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La stanza mnemonica, il libro perduto e più importante del cyberpunk italiano

Il libro del 1995 di Oscar Marchisio è uno dei casi più affascinanti di libri scomparsi della letteratura italiana, diventato una specie di mistero di internet alimentato dai pochissimi che l'hanno letto.
Una copia della Stanza mnemonica in mostra al salone del libro di Milano nel 2014

Qualche mese fa ho letto la

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di Fozio. Praticamente è una raccolta di schede libro di dieci secoli fa: la maggior parte dei libri di cui parla—opere greche, latine e bizantine—sono scomparsi totalmente dalla circolazione e ci sono noti solo tramite quell'unica fonte. Ho sempre trovato affascinate il fenomeno dei libri che per un motivo o per l'altro vanno perduti, e trovo ancora più affascinante il fatto che tuttora, nonostante la produzione industriale, la distribuzione capillare dei testi e i grandi volumi di copie un libro possa ancora sparire nel nulla senza lasciare tracce.

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Secondo Simone Berni, autore di Libri scomparsi nel nulla, ci sono diverse ragioni che portano alla scomparsa di un libro. A volte si tratta di scomparse temporanee o di libri che semplicemente smettono di essere tenuti dalle librerie per far posto a titoli più nuovi, altre volte di un'opera di "censura" organizzata da gruppi di potere che si sentono minacciati da un certo testo e cercano di bloccarne sul nascere la pubblicazione minacciando l'editore, l'autore o il distributore.

In alcuni casi, però, capita anche un libro diventi un cimelio. Quando succede, "sparisce perché gli appassionati, i feticisti, i collezionisti, lo rastrellano da internet, dai mercatini e dalle librerie dell'usato. Talvolta lo fanno sparire anche dalle biblioteche, sopratutto quelle più piccole e senza controlli severi," mi ha spiegato Berni. A questa categoria appartiene anche il caso de La stanza mnemonica, testo di culto (e ormai introvabile) del movimento cyberpunk italiano.

La scheda del libro fatta da Simone Berni e contenuta in Libri scomparsi nel nulla. Grab  via

L'autore del libro è Oscar Marchisio, che nel coccodrillo dedicatogli in occasione della sua morte—avvenuta nel 2009—Repubblica ha definito un "manager della fantasia." Marchisio era un personaggio eclettico: nato a Genova faceva il professore universitario a Urbino, il consulente aziendale in Cina, l'editore a Bologna, scriveva sul Manifesto e su Liberazione ed è stato autore di una serie di saggi socio-politici sui temi del lavoro e della società post-industriale. "Non ho mai incontrato nessuno che [come lui] riuscisse a interpretare tanti ruoli diversi, a essere tante persone diverse," si legge in un articolo che lo ricorda, pubblicato sul Secolo XIX. "[Le sue idee] avevano sempre la capacità di proiettarti in una dimensione globale, riuscivano a immaginare situazioni del tutto nuove, a mettere in relazione mondi e persone diverse."

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Oltre alla sua attività di saggista, insegnate e consulente, Marchisio era anche e soprattutto uno scrittore di fantascienza visionario—una specie di William Gibson italiano. La stanza mnemonica, infatti, è un libro semplicemente assurdo—tanto che nel 2003 Wu Ming 2 l'ha definito "il Plan 9 From Outer Space della letteratura italiana."

Il libro è uscito nel 1995, pubblicato da Synergon, una minuscola casa editrice di Bologna ben nota negli ambienti dei cacciatori di libri rari. Fondata da Franco "Bifo" Berardi e Giancarlo Guglielmi, nel corso della sua breve esistenza la casa editrice ha pubblicato diversi testi di fantascienza o legati all'estrema sinistra bolognese.

Praticamente tutti i libri pubblicati da Synergon oggi sono molto difficili da trovare, dato che le tirature erano molto basse e la casa editrice nel frattempo è fallita; La stanza mnemonica però è di gran lunga il più raro, visto che al momento del fallimento era stato appena stampato ma non ancora distribuito e di conseguenza tutta la tiratura è stata mandata al macero. Le poche copie sopravvissute sono quelle inviate prima dell'uscita a giornalisti e amici dell'autore, e per una quindicina d'anni sono circolate in un ristretto circuito di appassionati passando di mano in mano a prezzi sempre più alti.

Una copia della Stanza mnemonica in vendita su eBay a 70 euro. Un affare. Grab  via

A prima vista, fin qui la storia del libro non sembra molto diversa dalle tante storie di testi pubblicati da editori minuscoli. Solo che, in questo caso, il libro si è parzialmente salvato dall'oblio per l'influenza che ha avuto sui membri del collettivo di scrittori Wu Ming—che hanno detto di considerarlo uno dei testi più importanti tra quelli che hanno portato alla nascita del loro capolavoro, Q. "Senza La stanza mnemonica, il brainstorming per la trama di Q sarebbe stato meno fertile, senz'altro deficitario," ha detto Wu Ming 1.

