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Música

Abbiamo recensito il peggior video del mondo, interpretato dalla più grande testa di cazzo del mondo

L'ultima fatica dei Falling In Reverse è una di quelle cose che fa capire perché i terroristi ci odiano e il punk è morto.
2.6.13

Negli anni Novanta, in un'intervista comparsa su Kerrang!, la band queercore Pansy Division paragonava i principali gruppi pop-punk come NOFX e Pennywise ai Mötley Crüe, sostenendo che piacessero più o meno allo stesso tipo di persone (ovvero i festaioli teste di cazzo). In quelle stesse pagine lamentavano la decadenza del punk fino a uno stadio di cameratismo sostenuto dallo Warped Tour e MTV, e pur concordando sul fatto che l’obiettivo si fosse leggermente spostato dal combattere il sistema al combattere i conati di vomito, non avrebbero comunque potuto prevedere l’arrivo di Ronnie Radke. Nessuno avrebbe potuto, né voluto.

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Ronnie è il leader dei Falling In Reverse, un gruppo metalcore di Las Vegas. Settimana scorsa ha cacciato gli altri membri della band in seguito a una disputa sulla vendita di biglietti. Poi ha fatto marcia indietro, ma non prima di promuovere questo video—una di quelle cose capaci di ricordarci perché i terroristi ci odiano/il punk è morto/come diventare una rock star:

Proprio così: qualcuno ha pensato che mettere un gruppetto di emo a ripetere la solita coreografia, far rappare il più irritante di tutti e spalmarci sopra dei synth alla Skrillex fosse una buona idea. I synth sembrano più piscio incancrenito, comunque. E non so se sia una cosa positiva o meno il fatto che Radke abbia affermato di essere pulito da quasi cinque anni. (Coincidenza vuole che abbia trascorso quei medesimi cinque anni in libertà vigilata per una rissa sfociata in omicidio, con due dei suoi finiti in carcere—è quel tipo di persona, sì.)

Purtroppo per quelli a cui piace guardare prime donne con tatuaggi in faccia prendersela istericamente con qualcuno che li ha presumibilmente maltrattati, Radke ha fatto un po’ di capricci su Twitter e poi ha cancellato tutti i suoi tweet e le foto di Instagram. Alla luce di tale ignobile ritirata, voglio cercare di ricostruire la psiche malata di questa rock star osservando da vicino il video “Alone”.

Si comincia con un elicottero da cui vengono calati alcuni emo che sembrano arrivare direttamente da uno di quei giochi per PC anni Novanta “crea la tua band”. Soffermandoci ancora per un attimo sugli elicotteri, osserviamo che l’etichetta di questi ragazzi è la Epitaph Records, la Motown del pop punk, fondata dal chitarrista dei Bad Religion Brett Gurewitz. Proprio così: lo stesso che ha scritto “We’re Only Gonna Die (From Our Own Arrogance)” ha dato l'autorizzazione per un elicottero e si è venduto l’anima per rendere l’ego di Ronnie Radke una realtà. Non sono un purista del punk, ma mi sembra che Mr Gurewitz debba farsi un bell’esame di coscienza.

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Ronnie compare subito dopo gli altri, e per chiarire il coglione che è salta fuori da una Ferrari ancora in corsa. Eh, sì, c’è aria di rap.  Succede, quando tiri abbastanza. Pure la musica fa pensare a una collaborazione tra Fall Out Boy e 2 Chainz che magari sta già cuocendo a fuoco lento in uno studio di Los Angeles.

Poi, guardandosi le scarpe, dice:

"White boy on the beat / rockin' Gucci sneaks."

Scusate, ma le uniche persone che ho visto con le sneakers di Gucci erano turiste olandesi di mezza età.

Dopo aver vomitato alcune verità hardcore su Charlie Sheen (persino Justin Lee Collins si sarebbe tirato indietro), Ronnie fa questa smorfia. Chi di voi se ne intende di metalcore, riconoscerà quel ghigno di quando uno sta per interrompere un virginale coro emo con un ruggito a metà tra uno sfogo di rabbia e un orgasmo. “Rrrrrrwoooooooaargh!”

Dopo l’urletto, il gruppo e qualche signorina seguono l’impavido leader in un hangar in Nevada per occuparsi di business. Ma che tipo di business?

ROCK BUSINESS!

Cercare di catturare Ronnie nel suo momento "Rick Ross su Instagram" è stato estremamente difficile, ma permette a queste Verità di travolgervi (dal testo di “Alone”):

"I've got a lot of people talking nothing but chatter / Why'd you switch your style up and that I don't matter / Man, I've been in rap since I was shitting in Pampers / Climb the ladder to the top and now I'm shitting on rappers."

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Bum! Beccatevi questo, stronzi! Si parla di pampers!

Senza volervi annoiare troppo, ecco la storia: nel 1997 Dennis Lyxzen dei Refused contrasse uno strano virus e diede alla luce questo pezzo. Ciò spiega perché ora ci ritroviamo con tizi apparentemente inclini alla violenza sulle donne, pieni di tatuaggi e stretti in jeans femminili che rappano su synth trance. Una breve storia dell’hardcore. Quel genere di cose per cui, in confronto, Larry Levan e Flux Pavilion sono assolutamente rispettabili.

Gli occhiali da sole, ovviamente, non si abbandonano mai. Sono quel piccolo tocco zuccherato che ti etichetta immediatamente come un coglione.

Il dito medio? Davvero? C’è ancora chi fa queste cose? Persino mia madre lo tira su se qualcuno la fa incazzare. Il medio non è più il pugno alzato in un mondo ipocrita come nel 1999. Ora c’è internet. E questo gesto non offende più nessuno.

Non sono sicuro se ciò che intravedo sia un raro momento in cui Ronnie dubita di se stesso, ma in questo fotogramma sta facendo quel gesto (© Wheatus, 2000), sì, quello che significa “loser”, ma al contrario. Quindi se lo sta facendo da solo.

Poi si congeda con un bacio a tutti quelli in ascolto, riconfermandosi una persona di classe. Ciao Ronnie, addio.

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Recensioni

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