Interviste

Dimenticatevi di cani e giornalisti, il futuro è la coatto-wave

Bobby Joe Long's Friendship Party, Oscura Combo Romana (OCR) from Roma Est, piscia in testa a tutto l'indie-pop italiano.

di Elena Donatello
21 novembre 2016, 10:40am

Fate un respiro profondo, chiudete gli occhi e provate per un attimo a immaginare che Tommaso Paradiso e le sue cotte adolescenziali, o Niccolò Contessa e la sua cifra retorica per nulla giudicante siano un ricordo lontano, flebile, quasi inesistente. Bene, ora siete pronti a farvi prendere per mano dalla sottoscritta in un assurdo viaggio attraverso un altro modo di raccontare la Roma suburbana, anch'esso pieno di synth, casse dritte, testi un filino sopra le righe e ricchi di citazioni, ma fortunatamente in questo caso le citazioni non sembrano messe lì solamente per scopare. 

Ad aprire Roma Est, il primo LP dei Bobby Joe Long's Friendship Party, uscito quest'anno e interamente autoprodotto, non sono segmenti di Foster Wallace, ma i vaneggiamenti di Goebbels. Lungo tutta la durata del concept album ci si imbatte poi in soggetti singolari come i serial-killer Ted Bundy, Richard Cottingham e Andrej Chikatilo, che si mescolano a personaggi cult usciti dalla penna di Stephen King (George Staub, Mort Rainey, ma soprattutto il "pagliaccio Pennywise" che fece le fortune di It). Bryan Ferry, Peter Murphy e Siouxsie Sioux—ci sono tutti, li trovate da qualche parte tra i testi o i titoli delle canzoni, accompagnati  anche da Franco Fabrizi e Roberto Pruzzo, il tutto con una narrativa che, più che le stronzate indie-pop di cui si prende giustamente gioco, ricorda qualcosa tra i migliori Offlaga Disco Pax e le migliori poesie der Chicoria. 

I Bobby Joe Long (per i più attenti: certo, anche questo nome appartiene ad un serial killer) sono solo uno dei progetti che fanno parte dell'idea che il collettivo artistico 03:33 ha di Roma Est. Chiaramente, una volta appurata la loro esistenza, ho deciso che sarei andata a fondo della questione per capire meglio la psicologia contorta dietro a questo progetto, e ho parlato a lungo con il suo creatore, tale Henry Bowers, anche questa una citazione, me ne farò una ragione. Intanto schiacciate play al loro album:

Noisey: Prima di tutto, dimmi il tuo vero nome, dai. 
Henry Bowers: 
Henry Bowers. Punto.

Ok. Me ne farò una ragione. Che storia c'è dietro l'identità segreta/scelta di un alter ego? Henry Bowers come il personaggio di It, giusto?
La scelta è caduta sul personaggio di It perché amo Stephen King, perché ha una visione molto in bianco o nero della vita: o sei cattivo o sei buono, non ci sono vie di mezzo. E poi i suoi personaggi sono tutti degli sfigati. Henry Bowers è fico, ma poi alla fine muore male e gli vengono addossate tutte le colpe del mondo. Praticamente è un personaggio di Roma Est, quindi me lo sono preso come alter ego molto prima della nascita dei Bobby Joe Long. Poi gli assomiglio pure fisicamente.

Capito. Raccontami di questo "prima", del background di questo progetto, dato che su di voi non si trovano molte informazioni in giro. 
Come appendice, io faccio arte da anni e faccio parte di un collettivo, 03:33. I Bobby Joe Long's Friendship Party non sono altro che un'evoluzione interna del progetto. Il nome del gruppo e i testi delle canzoni hanno le stesse tematiche di tutto ciò che facciamo come collettivo. Non ci poniamo come gruppo musicale, non c'è un interesse di fondo dell'andare su un palco e cantare, ma più in generale c'è l'interesse nel veicolare dei messaggi, un certo tipo di cultura che in Italia non c'è. 

