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Le guerrigliere curde

Reportage dalle montagne tra Iraq e Iran, in mezzo alle combattenti del movimento per l'indipendenza del Kurdistan.
29.8.12

Da che mondo è mondo, poche cose sono capaci di scombussolare la mente maschile quanto una donna armata. I curdi dell'Iraq del Nord hanno da tempo riconosciuto e incorporato questo principio nella loro battaglia per la costruzione di un proprio stato a cavallo tra Iraq, Iran, Turchia e Siria. Combattendo insieme ai colleghi maschi in una regione non certo conosciuta per le idee progressiste in fatto di diritti delle donne, le guerrigliere peshmerga del Movimento di Liberazione Curdo degli anni Settanta e Ottanta si sono conquistate la reputazione di combattenti diaboliche e dotate di una volontà ferrea.

Assicuratisi la porzione settentrionale dell'Iraq a termine della prima Guerra del Golfo, i curdi hanno dedicato gli ultimi due decenni allo sviluppo di un'economia stabile e fiorente all'interno dell'entità autonoma che costituisce il Kurdistan Iracheno, relativamente distanti dal conflitto che non ha abbandonato il resto del Paese. Tra le montagne lungo il confine tra Iran e Turchia, tuttavia, la lotta per il grande Kurdistan non si è fermata e coinvolge tanto uomini quanto donne.

Oggi, il movimento indipendentista curdo è estremamente frammentato—ci sono PKK, PJAK, KCK, ognuno con proprie tattiche, territori e ideologie, ma un unico obiettivo e un buon numero di donne al suo interno. Dai ranghi più alti fino ai pela-patate, passando per i cecchini e i combattenti delle prime linee, uomini e donne lavorano fianco a fianco.

Per questo nostro reportage abbiamo incontrato uno dei gruppi di guerriglieri formatisi più recentemente, il PJAK o Partito per la Vita Libera del Kurdistan. Tra le montagne al confine con l'Iran, siamo andati a conoscere le guerrigliere che stanno aiutando il proprio popolo a individuare una risposta definitiva alla Questione curda, e forse, anche alla nostra altrettanto fondamentale quesito: cosa diavolo è la Questione curda?