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Non cercate “Big Ol” su Google, a meno che non siate zoofili

‘Uno screenshot (censurato) della mia ricera su Google per “big ol” 

Era un giorno come un altro in ufficio. Lo staff di Motherboard era impegnato in un’accesa discussione su come usare il termine big ol’ in un titolo. Nello specifico ero curioso di sapere se fosse più appropriato dire big ol’ o big ole. Naturalmente l’ho cercato su Google per avere un punto di riferimento. Il punto di riferimento si è rivelato essere un porno esplicito che coinvolgeva una donna e un cane. 

Ho notato la foto nella sezione Immagini, sulla quale ho cliccato con un po’ di preoccupazione. Anche la seconda immagine rappresentava senza dubbio un atto di zoofilia. In effetti, quattro dei 24 risultati successivi erano porno con animali. Ora, è da un po’ ormai che uso Internet, ho un account su Reddit e non sono rimasto scioccato dalle immagini in sé; più che altro mi intrigava il fatto che avessi dato un input con un termine assolutamente non relazionato al porno. Big ol’ è più un termine da slang che avrebbe usato mio nonno. 

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E tuttavia eccola, la sequenza di immagini su cui il mio sguardo si è soffermato: la cover di un album di Toby Keith, lo screenshot di un video in cui una donna si dà da fare con un grosso cane, una donna con delle tette photoshoppate all’inverosimile, un’immagine da Adventurtime, due foto del lato B di due donne, un enorme orso bruno morto, altri sederi, altri orsi, una donna nuda, una donna senza mutande che si rotola in un letto di snack, e la stessa donna di prima che permette al cane di praticarle un cunnilingus. E chi più ne ha più ne metta. 

Di nuovo, delle ricerche di Google che mostrano delle immagini potenzialmente offensive non sono niente di nuovo. Ma la combinazione inusuale di questa ricerca banale con dei risultati così bizzarri—ho contato quattro immagini dalla scena del porno con il cane nelle prime righe di risultati—mi ha spinto a contattare Google. 

Ho fatto qualche domanda sulla loro politica per la rimozione di immagini, se si occupassero spontaneamente di rimuovere le immagini offensive, o se aspettassero di ricevere delle lamentele. Non mi hanno risposto a questa domanda, né hanno fatto chiarezza su come funzioni il sistema interno di Google per la rimozione dei contenuti offensivi. 

Dopo qualche giorno, Jason Freidenfelds, un rappresentante di Google, mi ha detto che “nessun filtro è perfetto, e cerchiamo continuamente di migliorare i nostri sistemi; ti ringraziamo per il feedback.” 

“Abbiamo fatto un update, per cui in pochi giorni i risultati inappropriati non dovrebbero più apparire,” ha aggiunto. Mi ha anche indicato le Norme per la Rimozione di Google che affermano che il materiale offensivo verrà rimosso, come le immagini e i risultati che riguardano: 

Pornografia, incluse query di ricerca con più significati e query non offensive ma che potrebbero restituire risultati offensivi 

Funzioni o fluidi corporali 

Parole volgari 

Contenuti espliciti quali: danni fisici e gravi condizioni mediche, raffigurazioni di morte e parti del corpo umano 

Atti di violenza o crudeltà su animali 

Mi ha anche mandato il link di una dichiarazione di Google al Verge nel 2012, in merito alle denunce che sostenevano la compagnia censurasse delle immagini pornografiche, da quando la ricerca di immagini era stata strutturata come uno strumento di ricerca normale. La verità è che, se da una parte spero che Google sia un po’ più trasparente sui suoi sistemi, la compagnia sta cercando di organizzare un’enorme quantità di dati. Questo significa che se qualcuno si è messo d’impegno e ha etichettato ciascuna delle immagini di quel porno zoofilo come “Cheryl e il “big ol’ bassethound”, ogni tanto, necessariamente, compariranno delle immagini di Cheryl che tocca i genitali di un cane quando faremo la nostra ricerca innocente di un termine slang d’altri tempi. Almeno finchè qualcuno non se ne lamenta.

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