Vi dissociate completamente dalla scena del cantautorato indie che sta vivendo il suo periodo d'oro negli ultimi anni insomma. Scusami se ti nomino i Cani, ma la contrapposizione Roma Est e Roma Nord nasce spontanea.
Ecco, questo discorso de I Cani io non l'avevo manco considerato. Comunque è una scena che non mi interessa. In questo periodo tutti mi nominano I Cani, certo, ma per quanto mi riguarda ho un retaggio musicale completamente diverso, che va dalla coldwave più sconosciuta ai nomi noti a tutti. In questo periodo mi sono riascoltato tutti loro, I Cani, Calcutta, Thegiornalisti, e li ho trovati normali, fanno cantautorato, fanno musica italiana, perciò alla fine non c'è niente di simile, faccio una cosa diversa da tutto quello che gira al momento.

Già dal primo ascolto viene subito da paragonarvi ai Joy Division, Bauhaus, Siouxsie and the Banshees. È scontatissimo dirtelo. C'è qualche gruppo contemporaneo a cui effettivamente andreste accostati?
Nella contemporaneità ti posso dire che mi piacciono Soft Moon, Nick Cave. I Bobby Joe Long nascono per divertirsi, non è che è nata come cosa antitetica, in maniera arrogante. Semplicemente viene spontaneo classificarla così perché non ho la presunzione di fare musica e salire su un pulpito e fare retorica, anzi. Per me la musica è arte, ho messo insieme tutto quello che mi piaceva e mi divertiva e che in giro non c'è e da questo punto di vista i Bobby Joe Long hanno un suono diverso, particolare. Ti posso fare dei nomi grossi da cui ho preso ispirazione: John Foxx, fondatore degli Ultravox, Gary Numan, gli stessi Roxy Music, sembra che non c'entrino niente ma ci stanno, nella mia mente ce li ho riversati dentro, tutto quello che va dal '77 all'87 è fico. Quella è la decade musicale vera. Il resto, per dirti i Sessanta dei Beatles, no. Gli Smiths per me sono più importanti dei Beatles. 

Mi trovi totalmente d'accordo. Io non li sopporto i Beatles.
Perché non te li hanno fatti sopportare da quando hanno suonato a Roma negli anni Sessanta. Sono i dischi che abbiamo ereditato per forza. Per esempio, anche io a undici anni stavo a rota coi Doors, poi ovviamente crescendo e guardandomi in giro ho capito che i mostri sacri sono altri: Bowie e Nick Cave, non Paul McCartney. La gente che magari si è vissuta gli anni Settanta ha rotto il cazzo quarant'anni con i Beatles e poi un testo di Nick Cave e un testo di Paul McCartney non sono nemmeno comparabili, Cave e Bowie sono nettamente superiori, Paul McCartney è un bravo arrangiatore. E poi Peter Murphy, logicamente. I Bauhaus, sono la band migliore mai esistita. Per dire, io amo i Joy Division eh, però oggettivamente i Bauhaus sono migliori, hanno solo avuto la sfiga di sopravvivere a Ian Curtis. Se Peter Murphy moriva dopo due album i Bauhaus diventavano delle leggende. Se per fare filtrare in maniera trasparente le cose mi paragonano ai Joy Division io mi sento onorato. Comunque l'ultima cosa veramente di qualità della musica italiana era la Rettore, arrangiamenti e testi pazzeschi.

Affrontiamo pure l'argomento citazioni. Bobby Joe Long's Friendship Party nasce come reazione a qualcosa o qualcuno o semplicemente volevate vedere cosa succede dopo aver caricato su Youtube un LP che inizia con un discorso di Goebbels e contiene pezzi quali C'ho una troia morta sotto il materasso e Sesso coi morti (in una bara piena de topi)?
Roma Est è un concept album, nato dalla collaborazione con l'Oscura Combo Romana. A livello artistico collaboro sempre con un sacco di persone, il progetto 03:33 è mio però al suo interno ci sono tutte 'ste persone capaci che però per fare le cose devono entrare in meccanismi complicati che sinceramente boh, quindi io preferisco usare gente di Roma Est per fare le cose. Le tracce le faccio io e le produco io però ho delle persone intorno veramente forti. Per l'arrangiamento in studio siamo in tre e dal vivo siamo in cinque. Tutta 'sta roba è uscita in un attimo, buona la prima. Abbiamo pensato "Facciamo uscire 'Sesso coi morti in una bara piena de Topi', divertiamoci, se alla gente prende bene poi continuiamo".  Anche se sono venuti in quaranta a sentirci, boh magari era gente sconosciuta, che è venuta a comprarci l'EP quindi ci è venuto in mente di fare un album.

