di Francoforte, dove negli anni Ottanta centinaia di tossicodipendenti si davano appuntamento per partecipare a enormi orge in endovena. Oggi Hans e Robert ci vanno per fumare crack. Quando Hans avvicina l'accendino alla pipa i cristalli scricchiolano e crepitano per poi sprigionare un odore chimico un po' dolciastro, come di plastica bruciata e ammoniaca. La voce di Hans è roca quando butta fuori il fumo. Ma lo era anche prima: "Stamattina mi sono già fatto tre volte."

Hans con la sua pipa da crack.

La maggior parte dei tossicodipendenti si spinge raramente oltre il Taunusanlage. La dipendenza dal crack nella zona intorno alla stazione è così diffusa che i tossicodipendenti fumano anche per strada, tra le macchine e vicino al centro commerciale. Chi non riesce a trovare la droga parte per una ricerca disperata, si accovaccia a mangiarsi le unghie, chiede l'ultima moneta che qualcuno in un posto simile può avere in tasca. Intanto un tossico ha una crisi di astinenza, sul marciapiede, in pieno giorno. Niente importa, soltanto il crack.

Un fenomeno locale

Il crack è una droga poco diffusa in Germania. Malgrado negli anni Ottanta i giornali l'additassero come la droga della morte che avrebbe devastato il paese come una calamità, il crack non si è diffuso molto. Francoforte rappresenta un'eccezione. Nell'ultima indagine nazionale sul consumo di droga, l'Assia è la prima regione per consumo di crack: nel 2013 sono stati registrati 217 casi di dipendenza—la regione metropolitana di Amburgo è al secondo posto con soli 17 casi.

Ormai da molti anni esiste una vera "città nella città" di tossici nell'area vicino alla stazione, in continua crescita dalla fine degli anni Novanta. Rispetto ad allora, c'è meno cocaina, quasi niente. Ma negli ultimi nove anni il crack si è diffuso tantissimo, e da un paio di anni sono anche scesi i prezzi.

Uno spacciatore di crack con due clienti

Le indagini della polizia rivelano che più della metà dei tossicodipendenti della zona consuma abitualmente crack, che per giro d'affari supera ormai l'eroina. Il 97 percento l'ha provato più di una volta. Dall'anno scorso il crack è la prima droga per consumo costante. Nell'ultimo anno due persone sono morte per un'overdose di crack.

Nel quartiere della stazione la droga appiattisce vite già abbastanza vuote e ripetitive. Nessuna droga costringe a un uso così frequente, e nessuna ti rende dipendente in tempi altrettanto brevi. Poche consumano il corpo e scavano il viso quanto il crack. Anche perché spesso i tossici di Francoforte aggiungono a quella da crack anche la dipendenza da altre droghe.

La piaga della droga ha colpito in breve tempo l'intero quartiere: le dimensioni del giro della droga spiegano la crescita della violenza nella zona. Non tutti vogliono parlare apertamente della situazione per paura delle ritorsioni degli spacciatori. Questi ultimi minacciano i negozianti che si oppongono allo smercio davanti ai loro esercizi e usano motel, bar ed edifici abbandonati come magazzini.

Taunusstraße, 6 del mattino

Nelle ore di punta—tra le 6 e le 8 del mattino—ogni due metri c'è uno spacciatore che contratta con i clienti. Per ogni spacciatore in manette ce n'è uno nuovo che arriva il giorno dopo. Le gang nordafricane e albanesi si dividono il mercato, spesso non pacificamente. Anzi, a suon di pugni e coltellate. "Ehi, come va? Hai bisogno di qualcosa?" Certi giorni ti senti rivolgere questa domanda cinque volte nel giro di 50 metri.

Spacciatori in Taunusstraße

A Hans e a Robert fa bene staccare un po'. Entrambi si sono arresi al proprio destino, e di conseguenza consumano enormi quantità di droga. Mentre Hans‚ anche a causa dei 17 anni scontati in carcere per spaccio di cocaina, si è mantenuto abbastanza bene fisicamente, Robert dimostra il doppio dei suoi anni, soprattutto per la gobba. Attribuisce i suoi dolori all'AIDS, ma i danni alla pelle delle gambe sono dovuti ai cristalli e agli additivi chimici del crack.

Malgrado anche lui sia al verde, Hans divide la sua dose con Robert, e si passano la pipetta. Robert guarda inquieto ogni treno che passa. Se fossero rimasti nel quartiere della stazione si sarebbero sentiti troppo esposti. Le prime ore del mattino sono le peggiori: i tossici diventano aggressivi, litigano e si picchiano. Hamsa, un altro tossicodipendente di 43 anni, ci dipinge un quadro romantico dei tempi in cui l'eroina era ancora la droga più in utilizzata nel quartiere: a suo dire tutti i drogati erano amici, si chiacchierava, si facevano cose insieme. Oggi "alcuni tossicodipendenti stanno svegli per sette giorni di fila e fanno l'elemosina per tirare su soldi per comprarsi la dose. Non rimane nemmeno un briciolo di decenza."

Hans, Klaus e Robert a Taunusanlage

Come dichiara Thomas Zosel, ispettore in capo della sezione antidroga della polizia di Francoforte, la crescente domanda di crack dipende anche dalla breve durata dell'effetto. Thomas Zosel conosce il giro della droga di Francoforte da decenni. Non invidia i suoi colleghi ancora di pattuglia da quelle parti: subiscono minacce e aggressioni. I tossicodipendenti sono violenti perché sono sotto gli effetti della droga oppure sono in astinenza, e quelli che si fanno di più sostanze sono pronti a iniettarsi qualunque cosa.