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La caratteristica principale del testo e il motivo principale per cui è così interessante è il linguaggio in cui è scritto, composto al 90 percento da inglesismi, tecnicismi e parole inventate sul momento dall'autore. In quel testo del 1995 termini come "device," "extra-body," "fuzzy-market," "remapping sensoriale" o "datasuit" vengono usati come se niente fosse, dando per scontato che il lettore ne conosca il significato; inoltre, in tutto il libro copule e predicati verbali vengono eliminati e sostituiti da aggettivi con valore avverbiale.

Nelle intenzioni dell'autore, lo scopo di questa operazione doveva essere riappropriarsi del linguaggio come strumento fondamentale nella lotta per imporre il dominio dell'uomo sui mezzi di produzione. Il risultato di queste acrobazie linguistiche è insieme assurdo, incomprensibile ed esilarante—e per accorgersene basta leggere i pochi passaggi del libro che si trovano online, come questo:

"'Il device rigetta le emissioni del mio datasuit,' duro, Frank. 'X, Y, prova col changing rule,' perentorio, Jurgens. Buana in rotta di collisione con Zelmoguz. L'impatto scatenò tempeste elettrosinaptiche e interferì col re-mapping di Gianmerda. Trasmise, Zelmoguz. Sbammm! Il gun-suit. Che ne avrebbe detto Talzolari?"

Oppure questo:

"Ok, riprendiamo tutto lo story bord di Simul-man che adesso è stocked," suggerì Danielle che si stava riprendendo.
"Ok. Trasposizione. Ripassiamo tutto il riconoscimento visivo ed l'extra-sensoriale e networking con tutte le sensazioni del data-base," ringhiò Frank.
"È inutile," azzardò Diego.
"Che cazzo, dai," violento Frank.
"Sai bene che se dei bio-robots sono sul campo, non abbiamo il tempo per verificare l'Extra Sensorial Imput."
"Beh, intanto facciamo incrociare un po' di ESI così i nostri data-base e poi…" continuò Francesco.
"Questo non è un'analisi di caso Francy, questa volta è in diretta," proseguì Diego.

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Una presentazione della riedizione della Stanza mnemonica, alla presenza dell'autore.

Allo stesso modo, anche la trama del romanzo è difficile da comprendere—tanto che nessuno è mai riuscito a capire veramente di cosa parli. Secondo una recensione, "riassumere la trama è, prima che impossibile, insensato" perché il vero protagonista del romanzo è il "flusso mnemonico." Secondo altri, la vicenda centrale del romanzo sarebbe un attentato "virtuale" ad opera di un alleanza hacker nippo-islamica contro l'ex governatore di New York Mario Cuomo, che nel libro è diventato Presidente degli Stati Uniti, la cui morte sposta verso l'Asia il predominio globale. Ma più di questo non si riesce a intuire.

Eppure, stando a chi l'ha letto, anche se incomprensibile il romanzo sarebbe illuminante e profetico. "Nonostante il lettore si trovi davanti una trama imperscrutabile, uno stuolo di personaggi dai nomi assurdi che aumenta di un'unità a ogni pagina, nove parole incomprensibili su dieci," ha scritto Wu Ming 2 recensendolo, "l'autore riesce a catturare chi legge, per farlo ridere fino alle lacrime, per lasciarlo a bocca aperta, altre volte per stupirlo con anticipazioni illuminanti su free software, meninos da rua brasiliani, sapere collettivo."

Non solo: il romanzo in un certo senso anticipa e prevede cose come l'esplosione della bolla dei dotcom, l'avvento del capitalismo cinese e la minaccia globale del terrorismo. Previsioni che a quanto pare andavano ben al di là delle intenzioni dell'autore stesso: "Islam e nuovo baricentro del potere in Asia. Ed inoltre attentato ai vertici americani. Coincidenze. Pure coincidenze," ha scritto infatti Marchisio poco prima di morire, nella prefazione alla riedizione del 2009 del libro.

Ma oggi anche quel testo, intitolato Meta-stanza, è quasi introvabile e l'opera di Marchisio rischia di scomparire per la seconda volta—stavolta forse definitivamente. "Se si vogliono capire gli anni Novanta italiani, [è] imprescindibile passare per La stanza mnemonica, indagare le motivazioni che portarono Marchisio a scriverlo, immaginare un presente parallelo in cui la Synergon non è fallita e il libro ha avuto un successo imprevedibile," hanno scritto nel 2004 i Wu Ming presentando il libro al loro pubblico. È lecito chiedersi, se fosse andata così, che aspetto avrebbe oggi la letteratura italiana.

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