Ecco, dimmi di più di questo album.
Si tratta di un mio alter ego che dice cose in chiave American Psycho, ma non che devi essere uno yuppie rampantista, piuttosto che può essere figo impazzire a Roma Est, puoi essere Patrick Bateman a Roma Est. C'è un fil rouge che lega tutto, praticamente tutte le citazioni insieme creano un nuovo linguaggio. La cosa dominante è che se una persona che ha un background sta in fissa con l'album per tutte le citazioni, magari una persona che non ce l'ha poi va a capire chi era Majakowski. Se tu stai a pezzi in Italia ci sarà un motivo, no? La gente poi non è stupida, se gli dai qualcosa di importante lo sa distinguere. Solo che poi in italia a chi fa arte non interessa cambiare la cultura. Si mette lì a fare cose che possono funzionare, cantare cose che può capire l'individuo qualunque, tipo che ne so Frankie Hi-nrg, che è il populismo massimo, per me è proprio la cosa peggiore. L'arte è un'altra cosa, può essere recepita o meno. Io ho il vantaggio che i Bobby Joe Long non devono avere una carriera, possono  vivere per venti dischi o no, non me ne frega niente. La musica è una cosa immediata, rispetto all'arte, perché la gente magari ha delle difficoltà a riconoscere un passaggio pittorico magari unico, ma con la musica può entrare in fissa con un ritornello anche senza sapere cos'è la coldwave. 

Con "Sesso coi morti (in una bara piena de topi)" tocchiamo picchi mai raggiunti di kitsch e allo stesso tempo per me è assolutamente geniale. 
Eh. Processi creativi e pazzia. "Sesso coi morti" doveva essere un adesivo da attaccare sui paraurti delle macchine. Nasce tutto da una battuta di Rocco Cerchiara (che disegna da Dio ma musicalmente parlando non c'entra con i Bobby Joe Long), che una sera se ne esce con la storia di Francois Bertrand (il vampiro di Montparnasse), un sergente francese diventato piuttosto famoso per la sua necrofilia. C'è un sacco di letteratura true grime nei testi e metterci anche questo faceva ridere. Nell'album ci sono cose dense di significato, tipo le citazioni letterarie, però poi ci sono pure cose tipo Sesso coi morti, che sono due parole che fanno ridere ma sono anche evocative. Una sera stavo dipingendo e mi è capitato di non riuscire più a distinguere i colori. Una sensazione bruttissima, che poi ho usato per dare l'incipit al mio alter ego che sbrocca e tipo un serial killer prende e se ne va in giro. Ed è di questo che parlo in "Kiss Kiss Béla Kiss" (Béla Kiss è un serial killer magiaro fichissimo, non l'hanno mai preso).

"Portatelo a casa il Diavolo che fa salotto" (cit.)
Esatto, perché nella cultura romana il gatto nero che appare a mezzanotte è la manifestazione del Diavolo. Che poi è anche una citazione de I Fratelli Karamazov, con il Diavolo parto della mente di Ivàn che lo aspetta a casa e ci parla. 

"Vortice de Totip" è il pezzo più pop. Quello con il ritornello che ti rimane in testa.  Poi però c'è anche la strumentale di Rebibbia, sicuramente più impegnata, quella in cui dimostrate l'effettivo interesse per la sperimentazione musicale.
La Strumentale di Rebibbia è un capolavoro. L'abbiamo fatta in tre ore. Una grande trama musicale, tipo Carpenter ma più strano. Questo lo dico per spiegarti che L'Oscura Combo Romana è brava proprio a livello tecnico, altrimenti non riesci a tirare fuori certi pezzi. 

