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Attualità

Dopo Ciao Darwin, l'editor di Buzzfeed Canada ha scoperto quanto è facile coglionare gli italiani

Qualche settimana fa, l'editor di Buzzfeed Canada Craig Silverman ha visto per caso Ciao Darwin ed è rimasto sconvolto. Da quel momento, noi italiani siamo diventati il suo Ciao Darwin personale.
22.4.16

There's a show on Italian TV called Ciao Darwin and it's probably the end of humanity. — Craig Silverman (@CraigSilverman)8 aprile 2016

Qualche settimana fa, l'Editor di Buzzfeed Canada Craig Silverman si trovava in Italia per il Festival Internazionale del giornalismo. Mentre era lì gli è capitato per caso di vedere una puntata di Ciao Darwin. Come si può facilmente immaginare, agli occhi di uno straniero che non capisce l'italiano il programma risulta semplicemente assurdo. E lasciando per un attimo da parte quanto di sensato possa avere per un pubblico italiano, Silverman è effettivamente rimasto colpito e ha scritto un tweet definendolo "la fine dell'umanità."

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Ovviamente, come sempre accade quando qualcosa di italiano viene minimamente cagato all'estero, gli italiani sono impazziti. Su Twitter, una sacco di gente ha iniziato a scrivere a Silverman per dargli ragione, per indignarsi o per cercare di spiegargli cosa fosse Ciao Darwin.

Nei giorni successivi la cosa è diventata virale. Uno screenshot del tweet è stato sottoposto al milione di fan della pagina Facebook La Fabbrica del Degrado, ottenendo oltre 20mila like.

A quel punto Silverman—in pieno spirito Buzzfeed—ha iniziato a prenderci gusto, replicando a tono ai commenti di insulti, rispondendo alle domande degli utenti sul Canada e invitando gli italiani ad andare a casa sua a per guardare insieme la tv trash canadese ascoltando Celine Dion.

Circa una settimana dopo, la cosa ha raggiunto il suo apice: l'opinione di Silverman—definito un "super analista del web"—è stata citata su Repubblica in un'intervista a Paolo Bonolis. Quando gli è stato chiesto di rispondere, Bonolis gli ha dato ragione: "Silverman ci ha visto in pieno, è quello che volevo raccontare: Ciao Darwin mostra i prodromi dell'apocalisse. Non esibiamo i mostri, quell'umanità esiste: è il vicino di casa."

Non so voi, ma a me questa questa spiegazione non suona troppo credibile. È un po' come quando a metà di una discussione ti accorgi di avere torto e inizi a sostenere che "no, ma guarda che in realtà stiamo dicendo la stessa cosa in modo diverso." Questo anche perché intellettualizzare un programma come Ciao Darwin è piuttosto complicato—o almeno, io faccio molta fatica a vedere dietro al programma delle intenzioni sociologiche.

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Alla fine di questa ordalia, Silverman ha anche scritto un post su Buzzfeed in cui ripercorreva tutta la vicenda e si faceva spiegare Ciao Darwin da Marco Salvati, uno degli autori del programma. Ieri sera, infine, ha twittato una bestemmia in italiano perché "tutti continuavano a dirmelo e volevo provare a farlo anch'io."

Porco dio.

— Craig Silverman (@CraigSilverman)21 aprile 2016

E anche in questo caso gli italiani gli hanno dato corda. "Sappi che a papa Francesco non piacerà," "Stai attento, bestemmiare può farti finire nei guai in Italia, qui la gente è molto sensibile sulla religione" e "Benvenuto nell'ignoranza italiana" sono state alcune delle riposte che ha ricevuto.

— Craig Silverman (@CraigSilverman)21 aprile 2016

— Craig Silverman (@CraigSilverman)21 aprile 2016

— Craig Silverman (@CraigSilverman)21 aprile 2016

E quest'ultima uscita, per come la vedo io, dimostra che Silverman sta solo cazzeggiando. Ormai credo non abbia più nemmeno secondi fini, visto che ha già scritto sulla vicenda per Buzzfeed. Semplicemente, sta facendo quello che faremmo tutti se un giorno scoprissimo di essere finiti al centro dell'attenzione su internet in un altro paese: prendere tutti bonariamente per il culo e cercare di divertirci il più possibile.

Tutta questa storia mi ha fatto pensare alla scena finale di Men In Black II—quella in cui in cui gli agenti J e K, dopo aver avuto un mondo parallelo in un armadietto per tutto il film, aprono una porta e si scopre che anche il loro mondo sta all'interno di un armadietto in un altro mondo parallelo. A noi italiani è successa una cosa simile: dopo aver avuto per anni Ciao Darwin, adesso siamo finalmente diventati il Ciao Darwin di qualcun altro.

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