Il declino del quartiere della stazione si fa sentire soprattutto sui proprietari dei negozi. Uno spacciatore ha deciso di piazzarsi a vendere davanti a un ottico. "Quante volte ti devo dire di levarti dai coglioni?" sbraita un commesso. Lo spacciatore non ribatte, stranamente. Bernie, dall'ingresso di un negozio di strumenti musicali, guarda infastidito gli spacciatori che operano indisturbati. "I clienti girano alla larga o, quando entrano nei nostri negozi, sono allibiti—del resto, anche noi lo siamo. Avevo un apprendista che ha interrotto lo stage perché aveva paura," racconta Bernie.

Bernie davanti al suo negozio

Cosa fa la polizia

Bernie tenta di combattere il giro della droga rimanendo in stretto contatto con le forze dell'ordine e con il capo della polizia, Gerhard Bereswill. "In città conosciamo il problema e cerchiamo di tenerlo sotto controllo. Qui nessuno vorrebbe mai che Cream Music, il mio negozio, o GM Fotos, l'ottico, chiudessero," dice Bernie. Entrambi i negozi sono tra i migliori in Germania nei rispettivi campi.

Thomas Zosel dice che bisogna prendere in mano la situazione, ma ci vorrà tanta pazienza. Gli Stati Uniti hanno dato prova che la guerra alla droga è un metodo fallimentare. Quando negli anni Ottanta e Novanta hanno dovuto affrontare loro l'epidemia di crack, l'hanno combattuta con sentenze severissime e dislocando anche l'esercito nelle zone più malfamate. Le conseguenze si vedono ancora oggi: le prigioni statunitensi sono piene di ex spacciatori di crack, e i poliziotti sono armati fino ai denti e pronti alla violenza. La fiducia degli americani nella polizia è calata drasticamente.

Hans si fa un cocktail di crack ed eroina

"Se adesso confiscassimo di colpo tutte le droghe del quartiere, si scatenerebbe il caos più totale. Deve rimanere qualcosa in circolazione per evitare che la gente se la prenda con noi. E per le persone malate bisogna pensare a una soluzione che dia loro una prospettiva migliore‚" mette in chiaro Zosel.

Il famoso "Metodo di Francoforte" (che consiste nell'adottare misure repressive esclusivamente contro il traffico di droghe illecite, e non contro i tossicodipendenti), ha già agito da deterrente per l'eroina: alcuni poliziotti e volontari fungono da assistenti per i tossicodipendenti, e si prendono cura della loro salute. "In questo modo si riesce a stabilire un dialogo e, nell'ipotesi migliore, si riesce a farli uscire dal giro," spiega Zosel. "E se cala la domanda, logicamente cala anche l'offerta."

Le gambe di Robert

Tuttavia, molti si domandano se tali strutture riescano effettivamente a migliorare la situazione. Tom Holz è un assistente sociale presso il Projekt OSSIP, fondato nel 2004. In teoria, assistenti sociali e polizia dovrebbero lavorare insieme per migliorare la situazione sia per i tossicodipendenti che per i cittadini. Holz è a favore della depenalizzazione del crack e della distribuzione controllata di sostanze pulite: "In Olanda c'erano progetti per garantire ai tossicodipendenti dei locali per il consumo, nonché l'accesso a sostanze chimicamente pure a basso prezzo. Questo ha reso migliori le condizioni degli spazi pubblici—ma dopo sette anni le opinioni politiche sono cambiate, e di conseguenza il progetto è stato interrotto." Tom Holz si preoccupa principalmente della salute dei dipendenti da crack.

La polizia di Francoforte continua a concentrarsi sui suoi "Quattro Pilastri": prevenzione, consulenza, sopravvivenza e repressione. Quanto è alto esattamente l'ultimo pilastro nella lotta contro il crack? Thomas Zosel preferisce non esprimersi‚ "anche perché non tutte le misure di precauzione sono state rese note al pubblico." Agli spacciatori del quartiere si cerca di rendere la vita il più difficile possibile. "Condannarli così non è semplice, tanto ricompaiono il giorno dopo. Le piccole quantità con cui vengono beccati sono a malapena sufficienti per incarcerarli."

Malgrado il meticoloso approccio della polizia, gli spacciatori hanno imparato a evitare gli agenti. Per Mosel la polizia è "sulla buona strada‚" anche se non sarà mai capace di risolvere il problema da sola. "Abbiamo bisogno di cittadini coraggiosi, che osservino e sporgano denuncia."

Hans e Robert sanno cosa può succedere se condividono la stessa pipetta, ma non se ne curano. "Senza un po' di umanità va tutto allo sfacelo," dice Hans, che nonostante il mix di droghe non ha perso il senso dell'umorismo.

Poi si preoccupa di eliminare le tracce del consumo: "In alcune zone ancora di recente è successo che un bambino o un cane calpestassero una siringa. Voglio evitarlo, per quanto in mio potere."

Il parco e il vicino quartiere della stazione sono ancora lontani dalla situazione degli anni Ottanta. Ma il crack è pericoloso. Ti priva della tua dignità in un attimo. Si impossessa del tuo corpo e della tua mente. Nient'altro ti rende dipendente in così breve tempo.

Quanto a Hans e Robert, forse non saranno qui a vedere le conseguenze di questa nuova ondata. Probabilmente sarà l'ultima estate in cui fumeranno crack.

Hans

fuma crack