La sperimentazione musicale in Italia passa in secondo piano secondo te, sempre tenendo come riferimento le cose che vanno adesso? Sto pensando alle melodie base di Calcutta, che si limitano ad accompagnare un testo. 
Ecco, e proprio per questo magari noi tra trent'anni diventiamo un gruppo cult. Ma non lo dico da coatto, però rispetto a quello che gira facciamo qualcosa di unico, strano. Nell'underground c'è gente che sperimenta, però poi magari cantano in inglese e se vanno all'estero perché non se la sentono di convertire la gente in Italia. Io sono romano e canto in romano proprio per un discorso culturale. I gruppi post punk questo facevano. Nelle canzoni ci metto tutti gli elementi che mi arrivano addosso, è cultura popolare. Facciamo delle cose veramente coatte, ok, che alla gente danno fastidio, ma tanto meglio. 

E la traccia con Enrico Ghedi dei Timoria?
Tutto è nato spontaneamente. Enrico Ghedi ha sentito "Vortice de Totip" e mi ha chiamato e da quella telefonata è proprio nata un'amicizia. Poi Ondarock ha sentito il disco, gli è piaciuto, siamo diventati disco del mese. Comunque è figo, perché fai qualcosa e poi ti ritrovi al telefono con Enrico Ghedi dei Timoria, è bello, fai qualcosa e conosci gente figa. 

Com'è gestire uno spazio polifunzionale a Rebibbia? Anche per questo legame con le arti pittoriche e installazioni (vedi: LE BARE) mi ricordate molto i Dead Skeletons. Li conoscete? Ha senso la mia affermazione?
Ce li ho presente, anche se non li ho mai visti dal vivo. Ma no, non è che ho preso nessun tipo di elemento loro. Per quanto riguarda il collettivo a Rebibbia, la periferia di Roma è sterminata e c'è poco o niente da fare. A me non è stato offerto nulla e crescendo se non hai nessuno che ti aiuta logico che poi te ne vai. Io voglio fare qualcosa che pure il pischello di vent'anni se non c'ha niente da fare viene là, magari si parla di libri, di musica, e magari viene voglia pure a lui di fare qualcosa in futuro. Per dire, "Vortice de Totip" era un quadro, "Maledici et Millanta" era il concept di una mostra. Il progetto 03:33 è nato perché facevo mostre in giro, ma non mi piaceva tutto l'establishment, anche chi gestisce una galleria, boh secondo me è gente che non lo dovrebbe fare, non è portata. Quindi abbiamo preso uno spazio abbastanza grande per farci quello che ci pare, la galleria è grande, ci facciamo le cose nostre all'interno e non interagiamo più con nessuno. Diventiamo il nostro centro del mondo.

Poco tempo fa sul vostro profilo scrivevi "Non è roba da Vice o Noisey…" e invece ti abbiamo trovato.
No vabbè, era una battuta, per fare gli alternativi, ma tanto non serve, siamo già alternativi di nostro. 

Quindi quanto disagio ti procurerebbe se alla fine di tutto ti definissi come una versione darkwave de I Cani?
Lo stesso tipo di disagio che potrebbe provare Richard Gere grossomodo alla fine di Ufficiale e Gentiluomo se invece di spuntarla realizzando i suoi sogni di marina militare e amore corrisposto, si ritrovassein solitaria al giardino zoologico locale, carico di debiti, a tirare le noccioline alle scimmie in gabbia mentre fissa smarrito il cartello co' la scritta che recita "È severamente vietato dare da mangiare agli animali".

L'ultima fatica dei  BJLFS è questo pezzo qui:

...E pare che abbiano un nuovo album in programma per l'anno prossimo, se trovano il tempo di pubblicarlo. Quindi tenete d'occhio l'Oscura Combo Romana pure nel 2017, intanto curatevi gli incubi con Roma Est, funziona! 

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